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Teatrionline > Blog > Altro > Teatro della Pergola (Firenze): ecco gli appuntamenti dal 17 al 22 novembre
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Teatro della Pergola (Firenze): ecco gli appuntamenti dal 17 al 22 novembre

Redazione
Ultima modifica: 17 Novembre 2014 14:24
Redazione
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Foto di Pino Le Pera
Foto di Pino Le Pera

Teatro della Pergola

Lunedì 17 novembre 2014, ore 20.45

NERONE

Duemila anni di calunnie

liberamente tratto dall’omonimo saggio di Massimo Fini

uno spettacolo di Edoardo Sylos Labini

da un’idea di Pietrangelo Buttafuoco

drammaturgia di Angelo Crespi

con Edoardo Sylos Labini (Nerone), Sebastiano Tringali (Seneca), Dajana Roncione (Poppea), Giancarlo Condè (Fenio Rufo), Gualtiero Scola (Otone), Paul Vallery (Dj Mimo)

con la partecipazione di Fiorella Rubino (Agrippina)

e con Cristian Carotenuto, Roberta Cassina, Simone Galli, Guido Martella, Elisabetta Molteni, Jacopo Morra, Margherita Polo, Marco Premoli, Irene Proietti, Silvia Rota, Giulia Sinatra, Gabriella Terraciano; Arianna Cavallo – danzatrice

scene e costumi Marta Crisolini Malatesta

disegno luci Pietro Sperduti

regista assistente Paolo Merlini

musiche originali Paul Vallery

assistente alla regia Alessandra Barbagallo

Sullo sfondo di una Roma bruciata da un incendio, di cui Nerone verrà accusato ingiustamente di essere il mandante, l’incubo dell’Imperatore la notte prima della sua morte. La possibilità di fuggire dalla congiura dei suoi senatori, o la scelta di uccidersi per mano propria. Tra i marmi della Domus Aurea, il suo palazzo imperiale, Nerone, attorniato da un’eccentrica corte di mimi, musicisti, prostitute e ballerine, è tormentato dal fantasma della madre. Rivive in quell’incubo le presenze più ingombranti della sua vita: l’ossessiva madre Agrippina, assetata di potere che, grazie ad una serie di delitti, gli apre le porte dell’Impero a soli 17 anni; l’illustre filosofo Seneca, moralizzatore dei costumi di Roma e scaltro opportunista che, diventato suo maestro, cerca di influenzarne ogni scelta; la bellissima seconda moglie, la giovane e civetta Poppea con la quale condivide l’amore per l’arte e la passione per la Grecia; l’amico di bagordi Otone, governatore della Lusitania ed ex marito di Poppea che congiura alle sue spalle per gelosia; ed infine il viscido Fenio Rufo, ruvido Prefetto del Pretorio, vero capo della rivolta di quella élite economica ed intellettuale contro la quale Nerone combatté durante i 14 anni del suo regno.
Una tempesta di sentimenti, paure, pentimenti, riflessioni tragiche. Una metafora del potere. Nerone, duemila anni dopo, pazzo o profeta?

Alle ore 20:30 Massimo Fini e Angelo Crespi introdurranno agli spettatori la complessa figura dell’imperatore romano.

Biglietti: Interi Platea: 20 €, Palchi 16 € / Ridotti: Platea 14 €, Palchi 11 € (over 60, under26, abbonati Pergola, Pergolacard, soci Unicoop Firenze)

 —————————

Teatro Goldoni

Da martedì 18 a giovedì 20 novembre

Fondazione Teatro della Pergola

CRONACA DI UN AMORE RUBATO

di Dacia Maraini

un spettacolo di e con Federica Di Martino

Dacia Maraini e Federica Di Martino con un libro e uno spettacolo per la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, inaugurano la stagione di prosa al Teatro Goldoni.

Una nuova produzione della Fondazione Teatro della Pergola inaugura la stagione di prosa del Teatro Goldoni, la storica sala d’Oltrarno completa con i suoi cinque appuntamenti l’articolato e serrato calendario di spettacoli e incontri del Teatro Massimo.

Il debutto in occasione della “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne” è affidato a  Federica Di Martino che interpreta il vibrante monologo civile tratto dal racconto di Dacia Maraini, Cronaca di una violenza di gruppo, presente nella raccolta L’Amore Rubato.

