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Prosa

Progetto Ulysses

Redazione
Ultima modifica: 15 Maggio 2012 14:12
Redazione
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Lo spettacolo “PROGETTO ULYSSES”, della durata di due ore, utilizza le strutture linguistiche sperimentali, di “Ulysses” di Joyce, per comporre in ombre notturne, lo stesso percorso sperimentale versandolo in una dimensione linguistica, propria del linguaggio teatrale e spettacolare.

Con l’utilizzo di una spazializzazione sonora 7+1, videoproiezioni su quattro schermi, scenografie illusionistiche, effetti speciali, costumi, oggetti, luci evocative e altro, lo spettatore vive una esperienza psicoacustica e visiva nello spazio per un viaggio straordinario, novello Kurtz, sulle tracce di Ulisse, nostro contemporaneo, verso il cuore dell’uomo.

“ Un poema della città” traversa diagonalmente, contrappuntandolo il linguaggio di Joyce, poesia e romanzo.

Le mille voci che volano per la sala, le mille donne che volano sul palcoscenico, citta piovose, nebbie basse, l’uomo abbandonato sulla terra desolata, clandestini, strade verso la notte, tradimenti, Circi, Nausicae, Penelopi, Molly moltiplicata per moltitudini, bordelli, città desertificate, terremoti e oltre; non siamo forse noi oggi?

Uno spettacolo da non perdere, un nuovissimo approdo dello spazio scenico esteso verso la sala, attraverso il suono, traversando la parola, eco delle voci nel silenzio di sé.

Il “PROGETTO ULYSSES” è una prima presentazione del Laboratorio Opera Aperta, attivo ormai da molti anni, dentro la scuola di scenografia (del Prof Fabriziani), interno all’Accademia di Belle Arti di Roma, e che prevede nuove operazioni spettacolari, musicali, poetiche, libri e cultura. Un complesso lavoro condotto in collaborazione con realtà molteplici, altri corsi e persone che affiorano già dalle locandine degli eventi collegati allo spettacolo e dello stesso spettacolo, una promessa, un’avventura. Quinto Fabriziani

IDEAZIONE COORDINAMENTO e DIREZIONE  Quinto Fabriziani

Testi poetici originali, e note da ”Ulysses” di J. Joyce, echi da “L’Uomo abbandonato”

Scene e Costumi Ideati e realizzati dagli Studenti del Corso di Scenografia

Scenografie sonore, ambienti evocanti, drammaturgia vocale e spazializzazione acustica del gesto,  musiche originali

Con

Claudia Dell’Era, Benedetto Fanna, Cinzia Grande, Andrea Lattari, Marco Nocca, Simona Verrusio e il Convitato di Pietra

Musicisti di Ned, Voci e Cori della Scuola di Musica di Testaccio

Video/assenze

Uno spettacolo con la  Scuola di Scenografia dell’Accademia Belle Arti di Roma (Fabriziani) e collaborazioni interne ed esterne.

Testi in collaborazione con:

Giulia Brandolini

Enrichetta Bosco

Scene

Coordinamento: Lorenzo Luciani/Valentina Danzi

Bozzetti per la gloria barocca: Eleonora Cerasari

Progetto e bozzetti CAD 3d: Maryam Sohrabi Dabiri

Costumi

Coordinamento: Saori Kato/ Tiziana Congestri

Partecipazione e bozzetti scene e costumi :

Bosco  Enrichetta, Brandolini Giulia, Cerasari  Eleonora, Colafrancesco  Silvia, Congestri  Tiziana, Crispolti  Caterina, Danzi  Valentina, Di  Franceschino  Martina, Del  Rosso Lorenzo, Ferrante Laura, Hu  Ping, Kato  Saori, Liu Bei, Long Wan, Luciani  Lorenzo, Mattana  Raffaella, Papadia  Cristina, Qiao Duxing, Saputo Maria Antonietta, Schiavi  Antonio, Simone Lucia, Maryam Sohrabi Dabiri, Varone  Enza, Vivian Chiara, Wang  Yan, Yao Qi Liang, Yu  Wei, Zhang  Yue, Zhong  Ming Yi, Zhu  Qingyuan, Wu Di.

