: Qudus Onikeku, Societas | Chiara Guidi, Dancing Days, Louise Lecavalier, Caroline Guiela Nguyen, Fanny & Alexander – Federica Fracassi fra i protagonisti della settimana
Spazio agli appuntamenti del Romaeuropa Festival 2025, da martedì 14 settembre a lunedì 20 ottobre.14 ottobreTeatro ArgentinaQudus OnikekuTerrapolish: 20:00
Dopo Re:INCARNATION, il coreografo nigeriano Qudus Onikeku torna al Romaeuropa Festival con TERRAPOLIS, l’ultima parte della sua trilogia. Con un cast di 16 artisti provenienti da diversi background culturali e disciplinari, la pièce unisce danza, musica, moda e arti visive, provando a raccontare le dinamiche della cultura giovanile contemporanea e ad esplorare le relazioni tra gli esseri umani e la terra che abitano. Ma al centro di TERRAPOLIS c’è la cultura yorùbá, con i suoi rituali, la spiritualità e la filosofia, che arricchiscono la performance di sonorità, movimenti e immagini evocative. In scena, la danza interagisce con la musica dal vivo e la moda, creando un’esperienza visiva e sonora che riflette le contraddizioni del mondo moderno e le possibilità di cambiamento. Un’energia viscerale anima la scena, dove corpo e musica diventano mezzi per raccontare una realtà in costante trasformazione, segnata dall’interazione tra passato, presente e futuro.
TEATRO – KIDS
Dal 15 al 26 ottobre
Teatro India
Chiara Guidi | Societas
Buchettino
h: orari vari
Torna al Romaeuropa Festival Buchettino, lo spettacolo realizzato nel 1995 da Societas Raffaello Sanzio (oggi Societas) e presto diventato un vero e proprio culto della scena teatrale internazionale conquistando generazioni di bambini in Europa, in Cile, Giappone, Corea e Taiwan, con rappresentazioni anche in lingua sarda. Ambientato in una grande camera da letto in legno, illuminata fiocamente, lo spettacolo invita i giovani spettatori in piccoli lettini per ascoltare una fiaba che gradualmente prende vita attraverso il suono. Voci, rumori e sussurri, trasformano questo spazio in un universo tangibile e misterioso abitato dal fruscio di passi lontani, dal cigolio di porte e dalla voce narrante che sembra fondere e plasmare suoni provenienti da un mondo lontano. I rumori prodotti dal vivo intorno alla stanza danno corpo ai personaggi della storia: Buchettino, i suoi fratelli, i genitori, il temibile orco. Ecco che la camera diventa così una grande cassa di risonanza, un luogo in cui il confine tra sogno e realtà si fa sottile, in cui l’immaginazione prende forma e la fantasia può diventare per un attimo realtà. Dal testo dello spettacolo è nata una pubblicazione di Orecchio Acerbo illustrata da Simone Massi.
DANZA – ULTRA REF / DANCING DAYS
15 ottobre
Mattatoio
Janet Novás – Mercedes Peón
Mercedes máis eu
h: 19:00
Mercedes máis eu è un’opera che nasce dalla collaborazione tra l’artista Janet Novás e la compositrice Mercedes Peón, focalizzandosi sulla relazione tra danza e musica. Le due artiste portano in scena il loro desiderio di collaborazione e incontro, un continuo ritrovarsi in esperienze che toccano l’affetto e la memoria. Oggetti, suoni e movimenti diventano strumenti per raccontare storie, ricordi ed emozioni. Si crea così un viaggio che intreccia il personale e il collettivo, la politica e la società, il ritmo e il silenzio, il suono e il gesto.
