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Teatrionline > Blog > Treviso > Debutto Giacomo Ganzerli Trio: The Art of Leaving Blankness
Treviso

Debutto Giacomo Ganzerli Trio: The Art of Leaving Blankness

Giuseppe Bettiol
Ultima modifica: 5 Gennaio 2026 15:15
Giuseppe Bettiol
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Esce per nusica.org il disco di esordio del Giacomo Ganzerli Trio: un paesaggio musicale sospeso tra interplay acustico ed elettronica dal vivo, dove i silenzi diventano parte integrante della narrazione.

Nella pittura tradizionale cinese si chiama liúbái: “lasciare vuoto”. È lo spazio bianco non dipinto che suggerisce un paesaggio, una distanza, qualcosa che resta fuori campo e che l’occhio è chiamato a completare: una vera e propria “arte di lasciare spazi vuoti”.

Contents
  • Esce per nusica.org il disco di esordio del Giacomo Ganzerli Trio: un paesaggio musicale sospeso tra interplay acustico ed elettronica dal vivo, dove i silenzi diventano parte integrante della narrazione.
  • Il concept di The Art of Leaving Blankness
  • Giacomo Ganzerli Trio: formazione e linguaggio sonoro
  • Un jazz contemporaneo tra silenzio ed elettronica dal vivo
  • I brani dell’album: da The Comet a Bairro Alto
  • Il background musicale del progetto
  • Uscita del disco e informazioni

Il concept di The Art of Leaving Blankness

Traducendo questo concetto in musica nasce The Art of Leaving Blankness, debutto discografico del Giacomo Ganzerli Trio per l’etichetta nusica.org: un lavoro di jazz contemporaneo che preferisce sottrarre piuttosto che aggiungere, lasciando a silenzi, pause e dettagli il compito di dire ciò che non viene esplicitato.

Giacomo Ganzerli Trio: formazione e linguaggio sonoro

Il trio riunisce Giacomo Ganzerli alla batteria ed elettronica, Daniele Nasi al sax tenore e Michele Bonifati alla chitarra. Dopo un percorso diviso tra studi jazzistici, sonorizzazioni per film muti, rock e musica elettronica, Ganzerli firma con questo album i suoi primi brani a proprio nome, scegliendo una formazione senza basso e un forte lavoro sui suoni come cifra estetica. Nasi e Bonifati, da anni attivi sulla scena del jazz contemporaneo con progetti originali e tournée internazionali, condividono la stessa attenzione per la scrittura e per la ricerca timbrica, contribuendo a un interplay in cui i ruoli fra melodia, ritmo e tessiture si scambiano continuamente.

Un jazz contemporaneo tra silenzio ed elettronica dal vivo

Nel disco, il vuoto e il silenzio non sono un’assenza, ma una zona attiva in cui il trio sceglie di non intervenire del tutto, lasciando spazio all’ascoltatore, chiamato a completare mentalmente ciò che resta fuori campo, a riempire quei margini di suono con le proprie immagini e memorie. La copertina, con una figura che cammina in un paesaggio innevato quasi interamente bianco, è l’estensione visiva di questo immaginario.

«”The Art of Leaving Blankness”, nasce dai primi brani che ho scritto pensando a persone e luoghi che mi mancano: una relazione vissuta a distanza, le strade di Lisbona, i ricordi di famiglia», racconta Giacomo Ganzerli. «Mi ha colpito l’idea, presa dalla pittura cinese, di lasciare parti del quadro non definite: non descrivi tutto, suggerisci. In musica, per me, significa scegliere di non suonare sempre, far respirare le frasi, dare peso ai silenzi. Anche la scelta del trio senza basso e l’uso di drum machine, sequencer e dei suoni e degli effetti della chitarra elettrica va in questa direzione: alleggerire il suono, togliere un po’ di terra sotto i piedi e far emergere ciò che sta in mezzo».

I brani dell’album: da The Comet a Bairro Alto

I brani seguono questo principio con approcci diversi. Bairro Alto apre il disco con una melodia che sale e scende come le strade dell’omonimo quartiere lisbonese, tra pendenze morbide e improvvise aperture, riflettendo il ritmo lento ma intenso di una città che Ganzerli porta nel cuore.

