Il 5 marzo, commissione dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, la prima assoluta di Les Nuages. A seguire, in primavera, gli altri concerti a Roma.
Si festeggiano nel 2025 i 70 anni di Matteo D’Amico. Compositore romano, Accademico dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e dell’Accademia Filarmonica Romana, docente, Matteo D’Amico è presente dall’inizio degli anni ’80 in tutte le più importanti manifestazioni italiane di musica contemporanea, e all’estero in sedi prestigiose, affidando le sue composizioni a direttori del calibro di Pappano, Luisi, Jurovski, Sinopoli, Gatti, e tanti altri artisti del panorama musicale internazionale.
Nel 2025 la sua musica sarà protagonista di una serie di concerti, prime esecuzioni assolute e registrazioni, occasione per festeggiare sia il suo settantesimo compleanno, sia la sua attività compositiva iniziata oltre cinquant’anni fa, nella formazione al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma con Irma Ravinale e Guido Turchi, perfezionatasi poi con Franco Donatoni alla Chigiana di Siena e all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
E proprio l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia accoglie la prima esecuzione assoluta dell’anno mercoledì 5 marzo (ore 20.30) alla Sala Sinopoli del Parco della Musica Ennio Morricone, con Les Nuages per coro misto, violoncello e pianoforte a 4 mani, su testi poetici di Hugo, Baudelaire e Mallarmé. La composizione, che nel programma è incorniciata dalla musica di Gabriel Fauré (Cantique de Jean Racine op. 11 per coro e pianoforte e il Requiem op. 48 version d’eglise per soli, coro e ensemble), scritta appositamente per il Coro ceciliano diretto da Andrea Secchi, nasce come progetto poetico e musicale legato alla grande stagione della poesia francese dell’Ottocento. A legare la scelta dei testi poetici, spiega D’Amico, “è il tema comune di uno sguardo dell’uomo verso il mistero affascinante del cielo, dove si proiettano i più diversi stati d’animo e le inquietudini dell’anima… Universi e stili poetici diversi, accomunati però dalla medesima ricchezza di immagini di straordinaria grandezza”. D’Amico conferma uno dei tratti distintivi del suo comporre, ovvero il legame tra la musica e i testi letterari, le loro potenzialità espressive, l’attenzione per la scrittura vocale, con una particolare predilezione per la poesia francese. Interpreti del concerto, che sarà trasmesso in diretta da Rai-Radio3, saranno insieme al Coro di Santa Cecilia diretti da Secchi, il soprano Nathalie Peña-Comas, il baritono Mikhaïl Timoshenko, il violoncello di Arianna Di Martino e al pianoforte Mirco Roverelli e Monaldo Braconi.
La musica come impegno civile attraverso l’arte è un altro tratto distintivo della produzione di D’Amico. Collaborazione fra Accademia Filarmonica Romana, Zètema e Fondazione Roma Tre Teatro Palladium, il 24 marzo, a 81 anni esatti dal 24 marzo 1944, eccidio delle Fosse Ardeatine, e nell’ottantesimo anniversario della Liberazione dal nazi-fascismo (1945-2025), viene ripresa al Teatro Palladium Tutte le notti, tutte le notti io mi svegliavo… opera su testo di Sandro Cappelletto, alla memoria di quegli eventi che hanno segnato la storia del nostro paese, composta nel 2024 su invito di RAI – Radio3 per la stagione dei concerti del Quirinale. Per gli autori “una necessità civile e collettiva, che non può tramontare, della memoria”. Protagonista sarà Matilde Bernardi (voce recitante) con le altre voci femminili di Patrizia Polia, Giulia Peri e Chiara Osella, e un quartetto strumentale diretti da Fabio Maestri. Lo spettacolo inaugura la IV edizione del DAMS Music Festival (24-29 marzo 2025), ideato da Luca Aversano e promosso dalla Fondazione Roma Tre Teatro Palladium in collaborazione con il Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo dell’Università Roma Tre.
Il 16 aprile (ore 18) per la stagione concertistica dell’Università di Tor Vergata viene ripreso lo Stabat Mater, cantata sacra e profana su testi di Vincenzo Consolo e del Liber Usualis, composto per orchestra d’archi e percussioni, soprano, mezzosoprano e voce recitante in occasione della Sagra Musicale Umbra del 1999. Un lavoro poetico musicale, il cui spunto è il romanzo Lo Spasimo di Palermo dello scrittore siciliano, pubblicato nel 1998 e dalla sottile venatura autobiografica, una presa di coscienza della pervasività del potere mafioso, in cui il protagonista si trova ad essere testimone non casuale dell’omicidio di Paolo Borsellino. Solisti il soprano Giulia Peri, il mezzosoprano Lucia Napoli e l’attore Francesco Trifilio con l’Orchestra Roma Sinfonietta diretta da Gabriele Bonolis.
Sull’impegno civile in musica piace segnalare anche – evento recente dello scorso settembre – la prima assoluta al Teatro Petruzzelli di Bari di Il buio non ha voce, quattro storie in musica sul tema della violenza di genere su libretto della scrittrice Rosella Postorino, di cui sono state protagoniste, oltre all’orchestra del Petruzzelli, la voce narrante di Maddalena Crippa e il mezzosoprano Marina Comparato.
L’anno proseguirà con altre novità in prima assoluta per prestigiosi festival e istituzioni musicali, la pubblicazione del nuovo CD Le creature di Ade registrato per Stradivarius dall’orchestra I Pomeriggi Musicali diretti da Carlo Boccadoro, con il mezzosoprano Chiara Osella, e l’incisione di un altro CD in uscita nel 2026.