DANZA – ULTRA REF / DANCING DAYS
15 ottobre
Mattatoio
Armin Hokmi
Shiraz
h: 20:00
Shiraz è una coreografia per sette danzatori, un intreccio di movimenti ed energie che si incontrano e si trasformano sulla scena. Una danza intensa, fatta di ritmi, memorie e immaginazione. Il punto di partenza è il Festival delle Arti di Shiraz (1967–1977), un evento che ha riunito artisti da tutto il mondo, mescolando tradizioni e sperimentazioni. Armin Hokmi ne riprende lo spirito, riportandone il senso di libertà e ricerca attraverso la danza. Più che un omaggio, Shiraz è una nuova visione. Indaga il legame tra danza e luogo, tra gesti e storia, tra memoria e invenzione. I danzatori tracciano percorsi in continua evoluzione, portando sulla scena il passato e trasformandolo nel presente. Un atto di condivisione, movimento e rinascita.
DANZA
15 → 16 ottobre
Teatro Vascello
Louise Lecavalier
danses vagabondes
h: 21:00
Iconica figura della danza contemporanea canadese, membro principale della compagnia La La La Human Steps e collaboratrice per alcuni anni di David Bowie, Louise Lecavalier porta alla quarantesima edizione del Romaeuropa Festival il suo nuovo assolo danses vagabondes. Un viaggio profondo nel movimento, nel tempo e nella memoria, dove il corpo si fa archivio vivente di esperienze, emozioni e frammenti di danza passata. Lecavalier, infatti, fonde gesti già danzati con nuovi impulsi, creando un dialogo costante tra istinto e precisione, libertà e rigore. Ogni movimento diventa un’esplorazione, una ricerca che supera i confini conosciuti, proiettandosi verso l’ignoto. La danza respira, si trasforma, si accende, testimoniando la necessità profonda di danzare come atto vitale, senza limiti e senza riserve. Nel silenzio, nel suono, nel battito invisibile che la guida, Lecavalier attraversa la scena come una corrente inarrestabile. Con il suo corpo, racconta storie che non necessitano di parole, ma solo di essere vissute.
TEATRO
Dal 16 al 19 ottobre
Teatro Argentina
Caroline Guiela Nguyen
Valentina
h: orari vari
Caroline Guiela Nguyen, direttrice del Théâtre National de Strasbourg e già ospite del Romaeuropa Festival con il suo indimenticabile Saigon, firma la sua nuova creazione: Valentina.
Il cuore dello spettacolo pulsa attorno a una scoperta che sembra cambiare il corso di due differenti esistenze: una lettera scritta in francese da un medico e destinata alla madre di Valentina, una donna proveniente dalla Romania, che non ha ancora imparato la lingua del Paese in cui vive. La lettera va tradotta e Valentina si trova a dover pronunciare una verità difficile, una notizia che potrebbe distruggere il loro mondo. In Valentina, il rapporto tra verità e menzogna è al centro della narrazione: la verità può essere svelata, taciuta, desiderata o soffocata. Caroline Guiela Nguyen lavora con la comunità rumena di Strasburgo, attori professionisti e non, per dar vita a una fiaba moderna in cui il tema della traduzione e della mediazione culturale si intreccia alla riflessione sul potere delle parole e dei silenzi, sulla forza delle storie che raccontiamo e delle verità che decidiamo di nascondere.
DANZA – ULTRA REF / DANCING DAYS
17 ottobre
Mattatoio
Ermira Goro
Sirens
h: 20:00
La nuova performance di danza di Ermira Goro, Sirens, invita il pubblico a un viaggio sensuale e misterioso nel mondo del desiderio e della sua espressione sociale. Chara Kotsali e Adonis Vais si trasformano sulla scena, raccontando attraverso il movimento una storia di sogni e libertà. I due corpi si appropriano e rifiutano i ruoli di genere stereotipati, creando un linguaggio unico di autoespressione. La composizione musicale originale dello spettacolo è firmata da Jeph Vanger.
DANZA – ULTRA REF / DANCING DAYS
17 ottobre
Mattatoio
Francesca Santamaria
GOOD VIBES ONLY (the great effort)
h: 21:00
n scena, un corpo immerso in un flusso costante di informazioni. In scena, un’esposizione radicale all’iperstimolo.
