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Teatrionline > Blog > Catanzaro > “Armonie d’arte”, attesa per le opere di Eschilo e Omero
CatanzaroFestival/Rassegna

“Armonie d’arte”, attesa per le opere di Eschilo e Omero

Vito Fabio
Ultima modifica: 16 Luglio 2026 17:14
Vito Fabio
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Barbara De Rossi
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Il teatro classico protagonista il 17 e il 20 luglio all'Orto botanico di Soverato con due produzioni d'eccezione la prima con Peppino Mazzotta e la seconda in Prima nazionale con Barbara De Rossi

Due serate di grande teatro dedicate ai classici, due produzioni di assoluto rilievo nazionale, due differenti percorsi artistici accomunati dalla volontà di interrogare il patrimonio della tragedia e dell’epica greca come strumento privilegiato per comprendere il presente.

Il 17 e il 20 luglio, alle ore 22.00, l’Orto Botanico di Soverato ospita due tra gli appuntamenti più significativi della programmazione di Armonie d’Arte, che anche nel 2026 conferma la propria identità di luogo di produzione, ricerca e innovazione artistica, capace di mettere in dialogo la tradizione con i linguaggi della contemporaneità.

Entrambi gli spettacoli sono inseriti nel percorso “Mito e Teatro Greco nello sguardo contemporaneo”, uno degli assi portanti della progettualità culturale di Armonie d’Arte e che propone una rilettura del teatro classico lontana da ogni esercizio filologico, privilegiando invece la sua straordinaria capacità di continuare a parlare all’uomo contemporaneo. Perché il mito non appartiene al passato, ma continua a interrogare il presente, restituendo con forza questioni universali come il potere, la guerra, la giustizia, la memoria, il destino, la responsabilità individuale e collettiva, le relazioni umane.

I due spettacoli dialogano inoltre con il macrotema permanente di Armonie d’Arte, “Nuove rotte mediterranee”, declinato nell’edizione 2026 attraverso il concetto di “Approdi”, inteso non soltanto come luogo fisico, ma come spazio simbolico di trasformazione, riconoscimento, incontro e costruzione di identità. Le antiche rotte del Mediterraneo, che hanno generato miti fondativi ancora oggi capaci di alimentare la creatività artistica, diventano così metafora di approdi materiali e immateriali, individuali e collettivi, che continuano a definire il nostro tempo.

Ad aprire questo dittico dedicato al teatro classico sarà, venerdì 17 luglio, “Radio Argo Suite”, intensa

Locandina dello spettacolo

performance per voce e musica tratta dall’Oreste di Eschilo, scritta da Igor Esposito e interpretata e diretta da Peppino Mazzotta, con le musiche originali di Massimo Cordovani, eseguite dal vivo insieme a Mario Di Bonito, e la produzione di Teatro Rossosimona.

Lo spettacolo rappresenta la nuova edizione del lavoro che Mazzotta ed Esposito portarono in scena nel 2011, divenuto negli anni un autentico punto di riferimento del teatro contemporaneo italiano e accolto allora da un importante consenso di pubblico e critica. Oggi quell’esperienza torna con una nuova maturità artistica, più essenziale e ancora più incisiva, capace di conservare intatta la forza del testo originario e, al tempo stesso, di aprire nuove prospettive interpretative.

Premiato nel 2024 con il Premio Le Maschere del Teatro Italiano come miglior interprete di monologhi e con il Premio della Critica ANCT, Peppino Mazzotta costruisce una partitura scenica di straordinaria intensità nella quale la parola, il suono e la musica si fondono in un unico organismo teatrale. La drammaturgia di Igor Esposito, fedele ai materiali classici ma profondamente contemporanea nella scrittura, restituisce la vicenda dell’Orestea attraverso sei testimonianze dirette — Ifigenia, Egisto, Clitennestra, Agamennone, Cassandra e Oreste — che ripercorrono le vicende della guerra di Troia e delle sue devastanti conseguenze.

La tragedia antica si trasforma così in una riflessione sul presente. Le guerre raccontate da Eschilo diventano tutte le guerre, gli eroi assumono il volto dei protagonisti della storia contemporanea, i meccanismi del potere, della propaganda e della violenza rivelano una sorprendente continuità con il nostro tempo. Come sottolinea lo stesso Mazzotta nelle sue note di regia, nelle figure degli eroi greci riecheggiano i tiranni di ieri e di oggi, mentre Elena diventa il simbolo di ogni pretesto utilizzato per giustificare conflitti e massacri.

