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Teatrionline > Blog > Monologo > Emilio Solfrizzi in “Roger”
Monologo

Emilio Solfrizzi in “Roger”

Redazione2
Ultima modifica: 27 Febbraio 2020 11:09
Redazione2
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Scritto e diretto da Umberto Marino

Con Emilio Solfrizzi

Musiche Paolo Vivaldi | Luci Giuseppe Filipponio | Regista assistente | Maria Stella Taccone | Consulenza tecnica M° Leonardo de Carmine

Per il costume del Signor Solfrizzi si ringraziano la Sergio Tacchini Icons srl di Livorno e Anna Coluccia

Produzione ARGOT PRODUZIONI

—–

L’azione si svolge interamente su un campo da tennis e rappresenta un’immaginaria e tragicomica partita tra un generico numero due e l’inarrivabile numero uno del tennis di tutti i tempi, un fuoriclasse di nome Roger. Chi si trovasse a dare un’occhiata al testo letterario e poi al monologo teatrale che ne ho tratto, troverebbe una grande differenza con lo spettacolo che vedrà: tutto l’apparato realistico, compresi oggetti di scena ed effetti sonori, sulla scena non c’è. Man mano che insieme a Emilio Solfrizzi mettevamo in scena il testo ci siamo resi conto che potevamo elevare la posta della nostra scommessa puntando a una rappresentazione completamente affidata alla centralità della parola e dell’attore. Mi sono ricordato del “cuntastorie”, una arcaica forma di attore totale siciliano di cui racconta Pitré, un attore di strada provvisto di tre panche per il pubblico e di due spade, unici supporti per raccontare e rappresentare al suo pubblico l’intero ciclo della tavola rotonda. Così, forte dell’interprete che avevo, ho cominciato a togliere e a semplificare, fino a che in scena sono rimaste solo le poche righe bianche che disegnano un campo da tennis e due sedie, quelle sulle quali, nei cambi campo, i tennisti si riposano. Appena siamo stati in grado, da molto presto, abbiamo cominciato a ospitare degli spettatori. Prima due, poi quattro, dodici, trenta, per mettere a punto e verificare gli effetti comici e quelli drammatici. Gli spettatori ci hanno detto che avevano visto il campo, l’arbitro, la palla, la racchetta, i colpi e, fidandoci di loro, affrontiamo una verifica più vasta e impegnativa, sperando che la metafora, prima nascosta e poi svelata, che il testo contiene trovi in questo modo la strada per arrivare al cervello e al cuore del pubblico che vorrà condividere con noi questa esperienza. Umberto Marino

Durata: 75 minuti

—–

ESTRATTI DI RASSEGNA STAMPA:
A leggerla, la commedia, si percepisce la chiarezza di chi frequenti, come spettatore, o come giocatore, o come ex giocatore, i campi da tennis: vi è in essa una geometria, vi è la nitidezza di chi sia abituato a calibrare un colpo, o di chi guarda con concentrazione assoluta le linee che delimitano lo spazio in cui ti muovi. Tutt’altro, vederla recitata… Emilio Solfrizzi di questa geometria, di questa nitidezza, non vuole farsi ragione. Butta tutto all’aria, scende in campo allo sbaraglio, naturalmente sa, anche lui, che perderà, ma è pronto, il dio, a sfidarlo…. Nella sua esibizione c’è il cuore gettato oltre l’ostacolo… addirittura lo sperpero, il consumo di sé.
Franco Cordelli – CORRIERE DELLA SERA 28.06.2018

La scrittura di Marino è un bel ritratto ansioso di tutta la macchina agonistica, di ogni dettaglio fisiologico, di tante strategie di partita. Un ripasso tragicomico di qualunque aspetto di un match. E Solfrizzi ci aggiunge di suo un’umana punteggiatura di occhi sgranati, di sincopato e onomatopee riproducenti i colpi dei rovesci, dei servizi fulminanti, delle bordate lungo linea… Comico e malinconico, questo lavoro…ti prende. Molto.Rodolfo di Giammarco

– REPUBBLICA 02.07.2018

L’immaginaria partita a tennis di Solfrizzi è uno spasso.
…grazie a una verve infaticabile come la resistenza fisica, la rassegna dei mille diabolici modi con cui un superatleta può umiliare un meno dotato riesce a non perdere di interesse; malgrado le inevitabili ripetizioni. Chi del tennis ha qualche pratica si riconosce e si diverte assai, ma a giudicare dalle reazioni della sala, anche i non periti se la spassano non poco. Masolino D’Amico – LA STAMPA 13.08.2018


PICCOLO ELISEO
Da giovedì 5 a domenica 29 marzo 2020

Biglietteria tel. 06.83510216
Giorni e orari: lun. 13 – 19, da martedì a sabato 10.00 – 19.00, domenica 10 – 16
Via Nazionale 183 – 00184 Roma
Biglietteria on-line www.teatroeliseo.com e www.vivaticket.it
Call center Vivaticket: 892234

Orario spettacoli:
Da martedì a sabato ore 20.00
Domenica ore 17.00

Prezzo 20 €

Le parole non sanno quello che dicono
Roberto Carlone in “Gli occhi di Vivian Maier”
Io, Moby Dick
Segnale d’allarme. La mia battaglia VR
Teatro Vascello, Gli antenati – the grave party di Marco Paolini

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