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Teatrionline > Blog > Prosa > Theodoros Terzopoulos dirige Aspettando Godot
Prosa

Theodoros Terzopoulos dirige Aspettando Godot

Redazione
Ultima modifica: 3 Gennaio 2023 21:34
Redazione
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Teatro Storchi
Largo Garibaldi, 15 – Modena
dal 12 al 15 gennaio 2023

giovedì e venerdì ore 20.30 │sabato ore 19.00 │domenica ore 16.00

Aspettando Godot
di Samuel Beckett
copyright Editions de Minuit
traduzione Carlo Fruttero

regia, scene, luci e costumi Theodoros Terzopoulos
con (in o.a) Paolo Musio, Stefano Randisi, Enzo Vetrano
e Giulio Germano Cervi, Rocco Ancarola

prima assoluta
durata 1 ora e 30 minuti

Theodoros Terzopoulos, riconosciuto a livello internazionale fra i maestri del teatro del Novecento, dopo la trilogia presentata a VIE Festival tra il 2013 e il 2017 (Alarme, Amor, Encore), torna sul palco del Teatro Storchi di Modena dal 12 al 15 gennaio 2023 con la prima assoluta di Aspettando Godot, capolavoro di Samuel Beckett. In scena, il regista greco dirige un cast d’eccezione composto da attori che in varie occasioni hanno collaborato con ERT: Paolo Musio, Stefano Randisi, Enzo Vetrano, Giulio Germano Cervi e Rocco Ancarola.
Una produzione Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale e Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini, in collaborazione con Attis Theatre Company.
In occasione della replica di sabato 14 gennaio, il foyer del Teatro Storchi di Modena ospita alle ore 17.00 nell’ambito di Conversando di teatro la presentazione del libro Il respiro di Dioniso. Il teatro di Theodoros Terzopoulos, scritto dal critico teatrale, giornalista, studioso e attualmente Dramaturg del Teatro Nazionale di Genova Andrea Porcheddu e pubblicato da Luca Sossella editore. A moderare l’incontro è Angela Albanese, professoressa associata di Letterature Comparate presso l’Università di Modena e Reggio Emilia, Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali; saranno presenti l’autore, Terzopoulos e gli attori dello spettacolo.
Con una pratica che coniuga arte antica e moderna, Terzopoulos è noto per il suo originale approccio alla tragedia greca e ai testi classici, vere e proprie fonti per indagare questioni universali dell’essere umano: «abbiamo bisogno di grandi idee, di grandi tensioni, come quelle della tragedia classica: tra umano e divino, tra uomo e uomo, tra privato e pubblico. A vincere non è la buona recitazione o la regia, ma la forza del conflitto che portano sulla scena». «Tutto deve essere profondamente radicato nella tradizione, deve poter attraversare la realtà del presente ed essere indirizzato verso il futuro. Il riflesso dal futuro
probabilmente potrebbe essere la realtà che desideriamo. Una realtà nuova» ha dichiarato.
In questo nuovo lavoro, l’artista greco sceglie di affrontare uno dei drammi che hanno maggiormente segnato la storia del teatro novecentesco: scritto da Beckett alla fine degli anni quaranta, pubblicato in lingua francese nel 1952 e andato in scena per la prima volta al Theatre de Babylone di Parigi il 5 gennaio 1953, Aspettando Godot è uno dei testi più celebri del “teatro dell’assurdo”, che ruota attorno al dialogo sterile fra due personaggi sospesi nella condizione dell’attesa.
Con la sua cifra stilistica Terzopoulos crea un vivo dialogo tra la contemporaneità e il dramma beckettiano, trattato come una lente per leggere e interpretare il presente, tra le sue profonde contraddizioni e le tragiche derive. Nella sua versione, la vicenda è ambientata in un mondo in rovina, in un futuro molto prossimo in cui tutte le ferite attuali e passate appaiono acuite. In questo contesto, si apre l’interrogativo su quali siano le condizioni minime per pensare a una vita che valga la pena di essere vissuta.

«In Aspettando Godot – commenta il regista – vengono date due risposte possibili, e da qui vogliamo far partire il nostro lavoro. La prima è il tentativo di comunicare e coesistere con l’Altro, colui che ci è prossimo, nonostante gli ostacoli, anche quando questi sembrano insuperabili. La seconda è il tentativo di mettersi in comunicazione con l’Altro dentro di noi, quest’area buia e imperscrutabile densa di desideri repressi e paure, istinti dimenticati, regione dell’animalesco e del divino, in cui dimorano la pazzia e il sogno, il delirio
e l’incubo. Questo è il viaggio che cercheremo di fare: verso l’Altro dentro di noi e verso l’Altro al di fuori di noi, all’opposto, lontano da noi. Questo è il viaggio che proviamo a fare ogni giorno. Aspettando cosa? La redenzione della vita dai vincoli della morte? L’incontro con l’Umano, la fine di ogni atto di umiliazione inflitto da uomo a un altro uomo? Il Niente o l’Attesa, per usare i termini ironici e beffardi di Beckett? Ma esiste forse un altro modo per immaginare l’umanità emancipata, senza dover ricorrere all’abbattimento dei
muri che separano questo “dentro” da questo “fuori”?». Il magistero del regista greco è anche un riferimento internazionale per il metodo di ricerca sul lavoro dell’attore, in cui il testo «vive attraverso la sua carne, i suoi gesti». Il drammaturgo tedesco Heiner Müller
ne descrisse così il processo di composizione artistica: «Non è l'esecuzione di un concetto drammatico, è un’avventura in un viaggio verso il paesaggio della memoria, una ricerca delle chiavi perdute dell'unità fra il corpo e il linguaggio, la parola come unità naturale».

