Andato in scena, presso la Casa di Riposo Il Gignoro di Firenze, il 15 Dicembre 2024
“Riescono a parodiare, a rendere grottesco un dramma e dunque a renderlo vicino allo spettatore, mantenendo il fattore poetico e sparando a fondo sul tragico. Quando parlano di morte, di violenza, di tradimenti, in chi guarda c’è la prossimità della verità”: così Matteo Pecorini racconta le Residenze Socio Shakespeariane Assistite, laboratori teatrali che coinvolgono gli ospiti delle Residenze Sanitarie Assistenziali in produzioni drammaturgiche, attraverso la riscrittura collettiva e il riadattamento delle opere prescelte, per essere rappresentate durante particolari momenti di incontro che aprono le porte delle strutture residenziali alla città, traducendole, da centri di assistenza per persone non autosufficienti, in fucine creative di aggregazione culturale.
Il progetto, nato già nel 2016, è sostenuto dall’Associazione Verso Oklahoma, fondata nel 2022 dallo stesso Pecorini, insieme ad Alessio Martinoli Ponzoni, per promuovere progetti di rigenerazione dei luoghi marginali o di confine, attraverso una formazione attoriale pedagogica; il teatro è da sempre un canale comunicativo privilegiato delle emozioni e l’esercizio espressivo consente di maturare l’amplificazione delle percezioni, rinforzandone il valore nel momento della condivisione collettiva e potenziando la padronanza visuo-spaziale, mnesica, mimica, relazionale e riflessiva.
“Si tratta di far sentire ognuno capace, in grado di dare e fare qualcosa per gli altri, con gli altri. Questi momenti rappresentano un aspetto fondamentale della pratica teatrale, in quanto puntano ad eliminare il giudizio di valore che ognuno pone su se stesso, favorendo la nascita di un ambiente lavorativo stimolante ed inclusivo”, afferma l’attore, drammaturgo e regista che, dopo gli studi universitari in psicologia, si è formato a Firenze, con la Compagnia Chille de la balanza e ha scelto di occuparsi attivamente di inclusione delle marginalità e di salute mentale, con laboratori teatrali presso scuole, università e musei; è formatore teatrale presso il carcere di Prato, docente di Art and community presso l’Accademia Europea di Firenze e dirige un centro di ricerca teatrale, situato in San Bartolomeo al Gignoro, ex-cappella mortuaria trasformata in luogo di sperimentazione artistica.
Già nel 2022 ha portato, al Teatro Cantiere Florida di Firenze, Senza, un monologo ispirato ad un racconto di Samuel Beckett risalente al 1969, in cui ha analizzato l’universo immaginifico dell’autore, traendone una poetica riflessione sul tempo e sulla memoria; quest’anno prosegue il suo lavoro di ricerca con SI! I giorni felici, la riscrittura di Giorni Felici di Beckett, che ha debuttato al Festival Contemporanea di Prato ed è stato recentemente rappresentato, con un nuovo allestimento, presso la Casa di Riposo Il Gignoro, dove risiedono diversi attori impegnati in questo fruttuoso progetto, più che nel riposo.
La rappresentazione presso Il Gignoro non ha visto sul palcoscenico la giovanissima Sveva Martinoli Ponzoni e la danseuse Linda Vinattieri, coprotagoniste della prima versione della pièce, articolata attraverso le tre età della donna, ma si è concentrata esclusivamente sul cruciale della vita, che è rintracciabile nel momento del ricordo, della rielaborazione e della trasmissione della memoria, che naturalmente collochiamo nella fase di massimo splendore della saggezza dell’anzianità, con l’interpretazione della sorprendente Letteria Mangano, la neo-attrice novantenne nei panni di Winnie, accompagnata da un magnetico Matteo Pecorini nel ruolo di Willie.
Willie-Winnie fu anche il titolo provvisorio del dramma di Beckett, pubblicato nel 1962 con il titolo di Happy Days, che la regia di Pecorini capovolge completamente nei suoi significati; se infatti l’opera originale rappresentava i giorni vuoti e tribolati di una donna borghese, in dialogo con un marito borbottante e quasi assente, in un contesto scenico di interramento dei due coniugi che voleva simboleggiare con forza la condizione tragica della coppia, giunta evidentemente a toccare il fondo della miseria umana e della solitudine, il monologo interpretato dalla Mangano è, invece, una vera e propria indagine sulla felicità e sulla profonda importanza della sua continua, perpetua progettazione.
L’attrice, nell’elegante mise di una Winnie nuova ed energica, compenetra le sue esperienze di vita alla trama dell’opera, nel procedere di una trasognata cronaca di aneddoti che rammenta al suo Willie, il marito defunto in giovane età, che richiama costantemente e ancora vede parte della sua vita; accomodata su una sedia a centro palco, è affiancata da un Pecorini dapprima accovacciato dietro di lei e poi progressivamente sempre più presente sulla scena, nella graduale nascita di un dialogo che supera l’uso della parola, per culminare nella più profonda combinazione dei gesti corporei di un passo a due di intensissima resa.
Il monologo è intervallato da momenti di canto di brani popolari della metà del Novecento e dal disegno luci blu di Martino Lega, che accentua il biancore della capigliatura della protagonista e rievoca, come parentesi quasi avvolte dalle tenebre, gli attimi più difficili e anche più importanti della trama, accentuandone la profonda portata emotiva.
Letteria Mangano, nata a Messina nel 1934 e sfollata al nord durante la guerra, vive ora presso Il Gignoro; non aveva mai praticato teatro e si è formata nei laboratori di Matteo Pecorini, a partire dal 2022, sviluppando con lui un sodalizio artistico che la porta ad esibirsi tuttora, con grande successo di pubblico; nella particolare occasione della rappresentazione presso Il Gignoro, circondata dall’affetto degli spettatori residenti e dall’attenzione degli spettatori in visita, ha saputo coinvolgere, divertire, ma soprattutto commuovere, sin dagli esordi della scena, quando ha esclamato con una quota espressiva da attrice di lunga esperienza: da quando faccio teatro, ho deciso! Non muoio più!
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SI!
I giorni felici
Tratto da Happy Days di Samuel Beckett
Con:
Lilla Mangano e Matteo Pecorini
Regia:
Matteo Pecorini
Luci:
Martino Lega
Aiuto e coordinamento:
Laura Biagioli
Foto in locandina
Giorgia Pagano
Produzione:
Verso Oklahoma e Turcaret Teatro
Con il supporto organizzativo di:
Centro Servizi per Anziani “Il Gignoro” di Firenze