Fondamentale è anche il ruolo della musica originale di Massimo Cordovani, eseguita dal vivo, che assume una funzione drammaturgica assimilabile a quella dell’antico coro tragico, accompagnando il racconto e amplificandone la tensione emotiva. Il risultato è uno spettacolo essenziale, visionario e profondamente coinvolgente, dove una sola voce riesce a evocare un’intera umanità attraversata dal dolore, dalla colpa, dalla vendetta e dalla ricerca di giustizia.

Nel dialogo con il tema “Approdi”, Radio Argo Suite restituisce tutta la densità simbolica delle antiche rotte mediterranee, che continuano a generare narrazioni capaci di attraversare i secoli. La tragedia greca diventa così approdo della memoria collettiva e specchio di un’umanità eterna, sospesa tra guerra e pace, amore e violenza, responsabilità e destino.

Lunedì 20 luglio sarà invece la volta della prima nazionale di “Penelope. Le donne di nessuno”, nuovo testo di Marcantonio Gallo, con la regia di Enrico Maria Lamanna e la produzione LAROS di Gino Caudai, interpretato da Barbara De Rossi, affiancata dallo stesso Marcantonio Gallo nel ruolo di Ulisse, insieme a Stella Egitto, Francesca Nunzi, Maria Vittoria Casarotti Tedeschini, Giada Garatti e Marco Santolamazza, con le musiche originali dal vivo di Francesco Forni.

Lo spettacolo propone una radicale inversione dello sguardo sull’Odissea. Il viaggio di Ulisse non viene raccontato attraverso le imprese dell’eroe, ma attraverso le donne che hanno segnato il suo percorso e che, per secoli, sono rimaste ai margini del racconto. Atena, Circe, Calipso, Nausicaa e soprattutto Penelope conquistano finalmente la centralità della scena, trasformandosi da figure accessorie in protagoniste di una narrazione alternativa, capace di mettere in discussione il mito stesso dell’eroe.

Atena apre idealmente un processo nei confronti dell’uomo che lei stessa ha contribuito a costruire come eroe; Circe e Calipso raccontano l’abbandono e il disincanto; Nausicaa rappresenta la purezza tradita di un incontro destinato a restare incompiuto. Ma è Penelope a diventare il vero fulcro dell’intera vicenda.

Lontana dall’immagine tradizionale della moglie paziente e silenziosa, Penelope emerge come figura politica, intelligente e profondamente moderna. Non è soltanto colei che aspetta, ma colei che governa l’assenza, difende il regno, custodisce la memoria e costruisce ogni giorno le condizioni perché il ritorno sia possibile. Il celebre telaio diventa così uno strumento di resistenza, un gesto di intelligenza strategica, una forma di governo del tempo.

Il vero eroismo, suggerisce lo spettacolo, non appartiene soltanto a chi affronta il mare e le sue tempeste, ma anche a chi resta, resiste e custodisce ciò che rischia di andare perduto. In questa prospettiva Penelope non rappresenta il premio finale del viaggio di Ulisse, bensì il suo autentico approdo, il luogo nel quale l’eroe è finalmente costretto a spogliarsi della propria leggenda per riconoscere la propria verità.

In perfetta sintonia con il tema “Approdi”, questa rilettura dell’Odissea trasforma il Mediterraneo in uno spazio di memoria, relazione e trasformazione. L’approdo non coincide più semplicemente con una terra raggiunta, ma diventa riconoscimento dell’altro, costruzione quotidiana del senso, possibilità di ritrovare sé stessi attraverso lo sguardo di chi è rimasto.

Con “Radio Argo Suite” e “Penelope. Le donne di nessuno”, Armonie d’Arte propone dunque un articolato percorso nel teatro classico contemporaneo, affidando a due importanti produzioni italiane il compito di dimostrare come i grandi testi della cultura greca continuino a costituire un inesauribile patrimonio di pensiero e di emozione. Due spettacoli diversi per linguaggio e scrittura, ma uniti dalla stessa convinzione: i classici non appartengono alla memoria, ma al presente. Continuano a porre domande urgenti, a interrogare il nostro tempo e a offrirci nuove chiavi di lettura per comprendere il mondo in cui viviamo.

Tutte le info, ticketing online e approfondimenti, sul sito www.armoniedarte.com e sui canali social dedicati.

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