In scena, e nella realtà, una performer sociale X.
In scena un essere umano, colto nell’atto di vivere il presente.
In scena, un grande sforzo.
GOOD VIBES ONLY (the great effort) è un infinite scrolling agito e subìto da un essere umano inevitabilmente performer. È lo scorrere costante di innumerevoli informazioni su un unico corpo. È un campo di battaglia tra viscerale e virtuale, tra matericità della carne e fluidità senza peso dei dati. È l’emersione imprevista della componente umana, del “non- performativo”, che si rivela per errore negli interstizi del congegno coreografico.
GOOD VIBES ONLY (the great effort) è un’indagine performativa che risponde alle domande: cosa accade se l’intero flusso di informazioni che quotidianamente attraversiamo viene riversato, senza tregua, su un solo corpo? Se un’unica individualità dovesse vestire e incarnare gli standard dettati dalla costante interconnessione e dalla sovra-performatività del presente? I materiali coreografici si susseguono senza sosta e sono selezionati live da un archivio costruito sul concetto di trend o, più in generale, tormentone: danze virali, frammenti iconici della storia della danza, sequenze coreografiche diffuse attraverso media e social network divenute simbolo di una cultura visuale condivisa. La stratificazione incessante di tali contenuti genera un corpo-catalogo instabile e in movimento, una superficie che scrolla e viene scrollata, che assorbe e riflette le dinamiche della rappresentazione dominante contemporanea. Quest’ultima, specchio dello sguardo egemone e normativo, è veicolata in scena da un’entità panottica e algoritmica che detiene il controllo sul corpo della performer, su cui si riversano ininterrottamente le costanti richieste di conformità e performance.
GOOD VIBES ONLY (the great effort) è il secondo capitolo della trilogia GOOD VIBES ONLY, progettualità reticolare che nasce dalla volontà di approfondire, attraverso il corpo, il fenomeno dello scrolling. Un gesto singolo, ripetitivo, ossessivo, che l’essere umano del ventunesimo secolo esegue automaticamente per centinaia di volte al giorno. Un’azione che, nella sua semplicità e nella sua ridotta ampiezza fisica, apre una voragine di interrogativi esistenziali, politici, sociologici, etici sul mondo contemporaneo.
TEATRO
18 → 19 ottobre
Teatro Vascello
Fanny & Alexander – Federica Fracassi
L’analfabeta
h: orari vari
In una fabbrica di orologi in Svizzera, Agota Kristof lavora in silenzio, immersa nel ritmo ossessivo delle macchine che scandiscono il tempo. Nel cassetto del suo tavolo da operaia, c’è un foglio e una matita: quando un pensiero prende forma, lo annota con urgenza, come per non perderlo. La lingua del luogo le è estranea. Usarla è una sfida continua, quella di “un’analfabeta”. Eppure, tra il ticchettio incessante delle macchine, la sua storia comincia a prendere vita. Per raccontarsi, Kristof deve inventare maschere (quelle di Lucas, Claus, Sandor o Line) e la fabbrica presto diventa il palcoscenico di un mondo interiore, dove i sogni e i ricordi dell’infanzia si mescolano alle immagini del presente. La compagnia Fanny & Alexander trasla queste pagine sulla scena. Federica Fracassi, con una fedeltà straordinaria, incarna Kristof: stessa espressione, stessi occhiali, stessa postura. Attraverso il suo corpo e la sua voce, la scrittrice riemerge, trasportandoci in un limbo sospeso tra la realtà e la finzione. Il sound design trasforma il ticchettio degli orologi in un battito vitale, dando forma a un labirinto di memoria e scrittura, in cui passato e presente si intrecciano. Un atto di ricordo, di resurrezione, che risveglia l’anima di Kristof in una danza tra ciò che è stato e ciò che ancora vive nel suo pensiero.
