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Reading: Scene da un matrimonio di Ingmar Bergman
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Prosa

Scene da un matrimonio di Ingmar Bergman

Redazione
Ultima modifica: 18 Gennaio 2012 10:42
Redazione
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Teatro Stabile d’Abruzzo

presenta SCENE DA UN MATRIMONIO di Ingmar Bergman,  adattamento e regia di Alessandro D’Alatri con Daniele Pecci e Federica Di Martino

Intervento di Alessandro D’Alatri.  L’idea di “riproporre” sulla scena un progetto come “Scene di vita coniugale” è estremamente stimolante. Lo è per una molteplicità di aspetti. Comincerei dal fatto che è un testo divenuto icona internazionale intorno alle complessità delle relazioni uomo donna, e in particolare di quelle matrimoniali.
Un altro aspetto è che propone un linguaggio “cinematografico” già dal titolo del capolavoro realizzato poi da Bergman: SCENE DA UN MATRIMONIO. Viene già voglia di proseguire quell’indicazione con il linguaggio tipico della sceneggiatura da cinema tipo: int. sera, ecc… Aggiungo che è una piece assente dalle scene italiane da molto tempo.
E’ un testo che invita ad una proposta nei confronti del pubblico attraverso una rilettura dei comportamenti in chiave contemporanea e contestualizzata alla nostra cultura. Molti giovani non conoscono l’opera, e forse nemmeno il film, ma sono sicuramente un target estremamente sensibile alla tematica. Parlo di giovani ma non solo.
Il perno centrale dell’opera sta nel rapporto tra un uomo e una donna e lascia immaginare un’interpretazione magistrale tra due attori che si confrontino sul quotidiano della convivenza. Il fatto che i due appartengano ad una fascia d’età in bilico tra la gioventù e la piena maturità rende l’allestimento ancor più interessante. Daniele Pecci e Federica Di Martino sono un cast perfetto.
Per quanto riguarda l’impianto scenico prevedo uno sfruttamento dello spazio in termini di rigore e semplicità. Non una scenografia sontuosa e “materica” quindi, ma un allestimento sobrio che miri più alla suggestione che alla rappresentazione, dove le idee di illuminazione saranno preponderanti ed esaltanti in relazione agli stati emotivi che progressivamente si consumano.
La musica avrà un ruolo suggestivo, non come semplice commento, ma soprattutto come “collante” tra le aperture e le chiusure dei vari quadri. Un progetto da costruire ad “hoc”.
Tremano le gambe al solo pensiero di “mettere le mani” su un testo così importante. Punto ad un testo che contempli un “passo a due”. E questo già sarebbe un percorso “differente” dal testo originale. Però non vorrei perdermi gli effetti e le suggestioni che il mondo esterno produce su quella coppia. In questo caso poi, vista la disponibilità dei due talenti, si rifletterà su comportamenti e routine di una coppia più giovane dell’originale. L’altro elemento di novità d’approccio, sarà quello di contestualizzare la storia nell’Italia contemporanea. Una delle cose che più mi ha colpito nella rilettura del testo è il fatto che la protagonista femminile si occupa di separazioni (lavora presso uno studio legale). Questo è un elemento molto interessante per lo sviluppo delle testimonianze “esterne” che possono affacciarsi sul quotidiano della coppia: esattamente come proponeva Bergman.
Da qui vorrei quindi modificare la professione del protagonista maschile: un professore universitario non ha più le stesse valenze di quando è stata scritta e proposta al pubblico l’opera… Cercherò un lavoro che consenta tutti gli snodi a servizio del personaggio ma con la modernità dell’oggi: che so? Uno che si occupa di ricerca nel settore delle energie alternative? Sarà comunque un lavoro che obbliga il personaggio a rapide e frequenti assenze.
Diventa evidente che, nonostante i cambiamenti, i due personaggi restano in quel medesimo limbo sociale descritto da Bergman: una media borghesia, colta e progressista, che resta imprigionata nella propria ideologia “politically correct”… Questo è un altro elemento che trovo estremamente interessante. Tutto lo sforzo e l’autocontrollo, entrambe dolorosi, che i due sono costretti a mettere in campo nel cercare di essere “civili” nella crisi. Un testo dove non ci sono urla e grida tipiche di quel tipo di situazioni, ma dove al contrario si cerca di trovare un equilibrio davanti all’ineluttabilità del danno…
In tutto questo diventa evidente l’aspetto ironico, già suggerito dal testo, ma che riportato tra i nostri comportamenti “mediterranei” si va a modellare ancor di più sui due personaggi.
Su quello femminile nella paura non del tradimento in sé per sé, ma del subirlo davanti ad una “competitor” più giovane; in quello maschile sulla propria inadeguatezza a gestirlo con una nuova partner con i bisogni e i comportamenti di una generazione diversa…
In mezzo a tutto questo la “presenza/assenza” delle due figlie, che come un ago di una bilancia invisibile regolano i ritmi della coppia.
Bene mi sembra tutto… per il momento.

Disponibilità da gennaio 2011

Informazioni Teatro Stabile d’Abruzzo
0862 62946 / 0862 413200

 

Tournée 2012

Roma dal 1 al 12 febbraio  (teatro India)
14 febbraio S. Sepolcro
15 febbraio Pomarance
16 e 17 febbraio Cattolica
18 febbraio Peschiera Borromeo
19 febbraio Pontremoli
21 febbraio Montelupone
23 febbraio S. Eramo in colle
24 febbraio Bisceglie
25 febbraio S. Severo
26 febbraio Cerignola
16 marzo Macomer
17 marzo Oristano
18 marzo Carbonia
19 marzo S. Gavino Monreale

Decamerone. Vizi, virtù, passioni
Tebas Land
Ricorda con rabbia
Non si uccidono così anche i cavalli?
Beppe Casales in “L’albero Storto. Una storia di trincea”
TAGGED:scene da un matrimonioScene da un matrimonio ingmar bergmanteatro india romateatro india scene da un matrimonio

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