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Teatrionline > Blog > Spettacolo > Le notti di Emilia
Spettacolo

Le notti di Emilia

Redazione1
Ultima modifica: 25 Ottobre 2021 15:20
Redazione1
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Dal 2 al 7 novembre

va in scena in prima assoluta al Teatro Arena del Sole Le notti di Emilia, spettacolo della compagnia Le Notti, vincitore del Bando Radar, il percorso triennale (2018-2020) di formazione e affiancamento rivolto ad artisti Under 28 dell’Emilia-Romagna, realizzato da ERT / Teatro Nazionale con l’obiettivo di sostenere e produrre un giovanissimo gruppo con un lavoro d’indagine lungo la via Emilia, il tragitto che attraversa le cinque città dei teatri ERT.

La compagnia, nata proprio in occasione del progetto, è composta da Flavia Bakiu, Nicolò Collivignarelli, Alice Gera, Nico Guerzoni, Claudia Russo, amici, coinquilini e colleghi, che si sono formati presso la Scuola di Teatro Alessandra Galante Garrone di Bologna, e Alessandra Beltrame, videomaker e documentarista.

Le notti di Emilia è frutto di un percorso di ricerca sul campo: è un viaggio nell’anima notturna della strada, che abbatte gli stereotipi sulla prostituzione dipingendo un ritratto corale, crudo e veritiero. Il punto di partenza è stato l’incontro tra gli attori e Via Libera, associazione no profit, apolitica e aconfessionale, che opera dal 2010 a Bologna per aiutare le persone vittime di tratta e sfruttamento sessuale. Flavia, Alessandra, Nicolò, Alice, Nico e Claudia hanno scelto di mettersi in gioco, uscendo come volontari con l’unità mobile di strada di Via Libera e da questa esperienza hanno attinto per costruire le storie che raccontano sul palcoscenico. La via Emilia è un crocevia d’incontri, scambi, merci e passaggi, che gli attori esplorano.

Quali presenze abitano la notte? Quali storie sotterranee conferiscono corpo e voce a una strada?

La compagnia disegna un ritratto pieno di dettagli e vissuti differenti: dalla condizione di tratta subita dalle prostitute dell’Est Europa, della Nigeria e del Marocco, alla scelta della strada di transessuali e travestiti.

Donne comuni, spesso costrette senza possibilità di scelta, affrontano la propria situazione con un’autoironia che colpisce chi si avvicina a questo mondo per la prima volta, con l’obiettivo di guardarci dentro, di analizzarlo e raccontarlo come parte della contemporaneità.

«Pur essendo una realtà a noi fisicamente vicina – racconta Nico Guerzoni – ci siamo presto resi conto che del mondo della prostituzione non sapevamo nulla». La ricerca diventa così occasione per arricchire il proprio sguardo di un’esperienza personale e umana, fatta di scambi fortuiti e brevi chiacchierate, che ha in parte disorientato le aspettative. «Credevamo di trovarci davanti delle donne forti e inespugnabili» – prosegue Alice Gera – «e invece la sensazione è stata quella di avere di fronte delle bambine, che, nonostante il dolore e le difficoltà, affrontano la vita con una grande ironia».

La scena è senza quinte: i corpi, pochi oggetti, costumi essenziali e le luci che aiutano a svelare le ombre che popolano la via. Una telecamera sempre accesa, che disegna le scenografie dello spettacolo, un mezzo utile per fornire un ulteriore punto di vista. Tra una visione documentarista e una più privata, la compagnia prova a dare forma ai bisogni emotivi delle figure protagoniste. Il video, linguaggio che si sposa e si incastra in scena con l’azione performativa, si sdoppia e diventa una duplice lente: da un lato l’occhio che osserva è attratto dall’intimità, offrendo un ritratto più introspettivo dei protagonisti incontrati; dall’altro è più freddo e distaccato, come la macchina da presa di un cronista che racconta la vita di strada, carpendo movimenti e dialoghi, il vocabolario degli habitué della notte, la brutalità del quotidiano.

«Attratti da un argomento, – afferma la compagnia – lavoriamo con l’intento di dargli voce. Ci interessa parlarne, illuminarlo senza la pretesa di trovare risposte, ma tentando di porci delle domande, di trovare quelle giuste e di affrontare anche quelle sbagliate. Non facciamo distinzione tra ciò che è gradevole e ben accetto e ciò che può risultare scomodo e duro, ci limitiamo a raccontare. Consapevoli dell’inevitabile parzialità del nostro sguardo, tentiamo di allargare l’obiettivo per mettere a fuoco tutti i colori che compongono la realtà».

Provando in sala con il supporto di strumenti multimediali, improvvisando, passando dalla performance al lavoro fisico e coreografico, utilizzando sia i testi originali che saggistici e d’autore, gli attori/performer hanno impostato un lavoro orizzontale e collettivo, senza scegliere quindi la figura di un regista e di un drammaturgo.

«Il linguaggio scenico è multiforme – continua la compagnia – come la realtà che si vuole descrivere, dalle coreografie ai monologhi, dal realismo al grottesco. La drammaturgia accompagna il pubblico in questo viaggio sulla strada dove, come in una Babele infernale, si incontrano tante lingue: urla di dolore, terribili favelle del gergo del sesso mercificato, l’asprezza della parlata di chi commenta il tutto e, infine lei, la parola dolce che cerca di andare al cuore delle cose con quell’innocenza che, anche se sommersa, alla fine riemerge sempre. Perché ancora una volta, anche qui si finisce per parlare di amore. Anche qui la forza vitale sorprende e rimargina».

 

Le Notti

Flavia Bakiu, Nicolò Collivignarelli, Alice Gera e Nico Guerzoni, si formano alla Scuola di Teatro di Bologna Alessandra Galante Garrone, diplomandosi in anni diversi tra il 2014 e il 2018. Spinti dal desiderio comune di lavorare insieme si uniscono per il bando Radar, creando la compagnia Le Notti nel 2018. Nel 2020 si aggiunge Claudia Russo, anche lei diplomata ed ora insegnante alla Galante Garrone e la videomaker e montatrice Alessandra Beltrame. Accomunati dallo stesso percorso formativo, cercano di creare un proprio linguaggio fondendo esperienze e contaminazioni incontrate nei lavori individuali.

Oltre a Le notti di Emilia, hanno realizzato Romeo calling Giulietta, lungometraggio in cui i personaggi shakespeariani dialogano attraverso la piattaforma Zoom, produzione di Santarcangelo Festival. Sono in cantiere lavori come Alvia, progetto sul doppio femminile tra migrazione e dolori di periferia, NaziValzer, indagine sui movimenti giovanili di estrema destra e i blogger Incel, Indice BigMac, studio sull’umanità che popola il fast food.

 

Informazioni:

Teatro Arena del Sole, via Indipendenza 44 – Bologna

Prezzi dei biglietti: da 7 € a 15 € esclusa prevendita

Biglietteria: dal martedì al sabato dalle ore 11.00 alle 14.00 e dalle 16.30 alle 19.00

Tel. 051 2910910 – biglietteria@arenadelsole.it | bologna.emiliaromagnateatro.com

Ingresso consentito ai possessori di green pass come definito nel DPCM n.105 del 23/07/2021, art.3 comma 4. Per i minori di 12 anni non è previsto l’obbligo del green pass.

Da quest’anno sarà possibile utilizzare i biglietti in formato elettronico. Acquistando biglietti on-line o telefonicamente si riceverà una conferma via mail che potrà essere utilizzata per entrare in sala senza necessità di passare dalla biglietteria.

 

 

 

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