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Teatrionline > Blog > Prosa > Natura Dèi Teatri: “Macbeth” e “Simone Weil”
Prosa

Natura Dèi Teatri: “Macbeth” e “Simone Weil”

Alan Mauro Vai
Ultima modifica: 1 Luglio 2016 16:35
Alan Mauro Vai
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Foto di Francesco Pititto
Foto di Francesco Pititto

MACBETH

da William Shakespeare

Testo e imagoturgia | Francesco Pititto

Installazione, elementi plastici e regia | Maria Federica Maestri

Musica | Andrea Azzali

Consulenza scientifica | Rocco Caccavari

Interprete | Sandra Soncini

In video | Ospiti REMS di Mezzani | Germano Baschieri (Macbeth), Mattia Sivieri, Ivan Fraschini, Daniele Benvenuti

Luci | Alice Scartapacchio

Produzione | Lenz Fondazione

In collaborazione con | AUSL_DAISM-DP_REMS Dipartimento Assistenziale Integrato di Salute Mentale Dipendenze Patologiche AUSL di Parma e REMS – Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza Sanitaria

Esito drammaturgico del laboratorio condotto con gli ospiti della REMS – ex Ospedali Psichiatrici Giudiziari – mercoledì 29 giugno debutta MACBETH presso la spazio LENZ nell’ambito del Festival Natura Dèi Teatri, un progetto di arti performative all’incrocio tra creazioni contemporanee, produzioni artistiche e riflessioni sullo stato corrente dell’arte contemporanea. Giunto alla ventunesima edizione, il Festival amplia la propria programmazione strutturandosi in due parti: la prima in apertura della stagione estiva, dal 16 giugno al 3 luglio, e la seconda nella consueta collocazione autunnale, dal 17 novembre al 3 dicembre. LENZ Rifrazioni è una delle realtà italiane di ricerca sulla creazione contemporanea più longeve, e propone da sempre un articolato e complesso lavoro di indagine sugli strumenti della creazione; tra video, performance e arte contemporanea la ricerca di LENZ punta da sempre a strutturare la visione del pubblico su piani di senso differenziati, portando l’elemento visivo sulla stessa linea di quella del pensiero. Anche in questo caso il MACBETH pone il pubblico di fronte al peso dell’azione drammatica e decisiva, al sottile confine tra realtà e follia, tra visione e realtà; il confronto con gli ospiti della REMS consente di interrogarsi con concretezza fra questo limite sottile, sulla sua consistenza. Immagini solarizzate su di un totem mobile, casa e monolite che domina la scena e parole come strali, Macbeth e le streghe, parole come incantesimi, voci, silenzi. Proiezioni che sovrastano Lady Macbeth che seduce l’immagine di fantasmi proiettati sulle parerti, sul pavimento. Il monolite si fa casa, diviene traslucida parete da cui suggerire al cuore di MACBETH l’azione decisiva. Giocato sulle ombre, sulla luce, come su silenzi e sonorità cupe, il Macbeth di LENZ affronta la natura più profonda dell’uomo lasciando stralci di delirio e la tragicità dell’azione necessaria come via di non ritorno, fra ciò che è e ciò che sembra. Nel complesso un ottimo lavoro visionario e immersivo in cui il pubblico viene trascinato con forza e impressionato in ogni senso.

———-

fotoSIMONE WEIL Concerto Poetico

Testi ed elaborazione poetica | Ilaria Drago

Musiche originali e sonorizzazioni | Marco Guidi

Interpretazione e Live Electronics | Ilaria Drago

Luci | Max Mugnai

Ilaria Drago presenta a Natura Dèi Teatri la figura straordinaria di Simone Weil, ricercatrice del vero, vicina agli ultimi, empatica lottatrice e mistica di profonda anima e dalla scrittura illuminata. Una selezione dai suoi testi, con la costruzione sonora di Marco Guidi, un afflato musicale e rumoristico di pregevole livello, sempre in necessità e in ascolto con l’interpretazione della Drago, costituiscono questo Concerto Poetico dedicato alla pensatrice, filosofa e poetessa francese. Un’ininterrotta domanda, una lettera, l’ultima che si “ascolta ma non si legge” e che Simone scrive al suo unico amico e confidente, Padre Perrin: lo spettacolo ha la struttura di una preghiera, è il disvelarsi di una bellezza altra che la forza della Weil ha smosso nella sua breve vita. Il tessuto sonoro segue la trama lucente di una vita straordinaria, esaltando l’aspetto mistico e umano di questa donna, fuori da ogni schema, appassionata ricercatrice del Vero e della Bellezza, le vibrazioni delle musiche create ad hoc da Marco Guidi si sposano perfettamente con le creazioni dal vivo con la loop station di Ilaria Drago che ricama una partitura vocale di parole e sonorità andando al cuore della voce poetica di Simone Weil, emozionando tra progressioni aperte e intime cofessioni. Il disegno luci di Max Mugnai con tagli di luce e contro celesti, organizza l’armonia di volta del contenuto denso che la Drago porta, sgranando la poesia della Weil ad un microfono che amplifica la grande ricerca vocale dell’attrice fiorentina. Nel complesso uno spettacolo intenso e realizzato con dedizione e cura ai dettagli e al lavoro di insieme di diversi artisti, un afflato comune dedicato alla voce di una donna straordinaria.

La Mostra
Al Teatrodante Carlo Monni in prima assoluta
Arena del Sole, Perché io non spero più di ritornare
Teatro India, Tre sorelle – Nevica. Che senso ha?
In fondo agli occhi

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