Quattro liceali sequestrano una ragazzina di tredici anni dai capelli rossi e abusano di lei, per ore, lasciandola stordita e sanguinante. Sulla strada provinciale la soccorre un prete che passava di lì per caso in macchina e che la porterà al pronto soccorso. I balordi autori dello stupro sono al commissariato, anche loro vittime inconsapevoli e amorfe di una società tribale, perversa, che li protegge. “Dacia Maraini ci racconta la Cronaca di una violenza di gruppo facendo parlare tutti i protagonisti – spiega Federica Di Martino – ma la bambina no… la bambina vive nella storia solo attraverso le parole degli altri. Questo mi ha colpito e mi ha spinto a desiderare di mettere in scena il racconto. Per questo affido tutte le parole a una sola donna, una “anima morta” che racconta le ferite sul corpo e nella mente riportate dopo lo stupro di gruppo. Stupro mai condannato: i colpevoli sono stati tutti assolti, malgrado i testimoni, malgrado lei abbia trovato il coraggio di denunciare i suoi aguzzini. La trama la vorremmo inventata, irreale, mai accaduta e invece i fatti ci rammentano la sua schiacciante verità e autenticità.”

Giovedì 20 novembre, Dacia Maraini e Federica Di Martino insieme all’Assessore Cristina Giachi, incontreranno il pubblico alle 18 (ingresso libero) per raccontare quotidiane storie di donne silenti e violate a partire dal piccolo libro importante L’amore Rubato. Le donne raccontate dalla Maraini e quella scelta da Federica Di Martino per il suo spettacolo, mostrano qualcosa di intimo, qualcosa di necessario e doloroso. Sono forti, hanno lottato, a volte hanno perso ma non si sono mai arrese. Combattono una battaglia antica e sempre attuale, contro gli uomini amati che sempre più spesso si dimostrano incapaci di ricambiarle, di confrontarsi con il rifiuto, il desiderio. Davanti a queste donne, mariti, amanti, compagni si rivelano ragazzini che stentano a crescere e confondono la passione con il possesso e, per questo, l’amore lo rubano: alle bambine che non sanno, alle donne che si donano troppo. Come Marina, che si ostina a cadere dalle scale, come Ale, che sceglie con sofferta determinazione di non far nascere il frutto di una violenza o ancora come Angela, che si addossa, aderendo alle parole della Chiesa, le colpe che una antica misoginia attribuisce alla prima disobbedienza femminile. In tutte queste storie affilate e perfette, dure e capaci di emozionare e indignare si racconta di un mondo diviso fra coloro che vedono nell’altro una persona da rispettare e coloro che, con antica testardaggine, considerano l’altro un oggetto da possedere e schiavizzare.

Orario spettacoli:

da martedì a sabato 20.45, domenica 15.45

Biglietti: Platea € 15.00 Palchi € 12.00

Ridotti (Abbonati Pergola, Under26, Over60, soci Unicoop Firenze) Platea € 12.00 Palchi € 10.

—————————

Teatro della Pergola

IL GRANDE TEATRO INTERNAZIONALE:  WILLIAM KENTRIDGE, UBU AND THE TRUTH COMMISSION

Da giovedì 20 a sabato 22 novembre 2014

Fondazione Teatro della Pergola in collaborazione con Romaeuropa Festival 2014

UBU AND THE TRUTH COMMISSION

di William Kentridge e Handspring Puppet Company

Diretto da William Kentridge

Assistente alla regia Janni Younge

Scritto da Jane Taylor

Pupazzi Adrian Kohler

Assistente realizzazione pupazzi Tau Qwelane

Animazioni William Kentridge

Assistenti animazioni Tau Qwelane, Suzie Gable

Scenografia Adrian Kohler, William Kentridge

Ideazione costumi Adrian Kohler

Realizzazione costumi Phyllis Midlane, Sue Steele

Disegno luci Wesley France

Suono Wilbert Schubel

Musiche Warrick Sony e Brendan Jury

Coreografie Robyn Orlin

Editor animazioni Catherine Meyburgh

Ricerche “Commissione per la verità e la riconciliazione” Antjie Krog

Ricerche video Gail Berhmann

Con

Pa Ubu Dawid Minnaar

Ma Ubu Busi Zokufa

Burattinai Gabriel Marchand, Mandiseli Maseti e Mongi Mthombeni

Direttore di scena Jessica Mias-Jones

Tecnico del suono Simon Mahoney

Tour Manager Wesley France

Produzione Handspring Puppet Company

Produttore associato e distribuzione mondiale Quaternaire / Sarah Ford

In coproduzione con Edinburgh International Festival, The Taipei Arts Festival and Taipei Culture Foundation, Festival de Marseille _ danse et arts multiples, Onassis Cultural Centre Athens, Cal Performances Berkeley and BOZAR Brussels.

Lo sforzo organizzativo e produttivo congiunto della Fondazione Teatro della Pergola e di Romaeuropa Festival porta a Firenze, a quasi un anno dalla morte di Nelson Mandela, il capolavoro sul dramma dell’apartheid di William Kentridge “Ubu and the Truth Commission”, riallestito per celebrare il 20° anniversario della democrazia in Sudafrica.

