Gli appuntamenti del 30 giugno e del 2 luglio all'orto Botanico di Roma
La nona edizione Classica al Tramonto, la rassegna estiva dell’Istituzione Universitaria dei Concerti ospitata in uno dei posti più suggestivi della Capitale, il Museo Orto Botanico, negli ex Giardini di Cristina di Svezia, nel cuore di Trastevere prosegue martedì 30 giugno con una nuova doppia serata, alle 20.30 e alle ore 21.30.
Martedì 30 giugno alle ore 20.30 l’Orto Botanico ospita un appuntamento all’insegna della letteratura e delle percussioni, Un secondo di vita adulta di Mauro Covacich, un concerto di parole e musica. Lo scrittore Mauro Covacich e il musicista Antonio Caggiano danno vita a un incontro in cui la parola diventa suono, gesto, materia musicale, mentre le percussioni assumono il ruolo di voce narrante, capaci di evocare stati d’animo, tensioni, memorie.
«In un rifugio di montagna un uomo assiste impotente alla caduta di una giovane madre con il neonato in braccio. La dinamica dei due corpi che precipitano uniti insieme dura non più di un secondo, nel quale però la mente dell’uomo esplode in una miriade di pensieri, lampi che si mischiano alle immagini in movimento, in un flusso di coscienza che tesse un filo invisibile tra le vite di questi tre umani e il loro destino».
In questo spettacolo, il confine tra musica e letteratura si dissolve per lasciare spazio a un linguaggio nuovo, fatto di risonanze emotive e significati nascosti. Lo scrittore Mauro Covacich e il musicista Antonio Caggiano danno vita a un incontro in cui la parola diventa suono, gesto, materia musicale, mentre le percussioni assumono il ruolo di voce narrante, capaci di evocare stati d’animo, tensioni, memorie.
Non si tratta semplicemente di accompagnare un testo con la musica, ma di far dialogare due forme espressive autonome in un intreccio profondo, dove il ritmo, il timbro e il silenzio diventano strumenti di esplorazione del senso. Un’esperienza in cui l’ascolto si fa visione interiore, e la letteratura si rivela anche come arte del suono.
Martedì 30 giugno alle ore 21.30 spazio a Into the night con la voce del mezzosoprano Veronica Aracri, Ivano Guagnelli al pianoforte e tastiere, Gianluca Ruggeri al vibrafono e glockenspiel per un appassionante e misterioso viaggio nell’ascolto delle vibrazioni sonore di una notte intima, fatta di sussurri, accenni, dove i ricordi si confondono con i sogni, il canto con l’incanto, lo stupore con l’inquietudine. Un’esplorazione alla conclusione del giorno nell’attesa del domani percorrendo i sentieri tracciati dalle note da grandi autori della musica dei nostri tempi. Il concerto propone musiche di Angelo Badalamenti, Roberta Vacca, Arvo Pärt, Ryūichi Sakamoto
Il concerto riunisce brani di autori diversi seppur accomunati da una particolare capacità di trasformare la musica in memoria, immagine e racconto interiore. Un viaggio nell’ascolto delle vibrazioni sonore di una notte intima, fatta di sussurri, accenni, dove i ricordi si confondono con i sogni, il canto con l’incanto, lo stupore con l’inquietudine. Un’esplorazione alla conclusione del giorno nell’attesa del domani percorrendo i sentieri tracciati dalle note da grandi autori della musica dei nostri tempi.
I brani del programma offrono infatti un doppio riferimento. Il primo è alla notte (Into the Night), con le sue inquietudini (Falling), le incertezze (The Sheltering Sky), le attese (Before Long), le emozioni sussurrate (Blue Velvet), i sogni (Who will take my dreams away), i ricordi (Blue Velvet), i suoi colori (Forbidden colours), i suoni (The Nightingale), la seduzione (Amore e Ouverture), la nostalgia (My heart’s in the highlands). L’altro rimando è al cinema e a quei film di grandi registi che hanno utilizzato molti di questi brani composti da Ryūichi Sakamoto e Angelo Badalamenti come “Il tè nel deserto” di Bernardo Bertolucci, “Blue Velvet” e “Twin Peaks” di David Lynch, “Furyo” di Nagisa Oshima, “La Grande bellezza” di Paolo Sorrentino. Un’altra particolarità è che alcuni dei titoli presentati sono stati composti senza testo e cantautori di grande spessore ne hanno aggiunto uno in accordo con il compositore. È questo il caso di “Who will take my dreams away” con il testo di Marianne Faithfull e Angels go to Heaven con il testo di Dolores O’Riordan (Cranberries) come anche di “Forbidden Colours”su testo di David Sylvian (Japan).
Giovedì 2 luglio alle ore 20.30 Classica al Tramonto ospita Campo sensibile, opera immersiva, site specific di STILLMEG, Margherita Iannilli, artista audiovisiva con la musica di NOHA, Federico Castriota, artista sonoro e musicista.
Campo sensibile è un’opera immersiva e audiovisiva, una performance AV realizzata dal vivo che unisce il suono alle immagini, un live audiovisivo in cui immagini e suono dialogano in tempo reale a partire da riprese di paesaggi urbani. Fra Trastevere, l’Orto Botanico e i loro margini, la città viene filmata, scomposta in un intreccio dove suono e immagine si rispondono a vicenda – un attraversamento di luoghi familiari osservati da un’altra angolazione.
Un live audiovisivo costruito a partire da riprese e musiche originali, in cui immagini e suono dialogano, reagiscono e si trasformano reciprocamente in tempo reale. Attraverso la manipolazione dal vivo dei materiali visivi e sonori, prende forma un viaggio onirico tra spazi familiari e al tempo stesso stranianti. Al centro del progetto c’è la tensione tra connessione e dissociazione: lo scarto tra noi, la nostra esperienza corporea e gli spazi che abitiamo. La città diventa metafora di questa distanza, esprimendo da un lato il bisogno di tornare a guardare e stabilire un contatto diretto con il mondo circostante; dall’altro, quella sensazione sempre più comune di attraversare luoghi rimanendone distanti. Filmare la realtà diventa così un esercizio di attenzione e un tentativo di tornare ad abitarla. Il progetto recupera il gesto fisico della ripresa come desiderio di rientrare in contatto con il mondo: osservarlo, attraversarlo e giocare con la sua materia.
info e biglietti concertiiuc.it

