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Il sorriso obliquo dei classici

Redazione
Ultima modifica: 24 Marzo 2026 12:34
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L’ORT affida il suo Concerto di Pasqua a Min Gyu Song e Simon Zhu

Il sorriso obliquo dei classici

L’ORT affida il suo Concerto di Pasqua a Min Gyu Song e Simon Zhu: il Mozart del K 219 e l’Ottava di Beethoven, due capolavori in cui eleganza e sorpresa camminano insieme. Appuntamento al Teatro Verdi di Firenze il 2 aprile 2026, con repliche a Peccioli, Empoli e Figline.

L’ORT continua a guardare ai grandi concorsi come si guarda a un osservatorio: non per collezionare medaglie, ma per capire quali nomi stiano davvero diventando voci.

Per il Concerto di Pasqua mette insieme due artisti che stanno trasformando il riconoscimento in identità. Min Gyu Song, primo coreano a vincere il Cantelli e dal 2025 assistente alla Seoul Philharmonic accanto a Jaap van Zweden, ha alle spalle una formazione costruita presto fra Corea e Germania; ma soprattutto ha un’idea del podio tutt’altro che monumentale, fatta di chiarezza, ascolto e collaborazione rispettosa con l’orchestra. Simon Zhu, che l’ORT ha voluto subito dopo il Premio Paganini 2023 e che ora ritrova a Firenze, appartiene alla stessa categoria rara: quella dei musicisti che non hanno bisogno di alzare la voce per farsi notare. Dopo la vittoria genovese ha suonato dal Louvre alla Guildhall di Londra, dove ha imbracciato il “Cannone” di Paganini, e il tratto che più spesso gli viene riconosciuto è proprio quello che più conta in Mozart: profondità musicale e naturalezza interpretativa.

Non è un dettaglio che Zhu abbia vinto anche il Mozart Prize al Menuhin. Il Concerto n. 5 K 219, composto a Salisburgo nel 1775, chiede infatti una qualità difficile da simulare: far sentire la libertà dentro una forma tersa, quasi inevitabile. È uno dei concerti per violino più teatrali di Mozart, già pieno di sorprese formali, di slanci cantabili e di invenzioni che sembrano nascere con assoluta semplicità. Ma quella semplicità è un inganno. Sotto la superficie limpida, ribolle una creatività incessante; gli stessi arpeggi iniziali cambiano volto a ogni ricomparsa, e nel Rondò finale l’episodio “alla turca” non è un vezzo decorativo, ma una frattura sonora, quasi una scena di carattere, ruvida e spiritosa insieme. A un violinista così il brano chiede proprio questo: custodire il cristallo senza irrigidirlo, lasciare che la grazia respiri senza perdere nerbo.

Beethoven risponde da un altro versante, ma non meno scaltro. L’Ottava sinfonia è stata a lungo scambiata per un passo indietro, quasi una parentesi leggera dopo le grandi scosse eroiche; invece è una macchina finissima, compatta e spiazzante, in cui il classicismo viene piegato con ironia e precisione. C’è il vecchio Minuetto che torna in forma caricata, c’è l’ombra di Maelzel e del metronomo, c’è un impulso ritmico che non smette di serrare la presa. Più che un omaggio nostalgico, è una dissezione lucidissima degli ingranaggi sinfonici. Ed è qui che Song può trovare un terreno ideale: un direttore che studia struttura, carattere e fraseologia, e che rifiuta l’idea del podio come gesto autoritario, ha davanti a sé un Beethoven da far vivere dall’interno, senza titanismi di maniera e senza compiacimenti rétro.

Il senso del programma sta forse tutto qui: mettere accanto due opere celebri per mostrarne non la patina, ma il nervo. Mozart inventa un mondo in cui l’eleganza si incrina all’improvviso; Beethoven sorride di lato, smonta la forma mentre la porta al massimo della tensione. Per Pasqua, l’ORT sceglie dunque un classicismo tutt’altro che innocuo: mobile, ironico, pieno di energia, affidato a due giovani interpreti che della precisione non fanno un galateo, ma un modo di tenere viva la musica.

 

 

 Stagione concertistica 2025 – 26

Martedì 31 marzo 2026, ore 21:00 – Peccioli (PI), Galleria dei Giganti

Mercoledì 1° aprile 2026, ore 21:00 – Empoli (FI), Palazzo delle Esposizioni 

Giovedì 2 aprile 2026, ore 21:00 – Firenze, Teatro Verdi

Venerdì 3 aprile 2026, ore 21:00 – Figline (FI), Teatro Garibaldi

 

Min Gyu Song direttore

Simon Zhu violino

Orchestra della Toscana


Wolfgang Amadeus Mozart / Concerto per violino e orchestra n. 5 K 219 ‘Türkish’

Ludwig van Beethoven / Sinfonia n. 8 op. 93

 

Informazioni biglietteria e prevendite

 

Galleria dei Giganti – Peccioli (PI) – Galleria dei Giganti: ingresso libero, offerto da Sistema Peccioli

Palazzo delle Esposizioni – Empoli (FI): Intero €15,00 | Ridotto €12,00 (soci Unicoop Firenze, Under 26 e Over 65) | under 18 e Studenti €6,00 | under 6 gratuito. Offerta due biglietti al costo di uno per chi ha tra i 18 e i 20 anni. Biglietti in vendita presso Libreria Rinascita (Via Ridolfi 53), Bonistalli Musica (Via F.lli Rosselli 19) e online su Eventbrite. Info: Centro Studi Musicali Ferruccio Busoni, tel. 0571 711122 – cel. 373 7899915.

Teatro Verdi – Firenze: biglietti da € 5 a € 22. Vendita online su Ticketone.it, nei punti vendita Ticketone e presso la biglietteria del Teatro Verdi (tel. 055 212320).

Teatro Garibaldi – Figline: intero € 20, ridotto € 18, ridotto € 16 per studenti e possessori di Carta Regionale Studente. Vendita online (intero) e nei punti Box Office Toscana; biglietteria del teatro aperta nei tre giorni precedenti il concerto

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