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Energie da Tel Aviv

Redazione
Ultima modifica: 8 Ottobre 2013 07:34
Redazione
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A cura di Andrée Ruth ShammahSi ringrazia Aperitivo in concerto per la consulenza artistica di Gianni Gualberto Morelenbaum.

 

Partner principale eni

Con il sostegno di:

Ufficio culturale Ambasciata d’Israele a Roma – Israel 65

Fondazione Italia Israele per la Cultura e per le Arti

 

Il concerto Layla B’Canaan è realizzato con il contributo di Digitalia – Cinema Premium

 

 

Info

Teatro Franco Parenti

via Pier Lombardo14, MilanoBiglietteria 02 59995206 www.teatrofrancoparenti.it

 

Programma

10 – 11 – 12 ottobre

Inbal Pinto & Avshalom Pollak Dance Company

Gold fish

13 – 14 – 15 – 16 ottobre

Niv Sheinfeld & Oren Laor

Two room apartment

13 – 14 ottobre

Tziporela Ensemble

Tziporela Worldwide

15 – 16 ottobre

Sharon Vazanna

The feast

The red fields

17 ottobre Concerto

Talya G.A Solan, Jean-Louis Matinier

Layla B’Canaan (Night in Canaan)

Bigliettiintero > €40 /€32 under25 > €16 over60 > €28Abbonamento 3 spettacolivalido per Gold Fish – Tziporela Worldwide – Layla b’Canaan concerto €75Biglietto giornaliero 13 – 14 ottobre Tziporela Worldwide + Two room apartment €32 (€16 a spettacolo) 15 – 16 ottobre The feast, The red fields (Sharon Vazanna) + Two room apartment €32 (€16 a spettacolo)

Energie da Tel Aviv

Nei corpi che vedrete in questa rassegna raccontare storie di vita vissuta e nella musica che ascolterete nel concerto finale pulsa l’energia che chiunque percorra le strade di Tel Aviv percepisce. L’andatura delle ragazze inconsapevoli della loro bellezza, l’allegria dei gay appartenenti alla comunità più aperta del mondo, i giovani seduti tutti con il computer sulle ginocchia nei bar aperti tutta la notte, le ultime tentazioni tecnologiche esposte nelle vetrine e le infinite discussioni su argomenti di tutti i tipi coperte all’improvviso dalla musica altissima delle auto che sembrano non fermarsi mai. Alcune mattine fa effetto vedere gli ultimi sopravissuti dell’Olocausto incontrare, mentre raggiungono con passo veloce la spiaggia per fare ginnastica, quei giovani che stanno tornando a casa ormai tutti tatuati (incuranti dei divieti della loro tradizione). Alcuni di loro si sono fatti tatuare sulle loro braccia lo stesso numero tatuato sulle braccia dei loro nonni (!).

Una città obbligata a proiettarsi nel futuro, costretta dalle circostanze a re-inventarsi la vita tutti i giorni, questo è il motivo del titolo di questa rassegna. I corpi che vedrete non esprimono la volontà di esibirsi ma la forte necessità di esprimere il bisogno di comunicare la vita, il futuro e la fiducia nel rapporto con il pubblico. In un paese così piccolo nel quale sono presenti più di 100 etnie la danza riflette la vitalità del rinnovamento delle tradizioni e il loro mantenimento, e diventa qualcosa la cui magia, lo spettatore straniero percepisce e anche senza capire dove e come nasce, non riesce a sottrarsi al suo fascino.

Andrée Ruth Shammah

Il gesto oltre la parola

Tutti ovviamente conosciamo o, più verosimilmente, crediamo di conoscere le vicende storiche della geopolitica mediorientale in cui Israele si trova immerso. Ne avvertiamo da tempo, comunque, le dinamiche esacerbate e violente, le tensioni, i drammi, le tragedie: luoghi dove le parole non bastano più, non servono più. E forse questo è il motivo del fiorire nello stato ebraico di una danza contemporanea e di un teatro-danza dalla ferocia espressiva, vitale e atletica, che del corpo fa libro e specchio in cui descrivere, riportare, commentare e trasfigurare la realtà di un silenzio non più occupato dalle parole del dialogo ma dai suoni stridenti dell’ostilità.

