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Teatrionline > Blog > Altro > La stagione dei teatri 2017/18 di Ravenna
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La stagione dei teatri 2017/18 di Ravenna

Redazione
Ultima modifica: 30 Settembre 2017 20:42
Redazione
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Foto di Marina Alessi
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Foto di Marina Alessi

Per il secondo anno i due teatri cittadini, Alighieri e Rasi, uniscono le proprie programmazioni in La stagione dei teatri, cartellone volto al superamento della tradizionale separazione tra prosa e contemporaneo. Da anni, infatti, Ravenna Teatro, che cura la stagione ravennate, porta avanti l’idea di un teatro libero da generi e distinzioni, un teatro che non ha più senso catalogare in base a vacue apparenze formali e che si vuole invece mostrare partendo da quella che è la base più genuina e ancestrale del suo essere, un composito e variegatissimo viaggio attraverso le questioni dell’Uomo.

Con tredici titoli, trentasei repliche, otto titoli fuori abbonamento (per altre diciotto repliche), la proiezione del film di Marco Martinelli Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi e gli incontri de I parlamenti d’aprile, la stagione 2017/18 di Alighieri e Rasi intende indagare in profondità l’indistinguibilità dei linguaggi drammaturgici di questo complesso momento storico e sociale, in una geografia sempre più affastellata di temi e riflessioni dove le distinzioni tra “classico” e “contemporaneo” fanno sempre più fatica a trovare spazio. E così ancora una volta il pubblico ravennate avrà la libertà di poter scegliere non solo tra due luoghi teatrali, ma tra proposte oggettivamente stimolanti, di grande teatro, che siano all’Alighieri o al Rasi.

«È necessario sottolineare – dice il direttore di Ravenna Teatro, Marcella Nonni – che siamo in una città che grazie ai suoi teatri, ai suoi artisti (siano essi teatranti o fotografi, musicisti o disegnatori), ai suoi operatori culturali viene presa come modello, come esperienza unica e originale».

