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Teatrionline > Blog > Prosa > “Lo zoo di vetro” di Tennessee Williams
Prosa

“Lo zoo di vetro” di Tennessee Williams

Redazione
Ultima modifica: 7 Novembre 2011 11:38
Redazione
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Nel centenario della sua nascita, Scripta Volant propone lo Spettacolo che rese famoso Tennessee Williams (Columbus, 26 marzo 1911 – New York, 25 febbraio 1983).

Fine anni trenta.

La famiglia Wingfield composta dalla madre Amanda e dai due figli Tom e Laura, abita in una casa popolare di Saint Louis.

Amanda, donna di grande vitalità, (Elisabetta De Palo) possessiva e a volte petulante, da tempo è stata abbandonata dal marito. Afflitta dalle ristrettezze economiche, vive ricordando il passato quando nel Blue Mountain ricchi giovanotti la corteggiavano.

Tom, (Danilo Celli) impiegato in un calzaturificio, sfoga rabbia e passioni represse bevendo e scrivendo poesie di nascosto. È soprattutto con il suo mensile che la famiglia va avanti. Per non pensare alla sua vita misera e monotona, si rifugia tutte le sere al cinematografo, a ‘vivere’ le storie e le avventure di altri. Il suo comportamento è spesso criticato dalla madre e inevitabili sono le liti tra i due. In costante conflitto con se stesso, Tom è combattuto tra la disperata voglia di scappare dal mondo che lo circonda e il profondo amore per la sorella.

Laura, (Valentina Marziali) timidissima, a causa di una malattia infantile, è claudicante. Nonostante lo zoppicare impercettibile, quel lieve difetto è stato ed è per lei, un disagio insuperabile. Un disagio che le ha impedito di crearsi amicizie e distrazioni. Sempre sola, si rifugia in un mondo tutto suo; la sua unica compagnia sono i dischi che le ha lasciato il padre e i suoi animaletti di vetro… il suo piccolo zoo di vetro.

Amanda, sempre più preoccupata che Laura resti zitella, cerca di convincere Tom ad invitare a cena uno dei suoi colleghi per presentarlo alla figlia, sperando che dall’incontro possa nascere un’amicizia che porti a qualcosa di più; che finalmente la tiri fuori dalla sua malinconica realtà.

Tom invita così il collega Jim, un giovanotto che conosce fin dai tempi del liceo.

La notizia accende le speranze di Amanda, che subito immagina Jim (Giulio Cristini) sposo di Laura.

Ma anche Laura conosce Jim dai tempi del liceo; ne era innamorata e lo è tutt’ora…

Quando Jim si presenta in casa, Laura si sente male e non partecipa alla cena.

Più tardi però – grazie alle strategie di Amanda – Jim e Laura restano soli a chiacchierare…

Jim le rivela di essere fidanzato… ed è per Laura un duro colpo, che accusa con forza inaspettata.

Jim, dopo aver parlato della sua fidanzata Betty anche ad Amanda, va via.

Laura torna a rifugiarsi nel suo mondo di vetro.

Amanda, delusa e addolorata, rimprovera Tom per aver portato a casa un giovanotto già impegnato; per aver giocato con i sentimenti suoi e di Laura; per non avere un minimo riguardo per una ‘madre abbandonata e una sorella zoppa!’

È l’ennesimo litigio… che questa volta però spinge Tom a lasciare definitivamente la casa, per seguire le orme paterne.

Nelle sue note Tennessee Williams definisce LO ZOO DI VETRO  « dramma di memoria».

Con un prologo infatti, Tom, giovane aspirante poeta, dice agli Spettatori che assisteranno a un dramma nato appunto dalla memoria; e poiché lui sarà sia Narratore che Personaggio, più volte entrerà ed uscirà dalla Storia…

“ …il dramma è memoria… Nella memoria tutto sembra succedere in musica”…

Inevitabilmente il prologo ha accompagnato l’intero mio lavoro di messa in scena del Testo.

Tom ci svela ‘pezzi’ della sua vita in una sorta di flash back cinematografico…

Approfittando delle mie esperienze in questo campo ho giocato idealmente anche con ‘i primi piani’, i ‘campi lunghi’, il ‘montaggio alternato’, le ‘dissolvenze incrociate’ e i cosidetti ‘stacchi’.

Il ricordo poi, apre la strada anche ai sogni, alla fantasia… alle emozioni.

Per questo, la messa in scena è anche illusione e allusione.

Realismo c’è solo nella recitazione, nel costume e in pochi elementi scenografici.

Nel gioco delle Luci ‘luogo del racconto’ e ‘luogo evocato’ si alternano.

Le Musiche commentano – spesso a contrasto – alcuni momenti del dramma.

Richiamando alla mente episodi del suo passato, Tom evoca in scena se stesso, sua madre, sua sorella e Jim…

Man mano, tra scontri verbali, speranze deluse, rimorsi e scelte, il puzzle dell’intera Storia si compone.

Una Storia emozionante e poetica che ancora oggi ci appartiene.

Salvatore Chiosi

In scena dal 16 novembre al 4 dicembre al teatro Casa delle Culture (via san Crisogono 45 tel. 06/58333253 www.casadelleculture.net, casadelleculture@interfree.it). Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.30, domenica ore 18.00, lunedì riposo. Biglietto: intero 15€, ridotto 12€,  studenti 8€, tessera 1€.

Il mistero buffo di Dario Fo (PS: nell’umile versione pop)
ULISSE, L’ULTIMA ODISSEA
Collaborators
INCANTESIMI D’ABISSI” – One Woman Show
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TAGGED:casa delle culture romaLo zoo di vetroLo zoo di vetro Tennessee Williamsteatro roma

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