Torna il grande teatro internazionale a Firenze anche grazie alla stretta e intensa collaborazione con Romaeuropa Festival, a rinnovare la tradizione della grande Rassegna dei Teatri Stabili e poi dei Percorsi Internazionali dell’Ente Teatrale Italiano. Dal 20 al 22 novembre William Kentridge presenta un riallestimento di “Ubu and the Truth Commission”, spettacolo del 1997 che contamina il capolavoro di Alfred Jarry “Ubu re” con il dramma dell’apartheid e la magia dei pupazzi ideati dalla Handspring Puppet Company. Questa è solo la prima tappa di un nuovo intensificarsi dell’attività internazionale che la Fondazione della Pergola intende portare avanti come irrinunciabile direttrice del proprio agire. Spirito oscuro e sardonico, animazione spettacolare e inquietante, teatro di figura struggente e finemente dettagliato: questa è la quintessenza della collaborazione tra William Kentridge e la Handspring Puppet Company che ha realizzato nel 2007 il pluripremiato successo “War Horse”, tratto dal romanzo di Michel Morpurgo, ancora in tour in tutto il mondo. “Ubu and the Truth Commission” unisce pupazzi, performance di attori, musica, animazione e documentari di repertorio. Lo spettacolo si basa sia sull’archivio storico delle audizioni davanti alla “Commissione per la verità e la riconciliazione” del Sudafrica (istituita nel 1996 per riconciliare realmente vittime e carnefici, oppressori e oppressi) che sulla figura di Ubu Re, il buffone licenzioso creato da Jarry. In questa produzione Pa Ubu rappresenta i numerosi strumenti di violenza dell’apartheid (poliziotti, assassini, spie e politici) per i quali la tortura, l’omicidio, il sesso e il cibo sono tutti elementi di un lordo appetito individuale. L’azione drammatica ruota attorno al racconto metaforico di un tradimento coniugale. La tragicomica interpretazione di Ma Ubu delle assenze notturne di Pa ci introduce nella devastante complessità dell’apartheid. E sono proprio i pupazzi della Handspring Puppet Company che portano in scena le commoventi testimonianze rilasciate alla “Commissione per la verità e la riconciliazione”.

L’ideazione e la regia sono di William Kentridge, mentre Busi Zokufa e Dawid Minnaar interpretano Ma e Pa Ubu. “Ubu and the Truth Commission” ha debuttato a Johannesburg il 26 maggio 1997 e la successiva tournée internazionale ha toccato, oltre all’Italia, il Belgio, la Repubblica Ceca, la Danimarca, la Franca, la Germania, i Paesi Bassi, la Norvegia, la Svezia, la Svizzera, il Regno Unito e gli Stati Uniti.

Info: www.teatrodellapergola.com

 

 —————————

CONVERSAZIONE CON WILLIAM KENTRIDGE

di Matteo Brighenti

 

Qual è l’idea all’origine di Ubu and The Truth Commission?

“La piéce è nata 17 anni fa al tempo della costituzione della “Commissione per la verità e la riconciliazione” del Sudafrica. A quel tempo lavoravo su due progetti: uno di danza sul tema di Ubu Re di Jarry e un altro con la Handspring Puppet Company sulla “Commissione per la verità e la riconciliazione”. Non ci fu però abbastanza tempo per portare avanti entrambi i progetti, così decisi di unirli. Il risultato mi ha profondamente stupito perché la struttura di Ubu Re, il burlesque ha dato un tono grottesco alle testimonianze della “Commissione” e la sua storicità,  invece,  ha dato una certa gravitas alle buffonerie di Ubu. In altri termini, il crudo nonsense di Ubu ha dato ancora più forza tragica alla “Commissione per la verità e la riconciliazione”.

 

Qual è il senso di rappresentarlo oggi?

“Lo spettacolo parla specificamente della storia della “Commissione per la verità e la riconciliazione” del Sudafrica. In senso lato, ha a che fare con il rapporto tra un Paese e il suo passato vergognoso. Quando l’abbiamo fatto la prima volta, ad esempio, in Germania venivano aperti gli archivi della Stasi, in Svizzera si parlava del coinvolgimento delle banche nella custodia dell’oro dei nazisti, ognuno quindi ha vissuto Ubu and The Truth Commission come una storia locale, come la propria storia. Anche in Italia ci sono questioni irrisolte, penso alle relazioni pericolose tra la Chiesa e la protezione dei criminali nazisti: una “Commissione per la verità e la riconciliazione” potrebbe essere istituita anche qui. Non esiste Paese al mondo in cui non possano essere rintracciati i temi che affronta lo spettacolo: c’è sempre uno scontro tra chi vuole insabbiare la Storia e chi, invece, vuole farla venire alla luce.”

 

Lo spettacolo è cambiato rispetto a 17 anni fa?

“No, è identico, abbiamo deciso di non cambiarlo, di farne uno spettacolo storico su questioni politiche ed etiche locali e, al tempo stesso, universali, esattamente com’è stato la prima volta. Chiunque guarda Ubu and The Truth Commission può inscriverlo nei propri sogni e nelle proprie paure. Adesso come allora.”

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