Il duo Cuocolo/Bosetti in Notte
Dopo la performance Teatro pensata e realizzata nei teatri ERT, il duo italo australiano Cuocolo/Bosetti torna in scena all’Arena del Sole con Notte, un viaggio per pochi spettatori guidati dalla voce narrante di Roberta Bosetti. Ci si accomoda nei palchetti del secondo piano con un paio di cuffie nelle orecchie e si guarda giù, in platea. Luci soffuse, teatro deserto e Bosetti seduta di spalle che comincia a parlare. Così comincia Notte, performance che intreccia biografia personale e collettiva, mescolando continuamente verità e finzione, alla ricerca spasmodica di una qualche verità. Bosetti fa su e giù per la platea, non fermandosi praticamente quasi mai per un’ora, componendo e scomponendo parole e brevi frasi tramite cartelloni di singole lettere, poggiate sulle poltrone della platea così da essere visibili a noi spettatori, che dalla “piccionaia” spiamo questo flusso di coscienza in cui, come tipico degli spettacoli del duo, i
confini fra attore e personaggio sfumano lasciando sospeso il senso. Per tutta la durata di Notte ci si chiede dove Bosetti voglia arrivare, dove voglia andare a parare, fino a quando ci si immerge del tutto nelle parole e nei racconti che si intrecciano nel suo spasmodico camminare, fare, disfare, costruire e lasciare andare. La notte è presente nella penombra delle luci, nella drammaturgia, nelle pause silenziose della monologante. Si è come immersi in una cupola ovattata: fuori il mondo corre, dentro il silenzio a volte assordante vorrebbe essere messo a tacere dalla musica, soprattutto sul finale in cui l’attrice si rivolge per la prima (e unica) volta direttamente al suo pubblico alzando la testa verso gli spettatori con le cuffie; un po’ voyeur, un po’ invisibili, quasi impalpabili.
Erika Di Bennardo