Oggetti di Scena

Coordinamento: Saori Kato/ Maryam Sohrabi Dabiri

Valorizzare il lavoro sul riciclo

Saori Kato, Valentina Danzi, Zang Yue, Yao Qi Liang

Make Up e Maschere:

Eleonora Cerasari/Tiziana Congestri/Chiara

Partitura dello spettacolo, Scenografie Sonore/Ambienti e Musiche originali

Quinto Fabriziani,

Mix e spazializzazione 7+1

Rob Zoltan Terelle

collaborazione al sonoro

Laura Grimaldi

Antonio Schiavi

Musiche eseguite dai Musicisti di Ned (Paolo Sinigaglia)

Marco Ariano (oggetti,  e percussioni), Benedetto Fanna (violino, fisarmonica, pf, voce), Adriano Lanzi (chitarre), Lorenzo Lustri (voce flauto), Diego Mazzoni (batteria), Luca Miti (pianoforte, fisa), Alice Noris (trombone, voce), Marco Onorati (flauti), Luca Spagnoletti (elettronica), Andrea Tosi (clarinetto),

Voci della scuola di Musica di Testaccio

Cristina Castiglione, Alessandra Orlando, Franca Renzini, Lucia Staccone

Aiuto regia Paolo Savini

Realizzazione Luci

Light Design  Valerio Geroldi

Collaborazione progetto Luci

Valentina Danzi/Laura Ferrante

Macchinista e Direttore di scena

Alessandro Brambilla

Riprese e Materiale video-cinematografico

Pietro Silvestri

Proiezioni Video in collaborazione con il Corso Multimedialità per i Beni Culturali

Ernani Paterra

Postproduzione video Giulio Bartolozzi

Progetto e movimenti della ‘ Marionetta dell’Uomo’ Laura Grimaldi

Realizzata in collaborazione con Domenico Annicchiarico

Si ringrazia la Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi, il Direttore degli Allestimenti Scenici Benito Leonori, per la disponibilità dei laboratori di scenografia

Realizzazioni della scenografia dipinta a Jesi

Pittori Frediano Brandetti, Quinto Fabriziani

Assistenti pittori Enrichetta Bosco, Giulia Brandolini, Ferrante Laura, Lorenzo Luciani, Raffaella Mattana

In collaborazione con i Professori Accademia Belle Arti di Roma

Domenico Annicchiarico, Costantino Baldino, Celestino Ferraresi, Ernani Paterra, Paolo Laudisa, Aristea Kritsotaki, Michèle Humbert, Massimo Di Stefano, Dario Evola, Enrico Luzzi, Nicola Smerilli, Bruno Liberatore, Fabrizio Crisafulli, Marco Nocca, Stefano Piacenti, Giuliana Stella, Francesco Zito

14 – 20 maggio laboratorio aperto alle scuole al Teatro Vascello

Spettacoli ore 21.00 domenica ore 17.30

Primo segno di una differenza è il lavoro, condiviso con tutti gli studenti per l’intera opera, sul Riciclo e l’arte di riciclare o riciclare con ( l’)Arte.

Sono Riciclati i costumi, le scene, gli oggetti, dei testi, suoni, commenti, stoffe, parole, figure, immagini, il viaggio, l’eroe, l’essere, l’uomo, le note, l’eco, l’acqua, la città … , persino le idee sul Riciclo.

Seconda traccia: Un lavoro ‘extraordinaire’ sullo spazio delle visioni, sprofondamenti, vertigini, prospettive, sotto in su, disseminazioni movimento, resti, scorie…

Terza via ,un suono (suona voci)  attraverserà i luoghi scomponendo lo spazio per traiettorie, 8 sorgenti indipendenti, 8 tracce che muteranno lo stesso esserci dello spettatore, un convitato di pietra e la sua voce, tornerà, e non vanamente, rumore, suoni lontani, voci, la voce una ‘Foné ’ ritrovata, tra le rovine del tempo, un improvviso una nostalgia;

Lo spettacolo è una prima presentazione, in forma di prologo in tre tempi, di un progetto dello spettacolo, previsto il prossimo anno, della durata di otto ore. Seguendo la struttura e il tempo (mancato) di Ulysses di Joyce, dalla parte XIII alla parte XVIII, cioè, secondo uno schema di Joyce, dalle otto di sera alle quattro del mattino, termine del monologo di Molly, nell’ora inutile, come dice una poetessa; forse un titolo: BLOOM’S NIGHT.

Si vedrà nei tre giorni della presentazione al pubblico, questo atto intermedio in tre tempi, quasi un valzer, esito esitante di una lunga preparazione: il lavoro che esce da alcuni anni di laboratorio del corso, e realizzato con collaborazioni artistiche esterne, attori, musicisti, autori e tecnici. Lo spettacolo segna il permanere della coscienza nelle macchine motorie del giorno, nel lapsus, nella verbalità, nei notturni abbandoni, così come sopra le visioni e gli ascolti, sovrabbondanza dell’offerta, spettacolo, eccedenza.

