Il 18 ottobre al via la nuova stagione
La Stagione 2026 della Filarmonica della Scala riprende domenica 18 ottobre con il concerto diretto da Riccardo Chailly e il debutto al Teatro alla Scala del violinista Augustin Hadelich, interprete del Concerto in re minore per violino e orchestra op. 47 di Jean Sibelius. Completa il programma la Sinfonia n. 5 in si bemolle maggiore op. 100 di Sergej Prokof’ev. Augustin Hadelich, virtuoso tra i più contesi al mondo, è nato in Italia da genitori tedeschi ed è cresciuto nella campagna toscana. A 41 anni ha ricevuto riconoscimenti che vanno dal Grammy Award del 2016 al Dottorato Onorario dell’Università di Exeter nel Regno Unito. «Il violino è uno degli strumenti più spietati perché rivela lo stato in cui si trova il tuo corpo», racconta. A proposito della Quinta di Prokof’ev, il compositore scriveva: «ho voluto cantare l’uomo libero e felice, la sua forza, la sua generosità e la purezza della sua anima».
Domenica 25 ottobre Gustavo Gimeno, Direttore Musicale del Teatro Real di Madrid e della Toronto Symphony Orchestra, sale per la prima volta sul podio della Filarmonica della Scala, affiancato da Jörgen van Rijen al trombone. In programma il Concerto per trombone e orchestra Yericho di Samy Moussa, in prima esecuzione italiana, e la Sinfonia n. 4 in mi bemolle maggiore Romantica di Anton Bruckner. Il concerto rappresenta l’occasione per ascoltare il trombone da solista nelle mani di uno dei suoi più appassionati ambasciatori: l’olandese van Rijen, cui è dedicato il concerto di Moussa, è entrato nella Royal Concertgebouw Orchestra nel 1997 e da subito si è impegnato nella creazione di nuovo repertorio.
Il concerto per trombone Yericho di Samy Moussa in prima esecuzione italiana
Samy Moussa è un compositore e direttore d’orchestra canadese, tra le voci più interessanti della scena musicale contemporanea. La sua produzione spazia dalla musica sinfonica e concertistica all’opera e le sue composizioni sono state eseguite da orchestre quali Wiener Philharmoniker, New York Philharmonic e Royal Concertgebouw. Yericho è un concerto di intensa forza espressiva: il riferimento alla città biblica di Gerico evoca il tema delle mura e del loro abbattimento, trasformandolo in una metafora sonora di apertura e trasformazione.