Nella tradizione ebraica il “corpo” rappresenta la sintesi di corpo e spirito (la parola “nefesh”, in genere tradotta come “anima”, indica la persona nel suo complesso). La danza nella Torah è intesa come forma di preghiera, come parola e gesto rituale; era impiegata per mantenere la tradizione quando non si potevano, per l’appunto, usare le parole. Laddove, invece, il linguaggio non è più capace o non è (più) sufficiente a dirimere, lenire, conciliare, spiegare, esprimere, rappresentare, mediare, unire o fondere le diversità, il corpo (che per tanto tempo abbiamo pensato inutile accessorio, pesante fardello rispetto all’immediatezza, alla brillantezza, alla varietà caleidoscopica dell’oralità e della verbalità) sa supplire all’incomunicabilità delle parole.

Laddove la parola si arrende, il corpo – che si tratti di teatro – danza, di danza, di musica o di teatro tout court – sa riflettere ed esprimere il pensiero con la generosità espressiva del movimento, sia esso secco e angoloso che ammiccante e sinuoso o ironico e arguto. E non è un caso che l’uso del corpo più emerga laddove i conflitti interculturali mettono a dura prova l’oralità. E Israele, calderone ribollente di etnie e culture, diventa il grande laboratorio della danza contemporanea, del linguaggio e del movimento del corpo come del suono, là dove la Torah ha sin dalla notte dei tempi sancito la sacralità della parola.

Gianni Gualberto Morelenbaum

10 – 11 – 12 ottobre

gio 10 h20.30 – ven11 h20.45 – sab12 h20.45

Inbal Pinto & Avshalom Pollak Dance Company

Goldfish

coreografia e scene Inbal Pinto, Avshalom Pollak

danzatori Michal Almogi, Zvi Fishzon, Noga Harmelin, Yoseph Pollak

musiche: Adam Aston – Polskie Tango, Heinrich Ignaz Franz Biber –

Sonaten Ueber Misterien Des Rosenkranzes, Karel Goeyvaerts – Aquarius, J. S. Bach, Steve Riech, Jonathan Bepler, Art Tatum

costumi Ela Givol

luci Yoann Tivoli

Tournée recenti Cina (Shanghai, Macao), Giappone (Tokyo, Kyoto, Matsumoto), USA (Boston, Philadelphia, Cleveland, New Jersey, Charleston), Brasile (San Paulo, Fortaleza), Uruguay (Montevideo), Colombia (Bogota), Ecuador (Quito, Guayaquil), Norvegia (Oslo, Stavanger), Spagna (Barcellona), Francia (Lione), Malta (Floriana), Romania (Sibiu), Cipro (Limassol, Nicosia).Inbal Pinto e Avshalom Pollak dal 1992 sono acclamati in tutto il mondo con i loro spettacoli di grande vitalità, accuratezza e ironia. Goldfish, scelto per la loro prima volta in Italia, è un gioiello che mescola teatro e danza, un trionfo dell’immaginazione sulla realtà per un pubblico di tutte le età. Dai minimi dettagli della vita quotidiana si spalancano nuovi mondi di poesia e ironia che ci immergono in una fantasia dalle infinite possibilità.

