La sezione del XXVI Festival Verdi che intreccia l’eredità verdiana con la creatività di altri compositori con questa data chiude la sua terza edizione
È Mantra di Karlheinz Stockhausen, composizione per due pianoforti, con wind blocks e cimbali antichi, ed elettronica, il protagonista del nuovo appuntamento di Ramificazioni, la sezione del XXVI Festival Verdi che intreccia l’eredità verdiana con la creatività di altri compositori, che con questa data chiude la sua terza edizione. Il concerto è in programma giovedì 22 ottobre 2026 alle ore 20.30 all’Auditorium del Carmine di Parma e vede protagonisti i pianisti Ciro Longobardi e Andrea Rebaudengo, entrambi al debutto al Festival Verdi, affiancati per l’elettronica e la regia del suono da Walter Prati e Massimo Mariani di MMT Creative Lab. L’appuntamento rientra nel cartellone di Reggio Parma Festival 2026.
Dopo aver attraversato il misticismo di Parsifal, l’Oriente sognato da Debussy, il Nuovo Mondo di Dvořák, il Giappone di Henze e la Palmira di Lucia Ronchetti, il viaggio di Ramificazioni nei Mondi lontani, tema del Festival 2026, approda alla filosofia indiana che attraversa le avanguardie degli anni Settanta. Se nell’Ottocento verdiano le terre remote erano lo sfondo dei drammi di Alzira, Nabucodonosor e Aida, nel Novecento di Stockhausen l’Oriente diventa un modo di pensare il suono: non più colore o ambientazione, ma principio costruttivo e via di conoscenza.
Mantra nasce in Giappone. Nel 1970 Stockhausen si trovava a Osaka per l’Esposizione Universale, dove per mesi la sua musica risuonò quotidianamente nell’auditorium sferico del padiglione della Germania Occidentale. Fu durante uno spostamento in automobile che intuì la figura musicale da cui sarebbe scaturita l’intera opera: «Ero seduto accanto all’autista e mi sono lasciato andare all’immaginazione canticchiando tra me e me. Ho sentito questa melodia e tutto si è evoluto rapidamente. […] Così ho trascritto questa melodia su una busta…». Composta nei mesi successivi su commissione della radio Südwestfunk di Baden-Baden, la partitura fu eseguita per la prima volta il 18 ottobre 1970 ai Donaueschinger Musiktage dai fratelli Alfons e Aloys Kontarsky, il duo pianistico per il quale era stata concepita e che ne divenne, con l’autore alla regia del suono, l’interprete di riferimento sui palcoscenici di tutto il mondo.
L’opera segna una svolta nel percorso del compositore. Dopo le stagioni del serialismo integrale, della forma «a gruppi» e di quella «a momenti», e dopo le esperienze della «musica intuitiva» di fine anni Sessanta, in cui gli interpreti erano chiamati a improvvisare a partire da indicazioni verbali, con Mantra Stockhausen torna a una scrittura quasi interamente determinata. È la prima delle sue composizioni fondate su una «formula», metodo che diventerà la base di tutta la sua produzione successiva, fino al grande ciclo operistico Licht, dedicato ai sette giorni della settimana, al quale lavorerà per oltre un quarto di secolo.
L’intero lavoro deriva da un’unica formula di tredici note, il «mantra», termine che il compositore preferì a quelli tradizionali di tema o di serie. A ciascuna nota è associato un preciso carattere esecutivo – la ripetizione regolare, il tremolo, l’accordo, lo staccato, il trillo, l’arpeggio, tra gli altri – che a turno domina uno dei tredici grandi cicli in cui si articola la composizione, ognuno aperto dai rintocchi dei cimbali antichi suonati dagli stessi pianisti. Alla formula intonata dal primo pianoforte risponde nel secondo la sua immagine speculare, e il materiale non conosce mai aggiunte né ornamenti: si espande, si contrae e si sovrappone a sé stesso in dodici diverse ampiezze intervallari e in innumerevoli trasposizioni, fino al vortice conclusivo che riassume in pochi istanti l’intero cammino percorso.
Decisivo è il ruolo dell’elettronica. Il suono di ciascun pianoforte, captato da due microfoni, è elaborato dal vivo attraverso la modulazione ad anello con un’onda sinusoidale e diffuso dagli altoparlanti insieme al suono acustico dello strumento. In ogni ciclo la frequenza dell’onda coincide con la nota centrale della formula: quando i pianisti la raggiungono il suono modulato è perfettamente consonante con quello del pianoforte, mentre allontanandosene si fa via via più aspro e dissonante. Ne nasce, secondo le parole dello stesso Stockhausen, un continuo «respiro» dell’armonia, che oscilla tra tensione e distensione e trasforma il timbro familiare dei due strumenti in una materia sonora inedita, a tratti metallica, a tratti simile al suono di una campana, arricchita in un passaggio perfino dal segnale di un ricevitore a onde corte azionato dal primo pianista. Per l’esecuzione di Parma Walter Prati e Massimo Mariani di MMT Creative Lab ricreano il sistema elettronico ideato all’epoca dal compositore, che aveva fatto costruire appositamente per Mantra il modulatore MODUL 69 B, e ne governano l’equilibrio con il suono dei pianoforti nello spazio dell’Auditorium del Carmine.
«Questa è musica di risonanze non eteree – scrive il critico Mario Gamba –. Musica di elaborazione del pensiero che procede per addensamenti, accrescimenti e contrazioni […]. Musica sospesa più in una esaltazione matematica (e costruttivista) che in una perdizione fuori dal tempo». In Mantra, infatti, la ripetizione di matrice orientale non è abbandono estatico ma procedimento rigorosamente calcolato, in cui razionalità e contemplazione, intelletto e spiritualità diventano un tutt’uno: un rito sonoro che, a oltre cinquant’anni dalla prima esecuzione, resta tra le pagine più significative scritte per il pianoforte nel Novecento.