Theodoros Terzopoulos si forma presso la Scuola d’arte drammatica K. Michailidis di Atene (1965-67), completando gli studi in Germania presso il Berliner Ensemble tra il 1972 e il 1976. Tra il 1981 e il 1983 è direttore della Scuola Nazionale d’arte Drammatica del Nord della Grecia (Thessaloniki) e nel 1985 fonda la sua compagnia, Attis Theatre a Delfi.
Ha diretto diverse tragedie greche, opere e pièce teatrali dei più importanti autori greci ed europei contemporanei, portando spettacoli in numerosi teatri internazionali. Negli ultimi 35 anni con la sua compagnia ha presentato più di 2100 repliche in tutto il mondo. È stato direttore artistico degli “Incontri Internazionali di Dramma Antico” a Delfi. È inoltre membro fondatore di International Institute of Mediterranean Theatre, di cui dal 1991 è il Presidente del relativo dipartimento greco, e dell’International Meetings of Ancient Drama nel dipartimento di Sikyon, Grecia (2005-2006, 2011). Il suo approccio drammaturgico alla tragedia greca viene insegnato in numerose scuole, accademie, istituti e dipartimenti di
studi classici.
È ideatore di un metodo di lavoro per l’attore che si compone di una sequenza di esercizi fisici e vocali volti a coltivare i principi fondamentali della pratica attoriale e a ricostruire l’unità tra parola e corpo. Professore Emerito in accademie e università in Grecia e all’estero, dal 2013 dirige la summer school “The Return of Dionysus – The Method of Theodoros Terzopoulos” rivolta a giovani attori e registi. I libri sul suo metodo di
lavoro sono tradotti in molte lingue, tra cui greco, inglese, tedesco, turco, russo, italiano, polacco, cinese, mandarino, coreano e arabo. Ha ricevuto diversi riconoscimenti in Grecia e all’estero. Dal 1995 è presidente dell’International Committee of Theatre Olympics, manifestazioni che si sono svolte a Delfi, Shizuoka (Giappone), Mosca, Istanbul,
Seul, Pechino, Wroclaw, in 17 città dell’India, Toga (Giappone), San Pietroburgo.

Aspettando Godot
di Samuel Beckett
copyright Editions de Minuit
traduzione Carlo Fruttero
regia, scene, luci e costumi Theodoros Terzopoulos
con (in o.a) Paolo Musio, Stefano Randisi, Enzo Vetrano
e Giulio Germano Cervi, Rocco Ancarola
musiche Panayiotis Velianitis
consulenza drammaturgica Michalis Traitsis
assistente alla regia Giulio Germano Cervi
produzione Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini
in collaborazione con Attis Theatre Company
interpreti e personaggi:
Enzo Vetrano – Estragone
Stefano Randisi – Vladimiro
Paolo Musio – Pozzo
Giulio Germano Cervi – Lucky
Rocco Ancarola – Ragazzo

Prossime date 2023:
17-18 gennaio, Teatro Asioli – Correggio
21 gennaio, Teatro Comunale – Casalmaggiore
25 gennaio, Teatro Comunale – Teramo
27 gennaio, Teatro Comunale – Russi
29 gennaio, Teatro Amintore Galli – Rimini
31 gennaio – 5 febbraio, Teatro Vascello – Roma
8 febbraio, Teatro Comunale Manini – Narni
14 – 16 febbraio, Teatro Comunale Chiabrera – Savona
18 febbraio, Teatro Comunale – Belluno
24 febbraio – 5 marzo, Teatro Bellini – Napoli

Vengo anch’io! Laboratori creativi per bambini mentre i grandi sono a teatro
ERT offre la possibilità ai genitori di assistere ad alcuni spettacoli della stagione mentre i bambini (dai 6 ai 12 anni) sono impegnati negli spazi interni al Teatro Storchi in percorsi creativi a cura di istituzioni e artisti del territorio.
In occasione della replica di sabato 14 gennaio alle ore 19.00 La Bottega di Merlino cura un laboratorio di costruzione di lanterne luminose, con paesaggi fantastici e surreali per fare volare la fantasia. Il costo di ogni appuntamento è di 7 euro (10 € in tutto i bambini sono 2), oltre al prezzo del biglietto ridotto del 20% per i genitori.
Disponibilità limitata fino a esaurimento posti. Prenotazione obbligatoria 059-2136021
biglietteria@emiliaromagnateatro.com

Informazioni e prenotazioni Teatro Storchi:
Prezzi dei biglietti € 25 / 10
Biglietteria Teatro Storchi – Largo Garibaldi 15, Modena
orari apertura al pubblico: martedì e sabato dalle 10.00 alle 14.00 e dalle 16.30 alle 19.00; mercoledì e giovedì dalle 10.00 alle 14.00
biglietteria@emiliaromagnateatro.com | modena.emiliaromagnateatro.com | www.vivaticket.it
Biglietteria telefonica – tel. 059 2136021
dal martedì al venerdì dalle 10.00 alle 14.00

T/Empio – Critica della ragion giusta
La Verita’ nascosta – Teatro Govi Genova
Teatro Ambra Jovinelli, Giuseppe Battiston in La Valigia
Teatro Argentina, Interno Bernhard
Al Teatro Civico 14 va in scena Regina Madre di Manlio Santanelli

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