 

13 – 14 – 15 – 16 ottobre

dom13 h19.30/21.30 – lun14 h21.30 – mar15 h21.30 – merc16 h21.30

Niv Sheinfeld & Oren Laor

Two room apartment

di e con Niv Sheinfeld & Oren Laor

Based on the 1987 dance work by Nir Ben Gal and Liat Dror

musiche: Ori Vidislavski (musiche originali), Elton John, Vains of Jenna

costumi Niv Sheinfeld & Oren Laor

luci Netta Koren

Co-produzione Centre National de la Danse, France, Grand Theatre,

Netherlands con il sostegno di Israeli Lottery Fund for Arts and Culture

Tournée recenti Germania (Berlino, Francoforte, Muenster), Francia (Parigi, Montpellier, Marsiglia, Aix en Provence), Paesi Bassi (Amsterdam, Groningen), Regno Unito (Londra, Nottingham), Ungheria (Budapest), Cile (Santiago), Peru (Lima), Ecuador, Svizzera (Basilea, St.Gallen), Bulgaria (Sofia), Repubblica Ceca (Praga), Lituania, Croazia (Zagabria), Grecia (Atene), Brasile (Brasilia, Belo Horizonte), Polonia (Varsavia), Serbia Belgrado), Belgio (Charleroi)

Two Room Apartment, rilettura di una famosa coreografia presentata nel 1987 da Liat Dror e Nir Ben Gal, porta sul palcoscenico i coreografi e danzatori Niv Sheinfeld e Oren Laor per interpretare un duo che riflette il loro rapporto come compagni di vita e di creatività. Ambedue fortemente impegnati nel politico e nel sociale in Israele, attraverso questo lavoro Sheinfeld e Laor esaminano una serie di frontiere e barriere in più contesti: frontiere fisiche come quelle fra due stati o due appartamenti o due stanze, frontiere spirituali come quelle fra vita e recitazione/interpretazione, le barriere e frontiere che l’individuo crea dentro di sé.

Niv Sheinfeld e Oren Laor collaborano dal 2004. I loro lavori combinano danza contemporanea, performing arts e teatro fisico. Niv Sheinfeld ha collaborato a lungo con la Liat Dror & Nir Ben Gal Dance Company, negli ultimi quindici anni si è affermato invece come coreografo indipendente e apprezzato docente, creando acclamati e premiati lavori per Kibbutz Dance Company e BatSheva. Oren Laor ha studiato danza e recitazione presso l’Università di Tel Aviv fra il 1993 e il 1997, collaborando con registi teatrali di fama come Yvgeny Arye, Edna Shavit, Nola Chilton. Dal 2004 si è dedicato con Niv Sheinfeld alla creazione di opere contemporanee per il palcoscenico, dirigendo inoltre il Tmuna Theatre di Tel Aviv.

13 – 14 ottobre

dom13 h16.30 – lun14 h19.30

Tziporela Ensemble

Tziporela Worldwide

di e con Gal Fridman, Lotus Etrog, Efrat Aviv, Omri Doron, Ben Perry,

Tamara Klingon, Dana Ivgy, Tomer Nahir Petluk

Gruppo innovativo, irriverente, scatenato, Tziporela è l’ultima rivelazione che da Tel Aviv parte alla conquista del pubblico internazionale. Nove elementi invadono la scena con le loro irresistibili gag dove si mescolano liberamente teatro, circo, musica, danza, storielle paradossali o venate di malinconia con un’approccio senza tabù alla quotidianità della vita. Sketch fulminanti o scene più complesse come quella ambientata nell’ufficio immigrazione dell’aeroporto con due focosi ufficiali gay contrapposti a un viaggiatore o un pezzo di danza in cui una ragazza aiuta il suo ragazzo a capire come trattarla.

Prendete un cucchiaio di innovazione, mescolate con faccia tosta, satira e danza, tagliate il tutto in brevi sketch e ottenete il più creativo gruppo israeliano del momento: Tziporela. Questa compagnia di nove elementi ha recentemente alzato il sipario sulla sua prima produzione in lingua inglese, Tziporela Worldwide, ottenendo una standing ovation a Tel Aviv. Nonostante non si occupi di tecnologia, la compagnia è stata selezionata fra le 20 start-up più innovative da parte dell’EISP (Entrepreneurship and Innovation Support Program) per il suo “approccio innovativo al teatro che ha cambiato la scena teatrale israeliana”.