Il cartellone in abbonamento de La stagione dei teatri 2017/18 si apre allora con lo spettacolo di Annibale Ruccello Ferdinando (Rasi, 18 novembre), testo vincitore del Premio IDI – che debuttò per la regia dello stesso autore nel 1986 – e affermatosi in questi trenta anni come un classico della drammaturgia contemporanea. È invece una prima assoluta quella di Va pensiero, il nuovo spettacolo di Teatro delle Albe/Ravenna Teatro su scrittura originale di Marco Martinelli, che si ispira a un fatto di cronaca per raccontare come la corruzione dell’Italia di oggi abbia soppiantato gli ideali risorgimentali inscritti nella musica di Giuseppe Verdi (Alighieri, da giovedì 7 a giovedì 14 dicembre, pausa lunedì 11). Per la prima volta a Ravenna, La Bottega degli Apocrifi presenta poi Lorenzo Milani, di Stefania Marrone, in cui si racconta la storia di don Milani dalla fine, quando è troppo malato per fare scuola e resta a Firenze a combattere una delle battaglie che più gli sta a cuore: cercare di persuadere sua madre, l’agnostica intellettuale Alice Weiss, che lui non avrebbe potuto fare altrimenti e che quello che è stato ha avuto un senso (Alighieri, da giovedì 25 a domenica 28 gennaio).
Ecco quindi
Il servo, da un romanzo breve di Robin Maugham del 1948 (considerato all’uscita in Inghilterra “un piccolo capolavoro di abiezione”): co-diretto da Andrea Renzi e Pierpaolo Sepe, e interpretato tra gli altri da Lino Musella, racconta la vicenda di un rapporto di dominazione e assuefazione di un uomo su un altro uomo (Alighieri, mercoledì 31 gennaio e giovedì 1 febbraio).
Un grande classico della commedia napoletana e del repertorio
di Eduardo De Filippo, Filumena Marturano, sarà impreziosito dall’interpretazione di Mariangela D’Abbraccio e Geppy Gleijeses, diretti da Liliana Cavani (Alighieri, da giovedì 8 a domenica 11 febbraio), e dopo il successo della tournée internazionale di Ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni, premio Ubu nel 2014 per la migliore novità italiana, Daria Deflorian e Antonio Tagliarini tornano ora con Il cielo non è un fondale, il cui punto di partenza è il fenomeno irreversibile dell’urbanizzazione dei paesaggi e dei modi di vivere (Rasi, 15 febbraio).
Un’apprezzatissima
Veronica Voss due stagioni fa, quest’anno Monica Piseddu è la protagonista dalla straordinaria capacità introspettiva di Accabadora, dal romanzo di Michela Murgia vincitore del Premio Campiello 2010 (Rasi, venerdì 23 e sabato 24 febbraio), seguita da Stefano Ricci, disegnatore e artista grafico di fama internazionale, che sarà al centro di Più giù, in cui disegnerà in tempo reale, con pennelli e dita, accompagnato dal contrabbasso di Giacomo Piermatti e live eletronics di Vincenzo Core (Rasi, 27 febbraio).
Emilia Romagna Teatro Fondazione porta a Ravenna
La classe operaia va in paradiso, spettacolo costruito attorno alla complessa sceneggiatura di Elio Petri e Ugo Pirro, alla drammaturgia di Paolo Di Paolo e ai materiali che testimoniano la genesi del film omonimo, che per il regista Claudio Longhi diventa il punto di partenza per uno sguardo ficcante sul mondo del lavoro e del precariato del nostro paese e che vede tra i protagonisti i giovane Lino Guanciale (Alighieri, da giovedì 8 a domenica 11 marzo).
E ancora ERT per
Delitto e castigo di Fëdor Dostoevskij, adattato e diretto dal quarantenne moscovita Konstantin Bogomolov, tra le voci più lucide della scena contemporanea russa, connotato da uno stile irriverente, provocatorio e contemporaneo (Alighieri, martedì 13 e mercoledì 14 marzo).
Per la prima volta all’interno della stagione ravennate arrivano poi due tra gli attori comici più amati, Ale e Franz, con Nel nostro piccolo. Gaber/Jannacci/Milano, uno spettacolo poetico e divertente sui loro illustri concittadini (Alighieri, da martedì 27 a venerdì 30 marzo), mentre il Teatro dell’Elfo ed Elio De Capitani tornano a Shakespeare con Otello, spogliandolo della “tradizione” per tornare al cuore del meccanismo drammatico e della sua tragica normalità, quella di un generale potente e blandito dalla nobiltà veneziana che però frana nella sua solitudine di debolezze e dubbi (Alighieri, da venerdì 13 a domenica 15 aprile).
Infine, in
Ifigenia, liberata, il regista Carmelo Rifici – apprezzatissimo due anni fa a Ravenna con Il gabbiano di Cecov – indaga il mito degli Atridi dando spazio alle ragioni di tutti i personaggi della vicenda, Agamennone, Menelao, Ulisse e Clitemnestra, per porre domande sulla all’annosa questione di dove nasce la violenza, di come si può fermarla e perché il mondo resta immobile nell’incapacità di trovare un’alternativa.

Per tutti i dettagli e le informazioni complete della programmazione si può consultare il sito di Ravenna Teatro: ravennateatro.com

La stagione dei teatri è sostenuta da: Comune di Ravenna-Assessorato alla Cultura, MIBACT Ministero
 dei beni e delle attività culturali e del turismo, Regione Emilia-Romagna, Fondazione del Monte
 di Bologna e Ravenna, BCC Credito Cooperativo ravennate e imolese, Assicoop Romagna Futura Agente Generale UnipolSai Assicurazioni, Unipol Banca, Coop Alleanza 3.0, Esp Ravenna, Reclam.

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