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Teatrionline > Blog > Senza categoria > ”Tintoretto. L’artista che uccise la pittura”
Senza categoria

”Tintoretto. L’artista che uccise la pittura”

Redazione2
Ultima modifica: 29 Marzo 2022 10:40
Redazione2
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Con la regia di Erminio Perocco

e le musiche di Carlo Raiteri e Teho Teardo

 

MILANO – CINEMA MEXICO

4 APRILE, ore 21.30

Cinema Mexico – Milano Via Savona, 57

Info per acquisto biglietti: http://www.cinemamexico.it   Telefono: 02 4895 1802

 

ROMA – CINEMA EDEN

6 APRILE, ore 21.00

Cinema Eden – Roma, Piazza Cola di Rienzo

Info per acquisto biglietti: https://eden.efc.18tickets.it / Telefono: 06 3612449

 

VENEZIA – MULTISALA ROSSINI

8 APRILE, ore 21.00

Multisala Rossini – Venezia, San Marco 3997, 30124

Info per acquisto biglietti:

 Telefono: 041 241 7274

 

 

”La pittura mi resisteva, l’ho uccisa.”

Dopo la selezione ufficiale in importanti Festival internazionali di Film d’Arte come il FIFA di Montrèal in Canada e il Beirut Art Film Festival, esce nelle principali sale cinematografiche italiane, l’11, il 12 e il 13 aprile, il documentario biografico “TINTORETTO. L’ARTISTA CHE UCCISE LA PITTURA”.

Un racconto filmico originale, una coproduzione internazionale – Kublai Film, Videe, ZetaGroup, Gebrueder Beetz Filmproduktion – in collaborazione con la rete televisiva franco-tedesca ARTE, con la regia di Erminio Perocco e le musiche di Carlo Raiteri e Teho Teardo – ci conduce nei luoghi che videro muoversi e operare Tintoretto nella Venezia del Cinquecento, rievocando le atmosfere del tempo, le luci della città vibrante sull’acqua e i colori dei preziosi pigmenti che giungevano nella Serenissima come in nessun altro luogo e di cui Jacopo, figlio di un tintore, sapeva servirsi con straordinaria maestria.

Irrequieto e caparbio, determinato nella costruzione della propria carriera, Tintoretto volle contrapporsi allo stile e alle mode del tempo, giungendo per primo a sfaldare la pennellata, a usare il non finito, imponendo prospettive diverse all’interno di uno stesso quadro, soluzioni inattese e audaci che – coniugando le esperienze della pittura, della scultura e dell’architettura – diedero vita a narrazioni complesse, storie che si svolgono dinnanzi agli occhi dello spettatore fino ad assorbirlo e a renderlo parte delle stesse.

Tintoretto come un regista cinematografico ante litteram; Tintoretto che dall’esperienza del teatro (ove pure aveva lavorato), è stato capace di trasporre in pittura l’azione scenica e la forza espressiva dei movimenti dei corpi, come evidenzia il documentario con fascinosi tableux vivant; Tintoretto capace di infrangere le regole della pittura unendo la potenza del disegno di Michelangelo e la tavolozza di Tiziano: il “primo poeta maledetto della storia”.

 

Sono la forza travolgente delle sue innovazioni, la potenza immaginativa, il tratto espressionista delle sua pittura, l’originalità assoluta con cui egli seppe interpretare le iconografie tradizionali che tanto piacquero ad artisti come Rubens ed El Greco, fino a Max Beckmann, Jackson Pollock, Emilio Vedova.

Modernità e spirito rivoluzionario di una artista geniale che il film prova a investigare carpendo i suoi pensieri, i segreti della sua tecnica e gli studi preparatori e inquadrando il contesto storico e politico; ma anche attraverso i contributi di importanti studiosi e guests star – Robert Echols (curatore dell’ultima grande mostra a Venezia sull’artista), Roland Krischel Antonio Manno, Stefania Mason, Gabriele Matino, Miguel Falomir (Direttore del Prado di Madrid), Fabrizio Gazzarri, Mario Infelise, Roberto Mazzetto, Luciano Pezzollo, Jorge R. Pomboscrutando – e soprattutto scavando, con la macchina da presa, nelle sue opere drammatiche e travolgenti: quegli enormi teleri realizzati per gli edifici pubblici veneziani, Scuole e Chiese, soprattutto, fino al Palazzo Ducale cuore del potere e del governo cittadino.

Dal potente e rivoluzionario San Marco libera lo schiavo del 1548 alla Presentazione della Vergine al Tempio (1551 – 1556) realizzata per la Madonna dell’Orto; dalla monumentale Crocefissione (1565) della Scuola Grande di San Rocco alla strabiliante e gigantesca tela con il Paradiso (1588) per la Sala del Maggior Consiglio nel Palazzo del Doge.

“La sua opera è immensa – disse Paul Cézanne di lui – include ogni cosa dalla natura morta fino a Dio; è un enorme arca di Noè; io mi sarei trasferito a Venezia soltanto per lui!”.

A firmare l’opera Erminio Perocco, regista e creativo veneziano che giunge ai film d’arte dopo tanti successi nel mondo della pubblicità e della regia pubblicitaria.

Dalle esperienze giovanili nel teatro e nella fotografia e dagli studi di storia medioevale, Perocco passa al mondo della pubblicità, divenendo autore di alcune della più famose campagne e serie pubblicitarie italiane, come “Una telefonata allunga la vita” con Massimo Lopez o “Mi ami? Quanto mi ami?” per Telecom oppure l’invenzione del Paradiso per Lavazza, e direttore creativo esecutivo centrale della Armando Testa, la più grande agenzia di pubblicità italiana.

Ha vinto circa duecento premi in Italia e nel mondo, tra cui il Leone d’oro a Cannes, il New York Film Festival, il Chicago Film Festival, il Telegatto, l’Art director’s club e il Mezzominuto d’oro.

Perocco ha scritto e diretto webseries e serie brand content tra cui “A un pelo dalla Victoria” con Victoria Cabello e Vittoria Belvedere (per Facebook, trasmesse anche da Fox, Comedy Central e RealTime), quella per GreenNetwork con Gigi Proietti, “I gialli del Maresciallo C”. con Nino Frassica e Flavio Insinna per RaiUno, ecc.

Numerose le iniziative che ora lo vedono impegnato nell’ambito dell’arte e della cultura: oltre al film su Tintoretto, in Texas ha girato Once we were children, sulla vita dello scrittore americano Joe Lansdale, (selezionato al Sundance Film Festival); per il Ministero dei Beni e Attività Culturali, il documentario Via! sull’antica Appia; per MondadoriElecta e la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma,  ha diretto A – Elegia di Augusto (Festival Internazionale del Film di Roma).

Ha vinto il primo premio per il migliore pitch trailer al Trailer Festival di Milano 2018 con The Badway.

 

 

TINTORETTO. L’ARISTA CHE UCCISE LA PITTURA

Genere: Documentario biografco

Durata: 86′

Regia: Erminio Perocco

Musiche: Carlo Raiteri e Teho Teardo

Fotografa: Giovanni Andreota

Montaggio: Mateo Trevisan

Anno di uscita: 2022

Produtore: Kublai Film; ZDF / arte; Gebruder Beetz; Videe Spa; Zeta Group

Florence Korea Film Fest (16° edizione)
“Living in the battle” di Jaqueline
“Rusteghi. I nemici della civiltà” da Carlo Goldoni di Gabriele Vacis
Anastasiya Petryshak in concerto
Le Mura Music Bar @ViteCulture Festival. Ultima settimana per la nuova scena indipendente all’Ex Dogana di Roma

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