The Jerusalem Post

Passando dal nonsense alla satira raffinata, dalla danza all’acrobazia, dal sofisticato al demenziale, dall’umorismo continuativo a sketch di 30 secondi, Tziporela fa di tutto, e con grande di talento.

Time Out Tel Aviv.

15 – 16 ottobre

mar15 h19.30 – merc16 h19.30

Sharon Vazanna

Red fields

coreografia Sharon Vazanna

danzatorE Ravid Abarbanel

musiche: Giuseppe Verdi, estratto da Nabucco: Parte Terza, Scena IV, Coro degli schiavi ebrei – Charles Gounod, estratto da Roméo et Juliette : Atto Primo, Arietta, Je veux vivre

costumi Nir Benita – luci Shachar Werechson

The feast

coreografia Sharon Vazanna

danzatori: Ravid Abarbanel, Dana Zeharia, Sharon Vazanna

musiche originali e editing Shlomi Bitton

musiche Giuseppe Verdi, estratto da La Traviata, Atto Secondo, Scena XI: Di Madride noi siam mattadori; Atto Primo, scena IV: Si ridesta in ciel l’aurora. –

Enrique Granados: La Maja de Goya;

estratto da I have a dream, discorso di Martin Luther King, Jr.

costumi Nir Benita – luci Dani Fishof

Sharon Vazanna è una danzatrice e coreografa dallo stile pulito e grintoso. Presenta due lavori: The red fields e The feast. Il primo è un assolo, premiato a Intimidance Festival 2012, che descrive e commenta l’incontro di una donna con le convenzione sociali. Per potere far parte di un determinato ambiente deve dotarsi di un’immagine colta e appropriata, accantonando il suo lato più istintivo e meno “civilizzato”. I due diversi aspetti entrano in conflitto e la tensione cresce. Quale avrà la meglio? O non si tratta, invece, di una battaglia quotidiana che ogni donna deve affrontare, giorno per giorno?

The feast è un trio centrato sulla lotta di tre donne per ottenere spazio, attenzione, libertà e amore nella giungla umana e i loro tentativi di sopravvivere. I confini fra essere umano ed animale svaniscono nella tensione divorante fra i loro tentativi di inserirsi e di conformarsi alle regole e il desiderio di successo, crescita sociale e potere.

Sharon Vazanna è nata nel 1982 in Olanda ed è cresciuta in Israele. Diplomatasi alla Rotterdam Dance Academy, ha lavorato con Anouk Van Dijk, ha fatto parte della Kibbutz Contemporary Dance Company e del Cullberg Ballet in Svezia. Nel 2009 è tornata in Israele, collaborando ancora con Idan Cohen e partecipando a creazioni di William Forsyth, Jaccobo Godani e Idan Sharabi. Si afferma inoltre come coreografa indipendente.

17 ottobre

giov 17 h 20.45Concerto Layla B’Canaan EnsembleLayla B’Canaan (Notte a Canaan)
Una collaborazione internazionale franco-israeliana

voce: Talya G. A. Solan

fisarmonica: Jean-Louis Matinier

chitarra, pianoforte: Itamar Erez

contrabbasso, oud: Avri Borochov

percussioni: Ben Dagovitch

 

Lalya B’Canaan è uno fra i più significativi epplauditi gruppi musicali israeliani, in grado di esplorare ed illustrare tutti i versanti della tradizione musicale ebraica trapiantatasi e sviluppatasi in Israele. Fondato dalla cantante Talya G. A. Solan, apprezzata voce solista dello Israeli Ethnic Ensemble, beneficia della partecipazione di alcuni fra i migliori e più conosciuti musicisti israeliani e, soprattutto, della presenza di uno fra i più indiscussi e fascinosamente poetici solisti di fisarmonica sulla scena internazionale, Jean-Louis Matinier, già apprezzato a fianco di Juliette Gréco, Anouar Brahem, Renaud Garcia-Fons.

 

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