The Comet, primo brano composto e scelto come singolo, traduce in musica una relazione vissuta a distanza: nato dalla sensazione di lontananza da una persona cara, è diventato la traiettoria di una presenza che appare e scompare, sempre un po’ oltre l’orizzonte. Crescendo è l’ultimo pezzo scritto: non nasce da una storia precisa, ma dal desiderio di mantenere un filo con un progetto precedente, attraverso una forma che si apre ampia e dinamica per poi stringersi in una sezione quasi balcanica. Nasten’ka dialoga con Le notti bianche di Dostoevskij, oscillando tra sospensione e urgenza emotiva, come i due giovani protagonisti del romanzo.

I due brani A Quiet Place e Under the Influence funzionano come un piccolo contrappunto interno al disco: il primo è quasi libero, costruito su trame elettroniche e su un tema che emerge lentamente da un paesaggio rarefatto; il secondo è interamente acustico, con una struttura compatta che guarda alla tradizione jazzistica e una forte spinta collettiva dell’ensemble.

Ein Lautes Mantra, scritto a Norimberga, lavora su una clave in undici ottavi sviluppata su un ciclo di undici battute, mentre Marzo nasce dal desiderio di usare la drum machine come accompagnamento, con un tema che passa dal dodici ottavi al tre quarti e apre a un dialogo fitto tra chitarra e sax, con l’elettronica che diventa a tutti gli effetti parte dell’interplay.

Sul piano sonoro, l’assenza del basso elettrico rende il terreno meno compatto e più mobile, coerente con i temi di distanza e sospensione che attraversano l’album. Accanto alla dimensione acustica si affianca una sorta di quarto elemento: Ganzerli combina alla batteria drum machine e sequencer, mentre Bonifati lavora su una chitarra ampiamente modellata da distorsori ed effetti, trasformando il suono in una trama di colori e texture che dialogano con il sax. Questo lavoro sui suoni non è un semplice arricchimento timbrico, ma entra nella scrittura: molte pagine prevedono sezioni dedicate a pattern programmati e paesaggi sonori, frutto dell’esperienza di Ganzerli nelle sonorizzazioni per film muti e nella ricerca sul sound design.

Il background musicale del progetto

Nel background del progetto si riconoscono alcune traiettorie di ascolto: Mark Guiliana è un riferimento dichiarato per l’approccio alla batteria e al modo di costruire i progetti; sul versante compositivo Ganzerli guarda ai paesaggi melodici e dilatati di Jakob Bro e alla profondità armonica di Shai Maestro, che hanno accompagnato la scrittura dei brani. Per la dimensione più atmosferica e sperimentale il trio si avvicina invece a uno spettro sonoro che richiama il lavoro di Arve Henriksen e di compositori/sound designer come Ben Frost, fondendo melodie e armonie con trame elettroniche per dare forma a un suono contemporaneo, stratificato ma essenziale.

Uscita del disco e informazioni

Il singolo The Comet sarà pubblicato il 9 gennaio, mentre l’uscita dell’album è prevista per il 18 gennaio su tutte le piattaforme digitali.  La realizzazione di questo disco è finanziata in parte dal contributo della Pathways To Jazz in collaborazione con Music For Love.

Per informazioni
www.nusica.org – info@nusica.org

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Laureato in filosofia all’Università degli Studi di Padova, collaboro con lo Studio Pierrepi dal 2009. Appassionato comunicazione digitale, ho concentrato la mia attività nelle Digital PR, nei rapporti con le testate e gli influencer digitali, seguendo corsi ad hoc. Dal 2010 sono consulente di media & public relation per la Federazione Italiana Donne Arti Professioni e Affari di Padova, per il Circolo Tralaltro Arcigay Padova e la Società Dante Alighieri sezione di Padova. Dal 2011 sono responsabile dell’ufficio stampa della manifestazione “Padova Pride Village” alla Fiera di Padova. Attualmente sto inoltre collaborando con il Teatro de LiNUTILE di Padova e il Padova Pride.
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