Dal 24 ottobre all'8 novembre 2026
Ernesto Petti
debutta nel ruolo di Valentin in Faust di Charles Gounod, in scena al Teatro alla Scala dal 24 ottobre all’8 novembre 2026 (per la prima, prevista il 20 ottobre, è stata annunciata una giornata di sciopero dei lavoratori del teatro). L’opera, su libretto di Jules Barbier e Michel Carré, torna sul palcoscenico scaligero dopo sedici anni di assenza, con la direzione di Daniele Rustioni e la regia di Johannes Erath (il nuovo allestimento è realizzato in coproduzione con il Palau de les Arts Reina Sofía, Fundació de la Comunitat Valenciana, Staatsoper Unter den Linden e Teatro Real, Madrid).
«Valentin è un personaggio che, a mio avviso, introduce nel Faust valori come la fede, l’onore e il senso della famiglia. È il primo a portarli in scena attraverso una preghiera sincera, proprio mentre intorno a lui quel mondo sta per essere messo in discussione e lentamente travolto. Per questo lo considero una sorta di coscienza morale dell’opera: un uomo che cerca di difendere ciò in cui crede, ma che finirà lui stesso sconfitto dal dolore e dalle proprie fragilità. È questo contrasto tra forza e vulnerabilità a renderlo così umano e, per me, così affascinante da interpretare», dichiara Petti.
Appena quarantenne, il baritono salernitano affronta questo appuntamento come una tappa significativa della propria carriera. Sebbene avesse già calcato il palcoscenico della Scala nel 2013 – pronunciando la battuta “La cena è pronta” nella Traviata – Valentin rappresenta per lui il primo vero confronto con una parte di rilievo nel teatro milanese.
«Poter debuttare questo ruolo al Teatro alla Scala rappresenta per me un motivo di profonda emozione e di grande responsabilità», prosegue. «Affrontare un personaggio così intenso su uno dei palcoscenici più prestigiosi e simbolici del mondo dell’opera conferisce a questo debutto un significato davvero speciale. Per me ha un significato ancora più speciale perché Faust appartiene al grande repertorio francese, una lingua e una cultura che fanno parte della mia vita quotidiana e familiare. Questo legame rende il lavoro sul personaggio, sulla parola e sul fraseggio ancora più autentico. Dal punto di vista vocale, Valentin richiede un equilibrio costante tra nobiltà di fraseggio, slancio lirico e autorevolezza drammatica: una scrittura elegante e raffinata che, pur senza rinunciare alla forza, privilegia sempre l’espressione e la qualità della parola cantata», conclude Petti che sarà impegnato nelle recite del 24 e 27 ottobre e del 3, 5 e 8 novembre. L’ultima rappresentazione sarà trasmessa in diretta su LaScalaTV l’8 novembre alle 19:15.