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LA BIOGRAFIA
Nato a Roma nel 1955, Matteo D’Amico è stato avviato allo studio della composizione da Barbara Giuranna, conseguendo i diplomi in Composizione e in Musica corale presso il Conservatorio di musica Santa Cecilia di Roma sotto la guida di Guido Turchi e Irma Ravinale. Ha perfezionato i suoi studi con Franco Donatoni, presso l’Accademia Chigiana e l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, dal 1981 al 1983. Si è poi laureato in Lettere alla “Sapienza” di Roma con una tesi in Storia del Teatro e dello Spettacolo dal titolo La musica di scena nel teatro di Adelaide Ristori.
Nel corso degli anni Ottanta le sue composizioni sono state eseguite nei più importanti festival di musica contemporanea in Italia e all’estero, in sedi come Parigi, Amsterdam, Tokyo, Atene, Francoforte e molte altre.
Ha vinto il primo premio nei concorsi internazionali di composizione “Martin Codax” 1985 (Vigo, Spagna), “Valentino Bucchi” 1985 (Roma), “MC2- Radio France” 1985 (Avignone). Nel 1988 ha vinto il primo premio nel “Music Today World Contest” di Tokyo, giudice unico Toru Takemitsu, con la composizione L’Azur su testi di Mallarmé, che segna l’inizio di un lungo percorso intrapreso da D’Amico nel rapporto tra musica e poesia, in particolare con quella di Stéphane Mallarmé. Nel 1998 scrive per il Coro e l’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia Rime d’amore su testi di Torquato Tasso, che debutta sotto la direzione di Giuseppe Sinopoli. Nel 2006 Auden Cabaret, su testi di Wystan Hugh Auden è nella terna dei finalisti al Prix Italia, presentato da RAI-Radio Tre. Nel 2011, sempre per l’Orchestra di Santa Cecilia, Antonio Pappano tiene a battesimo Veni veni Mephostophilis, tratto dal Faustus di Christopher Marlowe, e nel 2012 Flight from Byzantium, su testi di Joseph Brodsky, debutta alla Royal Festival Hall di Londra sotto la direzione di Vladimir Jurovskij. I suoi lavori sono stati eseguiti nelle stagioni delle più importanti Istituzioni sinfoniche italiane, come quelle dell’Accademia di Santa Cecilia, del Teatro Comunale di Bologna, del Teatro Filarmonico di Verona, del Teatro Massimo di Palermo, dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, delle Orchestre Haydn di Bolzano e ORT di Firenze.
Nel campo della produzione sacra risaltano in modo particolare il Sanctus per soli e orchestra – parte integrante del Requiem per le vittime della mafia, opera collettiva del 1993 -, e lo Stabat Mater composto nel 1999 per la Sagra Musicale Umbra su testi sacri e di Vincenzo Consolo.
Nel 1990 D’Amico inaugura la produzione operistica con l’opera Gli spiriti dell’aria, su invito di Hans Werner Henze per il cantiere di Montepulciano, cui fanno seguito molti altri titoli, tra i quali Farinelli, la voce perduta (1996), Dannata epicurea (2004), Lavinia fuggita (2004), Patto di sangue (2009), tutti su libretto di Sandro Cappelletto, Le Malentendu (2009), su libretto di Albert Camus, Il viaggio di G. Mastorna (2021), tratto dalla sceneggiatura di Federico Fellini, Sogno, ma forse no (2022), tratta da Luigi Pirandello.
Nella sua produzione figurano anche diversi balletti e composizioni per la danza, tra cui Mascherata veneziana, La Ronde, Le Baccanti e Animae corpus.
Dal 1984 è attivo come autore di musiche di scena per il teatro di prosa, avendo collaborato con alcuni fra i maggiori registi italiani (Squarzina, Costa, Cobelli, Missiroli, Monicelli, Scaparro, Carriglio, Pizzi, etc.).
Ha tenuto la cattedra di Composizione presso il Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma fino al 2022. È Accademico dell’Accademia Filarmonica Romana, istituzione della quale è stato direttore artistico (1997-2000 e 2014-2017). Dal 2000 al 2002 è stato direttore artistico del Teatro Comunale di Bologna. Dal 2006 è Accademico di Santa Cecilia.
Tra i lavori più recenti, si segnalano: Viola Regina (2014) per viola sola; Trio pour un ange (2015) per violino, violoncello e pianoforte; Umana Passione (2015) per voce recitante e quartetto d’archi, su testi di J. Saramago; Variations Mozart (2017) per clarinetto e quartetto d’archi; Exil (2017) per quartetto vocale e strumenti, su testi di Goran Haji; The Nature in the grave (2017) per sei esecutori; Scènes d’Hérodiade (2019) per quartetto d’archi; Colazione di lavoro (2019) per voce recitante e strumenti, su testi di Claudio Gregori (Greg); Ecco mormorar l’onde (2020) per soprano e strumenti, su testi di Torquato Tasso; Poesia in forma di rosa (2022) per voce recitante, soprano e orchestra, su testi di P. P. Pasolini; Il buio non ha voce (2024) per voce recitante, mezzosoprano e orchestra, su testi di R. Postorino; Tutte le notti, tutte le notti io mi svegliavo… (2024), per voce recitante, tre voci femminili e quattro strumenti, scritto per i concerti di RAI-Radio3 al Quirinale, in memoria dell’eccidio delle Fosse Ardeatine; Les Nuages (2025) per coro misto e strumenti, su testi poetici di Hugo, Baudelaire e Mallarmé, per il Coro dell’Accademia di Santa Cecilia.