Ciro Longobardi è tra gli interpreti italiani più autorevoli del repertorio pianistico moderno e contemporaneo. Nel 1994 è stato finalista e premiato come miglior pianista al Concorso Gaudeamus di Rotterdam e, nello stesso anno, ha ricevuto il Kranichsteiner Musikpreis ai Ferienkurse di Darmstadt, dove, come a Parma, ha seguito tra il 1994 e il 1996 i corsi di perfezionamento di Bernhard Wambach. Si è esibito come solista e camerista per Milano Musica, Ravenna Festival, Aperto di Reggio Emilia, Angelica di Bologna, Traiettorie di Parma, la Biennale di Venezia, l’Accademia Chigiana di Siena, il Teatro di San Carlo di Napoli, il Teatro Massimo di Palermo, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, il Festival di Salisburgo, l’INA GRM di Parigi e il Guggenheim Museum di New York. Ha collaborato con Salvatore Sciarrino, sotto la cui regia del suono ha inciso per Stradivarius un disco dedicato al compositore siciliano e a Ravel, e ha registrato per Limen l’integrale pianistica di Ivan Fedele. Interprete di riferimento di Olivier Messiaen, ne ha eseguito e inciso l’opera pianistica completa: la registrazione del Catalogue d’oiseaux (Piano Classics) gli è valsa il Premio Abbiati del disco 2019, mentre il ciclo integrale presentato al Teatro Municipale Valli di Reggio Emilia si è concluso nel 2022, a trent’anni dalla scomparsa del compositore. Tra i riconoscimenti della critica internazionale figurano anche le cinque stelle della rivista francese Diapason. È pianista dell’Ensemble Prometeo di Parma, tra i fondatori e coordinatore artistico del collettivo Dissonanzen di Napoli e docente al Conservatorio “Giuseppe Martucci” di Salerno.
Andrea Rebaudengo, nato a Pesaro nel 1972, si è diplomato al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano con Paolo Bordoni, perfezionandosi poi con Lazar Berman all’Accademia Pianistica di Imola, con Andrzej Jasiński a Salisburgo e con Alexander Lonquich; ha inoltre studiato composizione con Danilo Lorenzini. Vincitore del primo premio al Concorso Pianistico Internazionale di Pescara nel 1998 e del terzo premio al Concorso Internazionale “Robert Schumann” di Zwickau nel 2000, è ospite di istituzioni come le Serate Musicali di Milano, l’Unione Musicale di Torino, il Teatro Ponchielli di Cremona e gli Amici della Musica di Verona e di Ancona, e si è esibito come solista con l’Orchestra I Pomeriggi Musicali, l’Orchestra Sinfonica di Milano, la Filarmonica di Zwickau e l’Orchestra Filarmonica di Pescara, in tournée in Germania, Stati Uniti, Spagna, Inghilterra, Irlanda, Polonia, Russia, Uzbekistan, Turchia, Serbia ed Emirati Arabi. Pianista dell’ensemble Sentieri Selvaggi diretto da Carlo Boccadoro, con il quale è presente nei principali festival e stagioni di musica contemporanea – dal Teatro alla Scala alla Biennale Musica di Venezia, dall’Accademia Filarmonica Romana a Settembre Musica di Torino –, ha dato vita a un duo con la cantante Cristina Zavalloni, esibendosi tra l’altro alla Carnegie Hall di New York, al Teatro de la Maestranza di Siviglia e al Cheltenham Festival, e suona in duo pianistico con Emanuele Arciuli. Insegna al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano. Nel settembre 2026 è uscita per Stradivarius la sua registrazione dal vivo di Finale di Paolo Castaldi, monumentale pagina pianistica dei primi anni Settanta eseguita alla presenza del compositore.
Walter Prati, violoncellista, compositore e pioniere dell’elettronica dal vivo, fa parte fin dalla nascita, nel 1992, dell’Electro-Acoustic Ensemble di Evan Parker, con il quale ha realizzato concerti, tournée e registrazioni per l’etichetta ECM. Ha collaborato, tra gli altri, con il contrabbassista Barry Guy, il chitarrista Thurston Moore, Robert Wyatt e Alvin Curran, in un percorso che unisce la tradizione colta all’improvvisazione e alla sperimentazione sonora. È docente di musica elettroacustica al Conservatorio di Como, dove i suoi corsi sono dedicati anche all’esecuzione delle opere storiche per strumenti ed elettronica, da Boulez a Nono, da Cage a Stockhausen. È fondatore e presidente di MMT Creative Lab, realtà milanese che promuove la musica sperimentale e contemporanea e dispone di un proprio studio di produzione. Con lui firma l’elettronica e la regia del suono di Mantra Massimo Mariani.
BIGLIETTI
Biglietti in vendita presso la Biglietteria del Teatro Regio di Parma e online su teatroregioparma.it. È possibile creare il proprio carnet scegliendo almeno 3 spettacoli tra quelli in programma, con una riduzione del 20% sul prezzo intero di ciascun biglietto. Gli Under35 hanno diritto a una riduzione del 50% sul prezzo dei biglietti.
BIGLIETTERIA
Per il concerto sarà allestita una biglietteria temporanea all’Auditorium del Carmine (via Eleonora Duse, Parma), aperta da un’ora prima l’inizio dello spettacolo.