Quale il modo in cui l’uomo recente si pone dentro il viaggio, nei luoghi nascosti di sé, del mondo, come può co/esistere nelle città, “capire quella cosa effimera che è la presenza.

La presenza di qualcosa sotto i nostri occhi, la presenza di un amico, la presenza di noi stessi e delle nostre idee, come può conservarsi”. Derrida risponde la scrittura. Da questa idea viene il percorso,, nasce il progetto Ulysses. Sulle tracce di Joyce, l’ombra di Omero, tra le ombre ambigue delle figure moderne e talvolta antiche. Nella presenza fisica delle cose del mondo così transitorie, nell’esperienza dell’ascolto disturbato, pieno di rumore e di strida, forse grida; nelle scritture dei luoghi, dei corpi, della voce, abbiamo visto addensarsi i nostri sguardi, vacillare talora il pensiero, ma infine collocarsi il desiderio di una ricerca.

Virtualmente la cosa effimera della presenza, nello spettacolo si fa assenza, le cose si allontanano, scompaiono gli oggetti, i corpi si incrinano in frammenti, in gesti, in segni del nulla, nell’eco di voci, soffiature di fragili cristalli, sotto il vento nelle città piovose tra nebbie e fumi. Soffiano incessanti venti del deserto, secchi schiocchi di frusta, sul cuore dell’uomo…

Un inizio, l’Uomo abbandonato ;

Sul Laboratorio Opera Aperta “PROGETTO ULYSSES”  figure

Alcune volte quell’uomo passeggerà sulla spiaggia, inseguendo una figura, di sè, dell’Altra; altre volte la donna incontrerà l’amante nel medesimo letto, di mutamenti e deliri, verbali  di sgomento, coscienza e flussi / quante volte il desiderio… nell’ora; quante volte reciteranno in teatro, per le strade, quanto al presente o declinando il passato in un imprevisto futuro / tante volte quanto l’uomo si sentirà abbandonato, la donna, ortogonale, di lato, in fuga da questo / l’uomo la segue la incontra forse tra coltri, forse in una stanza di bordello, cosa perduta tra altre; le strade portano ovunque, nel cuore, dell’uomo, della donna; ognuno non ama ricordare o essere ricordato per il taciturno viaggio delle illusioni, lo smarrimento, ma il nostro… Ognuno si presenta come eroe e disfa la vita sotto la statua di Pompeo, altri vogliono essere ricordati per aver dato la libertà al loro paese / e ammazzano eroi. Per questo la maschera sotto cui si cela sempre, il dramatis persona, maschera di un dramma di una commedia non scritta, però recitata a soggetto: il teatro è il mondo il soggetto la vita. Il mondo vissuto senza conoscenza, ma verso un destino personale, spesso arenato, naufragato su una riva e l’ uomo incontra, talora abbrutito di sè, l’Altra, pieno di vergogna e  sconfitte… ancora tracotante va, ma verso l’inudibile tramonto… l’oggetto alla deriva raccolto, rifiuto riciclato.

Un Laboratorio e uno spettacolo da Ulysses di James Joyce. Il Progetto, poetico/spettacolare, si estenderà per i prossimi anni  trovando sponde sui nomi di Mallarmé, Rimbaud, Kafka, Rilke, Pessoa, Eliot, e nei margini di Artaud, Beckett, Ionesco, Kantor, Pinter …

Come peraltro era partito qualche anno fa dal “Progetto Raymond Roussel” di cui un testo e uno spettacolo memorabile al Teatro vascello, insieme a Giancarlo Nanni, che ricordiamo con affetto per il  lavoro straordinario con gli studenti.

Progetto in collaborazione con

Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi, Accademia Belle Arti Macerata, Accademia Belle Arti Palermo, Conservatorio di Musica S. Cecilia Roma, Accademia Di Arte Drammatica Silvio D’amico Roma, Scuola Popolare Di Musica Di Testaccio Roma,  Teatro Studio Di Scandicci (Fi), www.e-theatre.com / Teatro Nuovo Colosseo  Roma, ICRA Project di Napoli, Festival Cinematografico “I Mille Occhi” Di Trieste (Dir. Sergio Germani), RAI 3 (Fuori Orario), Fondazioni Joyce, Associazione culturale “ Il libro Nero” Berlino, Uba: Universidad De Buenos Aires Argentina, Compagnia Teatrale Franco Scaldati (PA), Henning Brockhaus, Massimo Canevacci, Michele Monetta

Teatro Vascello 06 5881021 – 06 5898031- 3405319449 – fax 06 5816623

promozione@teatrovascello.it- www.teatrovascello.it

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TAGGED:Progetto UlyssesProgetto Ulysses teatro vascelloteatro vascello roma

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