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Mindscapes. Recinti terapeutici e welfare culturale

Ines Arsì
Ultima modifica: 19 Maggio 2025 19:40
Ines Arsì
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Presentato il volume a cura di Lucina Caravaggi, presso la Biblioteca Vincenzo Chiarugi, a Firenze

Nell’ambito della quarta edizione di SPACCIAMO CULTURE interdette, il Festival di Chille de la Balanza dedicato alla rigenerazione culturale e sociale dell’ex ospedale psichiatrico di San Salvi, a Firenze, è stato presentato Mindscapes. Recinti terapeutici e welfare culturale, (edizioni Quodlibet).

Il volume, a cura di Lucina Caravaggi, Professore ordinario di Architettura del Paesaggio presso l’Università La Sapienza di Roma, è stato pubblicato nello scorso mese di Aprile e dettagliatamente introdotto, presso la nuova area della Biblioteca Vincenzo Chiarugi, dalla Dottoressa Cristina Imbroglini, Professore Associato della stessa Facoltà.

Il titolo, Mindscape, è un neologismo coniato da Vittorio Lingiardi, Professore di Psicologia dinamica presso La Sapienza, per indicare il paesaggio come luogo della mente, luogo di potenziale dialogo, dove coltivare giardini e conoscenze ed è dedicato ai grandi complessi degli ospedali psichiatrici, ai recinti terapeutici che, oggi, in seguito alla Legge Basaglia e alla chiusura dei manicomi, restano spesso sottoutilizzati o abbandonati all’incuria e sono in attesa di nuove identità.

La ricerca, portata avanti da un gruppo di lavoro del Dipartimento di Architettura e Progetto dell’Università La Sapienza, è la testimonianza preziosa di  una riflessione costruita in dialogo con le discipline della mente, in un proficuo interscambio  a cui lo stesso Lingiardi ha preso parte,  insieme alla Imbroglini, a Pompeo Martelli, il direttore del Museo Laboratorio della Mente di Roma e altri professionisti psichiatri, architetti, paesaggisti, fotografi ed ecologi.

Gli antichi complessi ospedalieri, sempre dotati di grandi parchi, hanno un notevole interesse storico e paesaggistico e possono rispondere alla domanda emergente di nuovi spazi dedicati al benessere psico-fisico della cittadinanza, partecipando ad un fondamentale esercizio di inclusività,  tra realtà di cura dei soggetti fragili e prevenzione, attraverso percorsi di educazione al movimento, di partecipazione attiva, di socialità, in un rinnovato rapporto con ambienti un tempo restrittivi, di cui è necessario custodire sempre la memoria, anche attraverso la riqualificazione.

Il volume affronta il tema del rapporto di questi luoghi con la città, partendo dal caso dell’ospedale psichiatrico di Santa Maria della Pietà, a Roma, che può essere facilmente accomunato agli altri complessi manicomiali italiani, analizzando l’importanza del suo spazio transizionale e dinamico, che ben si presta alla coesistenza di diverse realtà integrate, in una rete sinergica di servizi alla persona e alla comunità.

L’ipotesi è quella di modellare questi contesti ecologici, perché possano accogliere, in modo sempre meglio organizzato, le esigenze dei  fruitori, secondo una necessaria attenzione all’ambiente e anche  al clima che cambia.

Drenaggi, micro-terrazzamenti, de-impermeabilizzazioni, supporti a insetti impollinatori, diffusione di alberi da frutto e colori, sono progettati per ricreare spazi da vivere secondo una presa in carico collettiva, dove si azzerano le asimmetrie, si apprezza la diversità, la biodiversitá e si costruisce un rapporto empatico con la natura.

Si tratta di valorizzare  la potenzialità culturale e di risonanza di questi capaci contenitori, incentivando al loro interno una cura che svincola i soggetti  dall’autoreferenzialità, attraverso la partecipazione, la coproduzione artistica e la divulgazione di saperi utili alla collettività,  permettendo però, a ognuno, di trovare anche nicchie su  misura per la preghiera, la meditazione, il rifugio, sempre  secondo regole da rispettare, cure da offrire e una libertà da scoprire, come sostiene Lingiardi.

La presentazione, in collaborazione con la Fondazione Santa Maria Nuova, è stata organizzata e diretta da Claudio Ascoli, autore del contributo San Salvi: un viaggio tra memoria ed eredità e direttore della storica residenza artistica e culturale Chille de la Balanza, che anima dal 1998 l’ex-città manicomio di Firenze, con progetti di teatro, musica, danza e arti visive che hanno l’obiettivo di salvaguardare i luoghi e la memoria di San Salvi.

Attraverso la cultura si veicolano le idee e per questo la collaborazione con Chille è fruttuosa, ha affermato, nel corso dei saluti istituzionali,  Roberto Leonetti, già direttore di Dipartimento di Salute Mentale e ora alla direzione della Biblioteca che ha ospitato l’incontro, nella sua nuova area  in allestimento.

“Ci sono già molti materiali, tra cui i mitici Fogli d’informazione che hanno accompagnato le tappe della rivoluzione basagliana, che potrebbero essere esposti e resi disponibili alla consultazione, ma resta ancora da definire il personale che ad ora non c’è, un orario che possa favorire la partecipazione dei giovani, degli studenti di psicologia, dei cittadini, degli spettatori Chille. L’accesso alla biblioteca, infatti, passa oggi dal Dipartimento di Psicologia, che ha orari universitari. I Chille de la Balanza coinvolgono la Biblioteca Chiarugi in diverse iniziative, per sensibilizzare sull’importanza di non disperdere un patrimonio di informazioni sulla psichiatria, su San Salvi e sulla necessità di rendere vivo e operativo un luogo  i cui cittadini desiderano mettere in salvo la memoria, anzitutto, con la costruzione di una rete museale e un ampliamento delle attività culturali, con un restauro del Cinema-Teatro e l’effettiva apertura al pubblico del parco, con il suo straordinario patrimonio verde che necessita di cure”, ha dichiarato, a sua volta, Ascoli.

L’area di San Savi, dotata ancora di diversi padiglioni dismessi, è spesso incubatore di microcriminalità e il Festival SPACCIAMO CULTURE non è nato certo per caso, ma ha rispecchiato la volontà di Chille de la Balanza di veicolare i contenuti dell’arte come motore attivo, di recupero della memoria, ma anche di creazione di comunità.

Il Festival, in partenariato con l’Accademia di Belle Arti di Firenze e il Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze, si è svolto dall’11 al 13 di Maggio e ha ospitato diverse installazioni artistiche  e spettacoli, con l’obiettivo di far dialogare artisti under 35, provenienti da ambiti espressivi differenti, in un unico grande evento collettivo.

Ancora oggi il Parco di San Salvi è un luogo privato ad uso pubblico, poiché appartiene all’Azienda Sanitaria Toscana, ma Claudio Ascoli è stato tra i primi ad intuirne le importanti  potenzialità e a battersi con impegno, insieme a  Chille de la Balanza, per promuoverne una rigenerazione nella sua dimensione cittadina, secondo una proficua collaborazione di rete fra le realtà che oggi lo abitano e che, secondo i progetti approvati dalla Sindaca Funaro, lo doteranno presto di  uno studentato pubblico, di un  nuovo istituto scolastico, di una Fattoria dei Ragazzi che, ci auguriamo, sapranno arricchire di nuove risorse un delicato e prezioso ecosistema che ha bisogno di essere preservato e conservato, per l’indiscutibile valore  del suo passato, del suo presente e del  suo futuro.

 

 

 

 

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