DANZA – ULTRA REF / DANCING DAYS
18 ottobre
Mattatoio
Aristide Rontini
Lampyris Noctiluca
h: 19:30
Aristide Rontini attraversa lo spazio tra memoria e percezione, tra materia e visione. Il suo dialogo con l’eredità di Pier Paolo Pasolini si manifesta nel corpo, inteso come luogo di metamorfosi e rivelazione. In questo solo, la danza si fa eco di una sensibilità che affonda nel tempo, raccogliendo segni e tracce di un passato che risuona nel presente. Le “lucciole” di Pasolini, evocate nel celebre articolo del 1975, non appaiono come immagini esplicite, ma come una postura poetica che guida il movimento. La loro assenza diventa luce, un bagliore che trasforma il corpo in una molteplicità di presenze, sfuggendo a ogni definizione univoca. Lo sguardo dello spettatore è chiamato ad attraversare strati di senso, senza fissarli, senza chiuderli. Qui, la danza non è solo rappresentazione di diversità, ma la sua incarnazione piena. Il corpo si espone, si trasforma, si sottrae a letture definitive. Tra vissuto interiore ed esperienza condivisa, la scena si apre a un orizzonte di possibilità sempre nuove.
DANZA – ULTRA REF / DANCING DAYS
18 ottobre
Mattatoio
Vittorio Pagani
SUPERSTELLA
h: 21:00
SUPERSTELLA si interroga su cosa significhi essere un creatore nel contesto attuale della danza contemporanea. Come si navigano le richieste del mercato e il processo artistico stesso, rimanendo fedeli all’autenticità personale? Traendo ispirazione da 8½ di Federico Fellini e dagli studi di Kenneth Anger e Richard Dyer, la performance fonde danza, proiezioni video e testi per esplorare le implicazioni filosofiche ed etiche della creazione nella danza contemporanea. L’uso del tempo come concetto fluido e manipolabile in SUPERSTELLA trasforma il processo creativo in un ciclo continuo di rinnovamento e scoperta. Lo spettacolo invita il pubblico a diventare co-creatore, interagendo con la struttura frammentata e il tempo fluido, per interpretare e rimodellare il significato dell’opera.
DANZA – ULTRA REF / DANCING DAYS
19 ottobre
Mattatoio
Jessica De Masi – Riccardo De Simone – Nunzia Picciallo – Barbara Carulli – Sara Capanna
DNAppunti Coreografici 2025
h: 19:00
Dopo un’attenta selezione, siamo felici di annunciare i quattro progetti finalisti dell’undicesima edizione di DNAppunti coreografici.:
COSMOGONIA FUTURA di Jessica De Masi
EVERYBODY HAS A FATE di Riccardo De Simone
HORIZON di Nunzia Picciallo
ONE, TWO, THROUGH di Barbara Carulli e Sara Capanna
Cosmogonia futura è un racconto mitico, il tentativo di immaginare l’ipotetico mito di creazione di un’umanità successiva alla nostra. Unica presenza in scena è una figura femminile nuda con la pelle ricoperta di colore nero. La composizione coreografica si basa sull’inserimento di forme simboliche del divino tratte da rappresentazioni artistiche e religiose. Il movimento si sviluppa attorno a queste figure di riferimento con un’attenzione alla frammentazione e alla ricerca di innaturalezza dello stesso. La tipologia del movimento e la scelta estetica del copro, con le caratteristiche di nudità e copertura della pelle mediante colore, mirano a creare un personaggio enigmatico, non umano, mistico.
Everybody Has a Fate: In un’epoca in cui il tempo sfugge, due danzatori si muovono su slide boards, ondeggiando come nel pattinaggio di velocità: a volte paiono avanzare, rincorrersi, ma senza riuscirci. In questo moto eterno ogni gesto è un’oscillazione continua, dove il presente si dissolve tra memoria e futuro. Everybody Has a Fate ci invita a riflettere sulla natura del tempo, sul significato del presente e sulla speranza di un domani, che, per quanto incerto, ci chiede di raggiungerlo.
