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Malamente

Ines Arsì
Ultima modifica: 22 Settembre 2024 20:55
Ines Arsì
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La première presso il Cinema la Compagnia di Firenze

Un meritato successo per la première di Malamente, il cortometraggio vincitore del Bando Nazionale IMAIE che è stato presentato al Cinema la Compagnia di Firenze, raccogliendo il sentito applauso del pubblico; girato, quasi interamente, nell’ex Ospedale Psichiatrico di Maggiano (Lucca), è stato scritto, diretto e interpretato da Giovanni Guidelli, già autore di Farinata, la tredicesima notte e C’era una vota a Ribolla, ma anche  interprete de La notte di San Lorenzo dei fratelli Taviani e di altri numerosi film diretti da Luchetti, Henckel, Carpi, Aliprandi.

In sala anche Isabella Tobino, Presidente della Fondazione Mario Tobino e nipote dello stesso scrittore, che fu anche il direttore del reparto femminile del complesso di Maggiano, oltre che autore de Le libere donne di Magliano; il libro, ispirato all’ esperienza clinica e relazionale del direttore con le pazienti,  è una lettura importante, afferma Guidelli, perché svela  i sogni di queste donne rifiutate dalla società e  ha contribuito alla costruzione della trama e delle atmosfere, accuratamente rievocate dalla pellicola.

I primi sopralluoghi per la lavorazione del cortometraggio risalgono, secondo la lunga gestazione creativa tipica di Guidelli, a dieci anni fa, la sceneggiatura era già pronta cinque anni fa, ma le riprese si sono svolte nel corso del 2023, per culminare proprio nel centenario della nascita di Franco Basaglia, lo psichiatra che promulgò la chiusura dei manicomi con la Legge 180.

L’opera è dedicata ai momenti più  significativi dell’esistenza, in cui tutto può mutare ed essere stravolto, attraverso degli incontri e delle scelte che modificano inesorabilmente il corso degli eventi, seguendo il solco già tracciato da Farinata e  Ribolla,  scavando  tra vicende lontane, alla ricerca di aneddoti rimasti insondati.

La storia di Alessio Bencini, (Giorgio Cantarini, già interprete de La Vita è bella) è ambientata negli anni sessanta, ma fondata  sulle reminiscenze del lontano giugno 1940, quando Mussolini annunciò l’entrata in guerra dell’Italia;  attraverso  un’intensa e corposa retrospezione, accompagnata dai brani musicali originali di Paolo Annunziato, l’intreccio si adopera nello scandaglio di fatti a cui è necessario rendere giustizia, quando, dopo vent’anni di internamento in manicomio criminale, il protagonista sta per essere dimesso,  a conclusione di una lunga pena scontata per  aver ucciso Anna, una giovane donna incinta (Francesca Vignocchi, in una delle sue prime prove attoriali), il cui corpo non è mai stato ritrovato.

Bencini non è stato in grado di provare la sua innocenza, ma quando oramai sembra non avere più nessuna importanza, gli verrà in soccorso una giovane infermiera (Giulia Lippi, già interprete in Notte prima degli esami, la serie), ancora poco assorbita dal clima restrittivo e apatico del manicomio e dunque in grado di mantenere vigile empatia ed ascolto attivo, ma anche una particolare dose di intuizione, forse più determinata dalla purezza e dall’innocenza che contraddistinguono paradossalmente l’inesperienza.

Questa storia di redenzione sembra voler scagionare le vittime di errori processuali, ma si tratta anche di una storia di emancipazione femminile e  di riscatto per tutti gli innocenti giudicati sommariamente, etichettati, inquisiti, privati della loro dignità di persone; i manicomi del secolo scorso ospitavano la non conformità e quest’opera riflette necessariamente  sul contesto socioculturale  in cui questa caratteristica veniva individuata,  secondo criteri spesso ben lontani da ogni validità scientifica.

Sono certamente moltissime le storie marginali la cui narrazione è stata manipolata e distorta e tante le stigmatizzazioni di soggetti del tutto estranei alla malattia mentale, ma al contempo, considerati inaccettabili secondo i canoni morali delle epoche trascorse; si è spesso trattato anche di artisti, di persone con altre patologie di cui non si conosceva ancora l’esistenza, o di persone non in grado di argomentare efficacemente la loro posizione e le loro ragioni, a causa di una scarsa istruzione, come pure accade nel caso del Bencini.

Il cast, che ha lavorato con rara dedizione e quasi a no budget, come racconta il regista stesso, vanta anche la presenza di Barbara Enrichi (Il Ciclone, Benvenuti in Casa Gori), nei panni di un’anziana caposala e di Francesco Ciampi (Il cacio con le pere, Forse è solo mal di mare), nei panni del paziente internato e ha dotato le inquadrature di una poesia preziosa,  rintracciabile nella profondità degli sguardi silenziosi e assieme dialoganti di tanti primi piani, raccolti nel chiarore della luce ospedaliera.

Se Giorgio Cantarini impersona efficacemente la forza che si nasconde dietro l’apparente  fragilità di un reduce dal martirio, Guidelli, nei panni dell’antagonista, il Commendator Carrai, riesce a ritrarre con padronanza gli aspetti psicologici che muovono  il personaggio negativo, che si traveste da brav’uomo, ma in segreto incarna la più sanguinaria condotta  fascista, intrisa di paura e ferocia.

Fedeli i costumi di Massimo Poli e le scene d’epoca, che sono il prodotto di un’alta attenzione per il dettaglio,  incorniciata dalla fotografia d’interni veramente suggestiva di Matteo Vanni, spesso espressa per contrasti che suggeriscono, in un clima di penombra o pieno biancore freddo, la stagnazione degli internati tra le mura spoglie come la loro stessa vita.

Le inquadrature a campo lungo omaggiano, secondo il desiderio di Guidelli,  la pittura toscana del tardo ottocento, grazie agli scorci paesaggistici  filmati tra Monteriggioni, Anghiari, Impruneta e accompagnati da arie d’opera in sottofondo.

Guidelli si è formato grazie ai grandi registi che lo hanno diretto sin dalla prima fanciullezza, quando l’esperienza si imprime, come un marchio  capace di lasciare un segno e di stimolare il talento e racconta di aver rubato tanto con gli occhi a ciascuno dei grandi artisti con cui ha lavorato; adesso pensa già a un lungo, con un respiro di cinema, mentre, per  Malamente, inizia  il  tour per Festival nazionali e internazionali.

 

Ines Arsì

————————————————————————

 

Malamente

Scritto, diretto e interpretato da Giovanni Guidelli

E con Giorgio Cantarini, Barbara Enrichi,  Giulia Lippi, Francesca Vignocchi , Francesco Ciampi

Direttore della fotografia Matteo Vanni

Costumi di Massimo Poli

Compositore Paolo Annunziato

Grafica Arianna Losi

Foto di Niko Giovanni Coniglio

 

Prodotto da Avatar con il contributo di NUOVO IMAIE

 

 

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