horizon nasce dall’urgenza che da tempo prende respiro nella mia pratica coreografica: la partitura come spazio di osservazione minuziosa delle strutture di potere che definiscono il rapporto tra soggettività e corporeità. La coreografia come spazio del politico attraverso una composizione del pensiero, non lineare, frammentata, intuitiva. Nel progetto intendo abitare due traiettorie che sento essere in stretta connessione l’una con l’altra. La prima linea d’indagine attraversa il rapporto tra verticalità e orizzontalità, disimparando la stabilità della prima a favore di un processo esplorativo che se da un lato osserva, riconosce e disarticola le posture dominanti che informano il corpo, dall’altro genera nuove grammatiche corporee possibili e posizionamenti inaspettati. Vorrei approdare ad uno spazio di co-esistenza rinnovata tra le due dimensioni, nutrito da un moto perpetuo di assemblaggio, mappatura e ricollocamento delle partiture. La seconda, con una intenzione strettamente connessa alla prima linea, indaga uno degli elementi costituenti lo spazio performativo: la co-esistenza dei corpi, il mio e di chi mi guarda. In una pratica orizzontale, assembleare, generare lo spazio/senso, riconoscersi, agire vicinanze e accogliere la responsabilità del legame affettivo temporaneo.
ONE, TWO, THROUGH: L’interstizio che c’è tra due corpi è al contempo luogo di risonanza e di confine. Dare forma a ciò che si dà nell’incontro, dunque il through della relazione che tiene insieme due polarità, molto vicine o molto lontane, è il focus della ricerca. I corpi sottoposti alla bulimia di immagini, alle dinamiche di consumo e alla spettacolarizzazione del dolore si assottigliano e perdono il senso del loro ‘esserci’. La danza, fatta di movimenti molecolari, vibrazione, riflessione e contorsione, sguardi vuoti, puntiformi e periferici, vuole essere uno spazio di interruzione dei traumi sociali. Prendendo consapevolezza del through sarà allora possibile una nuova relazione dove il guardare resta sempre e soltanto guardare.
DNAppunti coreografici è un progetto di sostegno della giovane coreografia italiana Under 35, promosso e sostenuto in collaborazione tra Centro Nazionale di produzione della danza Virgilio Sieni, Operaestate Festival/CSC Centro per la scena contemporanea del Comune di Bassano del Grappa, L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino, Fondazione Romaeuropa, Gender Bender Festival, Triennale Milano Teatro.
DANZA – ULTRA REF / DANCING DAYS
19 ottobre
Mattatoio
Matteo Sedda
FUCK ME BLIND
h: 19:30
Matteo Sedda, vincitore di DNAppunti Coreografici 2024, porta in scena FUCK ME BLIND, un duo in cui i performer sono legati da un punto centrale di movimento. Ispirato a Blue, l’ultimo film autobiografico di Derek Jarman, FUCK ME BLIND è un duo in cui i performer condividono un unico punto di gravità. Nel film, girato poco prima della morte del regista a causa di complicanze legate all’AIDS, Jarman affronta la propria fine imminente trasformandola in un atto di piena consapevolezza e affermazione di sé. L’International Klein Blue, colore simbolo per Jarman e unica immagine del film, diventa il punto di partenza per una ricerca fisica e sensoriale del corpo, costantemente in rotazione, proiettato verso l’infinito. Seguendo il linguaggio non narrativo del film, FUCK ME BLIND intende creare un’esperienza ipnotica, immersa in un paesaggio visivo di forte carica emotiva e simbolica. I due danzatori si avvolgono e si trasformano attraverso una forza centrifuga, in un dialogo fluido tra tensione e abbandono. Eros e Thanatos si sfiorano, si rincorrono, convivendo come energie opposte ma inseparabili, in un equilibrio fragile e misterioso. Da questo incontro nasce Hypnos che guida lo spettatore verso uno stato liminale, sospeso tra sogno e realtà. Se in Jarman il blu si fa corpo, in FUCK ME BLIND è il corpo che diventa blu.

