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Monologo

Vedi alla voce Alma

Redazione
Ultima modifica: 15 Giugno 2017 09:08
Redazione
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Foto di Valentina Bianchi
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Foto di Valentina Bianchi

uno spettacolo Nina’s Drag Queens

drammaturgia e interpretazione Lorenzo Piccolo

regia Alessio Calciolari

disegno e realizzazione luci Andrea Violato

elementi di scena e costume Rosa Mariotti

sound design Silvia Laurenti, restauro sonoro Matteo Lo salvo

tutor Daria Deflorian nell’ambito della residenza artistica: Fuori Zona / Officina LachesiLAB

produzione Aparte – Ali per l’Arte

co-produzione Danae Festival con il sostegno di Fondazione Cariplo, nell’ambito del progetto f-Under 35, Next

si ringrazia Itfestival, progetto Open It

———-

Vedi alla voce Alma, presentato nell’ottobre scorso a Danae Festival, è il primo esperimento di spettacolo solista da parte delle Nina’s Drag Queens, che ha sempre lavorato su un’idea di ensemble. Idealmente, è il primo di una serie. Questo progetto prevede un filone di “stanze”, di solitudini femminili, con piccoli spettacoli-assolo che esaltino le peculiarità interpretative delle diverse anime del gruppo. L’idea della compagnia è di unire tante e diverse solitudini in un unico spettacolo.

Sola in scena coi suoi fantasmi, una donna che donna non è, divisa tra l’amore e il disamore, tra la tragedia e la farsa, tra le grandi muse e le piccole massaie. Tenuta in vita da un filo sottile, il filo di un telefono.

Lo spettacolo è un monologo/melologo per drag queen solista. Prende le mosse da La voce umana di Jean Cocteau, dalla sua trasposizione in opera lirica, musicata da Francis Poulenc, ma anche da un fatto realmente accaduto. La bella e volubile Alma Mahler, musa di tanti artisti del novecento, ebbe una tormentata relazione con il pittore Oscar Kokoschka. Questi, da lei abbandonato, ne fece costruire una bambola a grandezza naturale. Visse con la bambola, la ritrasse, le assegnò una cameriera, la portò in pubblico, finché un giorno, ubriaco, decise di dare un epilogo tragico alla vicenda. Un amore assurdo, violento, epico.

La protagonista de La voce umana, al contrario di Alma, è una donna senza nome, senza identità. Niente di eroico in lei, niente di speciale: questa donna è, sottolinea Cocteau, una “vittima mediocre”. Quest’atto unico è la semplicità portata all’estremo: un interno, una donna, un telefono, l’amore. Eppure è diventato un vero e proprio topos, ha cambiato per sempre la storia del teatro e delle attrici. Perché? Forse perché contiene qualcosa di non pacificato. La tragedia, probabilmente non definitiva, di un mondo non pensato per creature di sesso femminile, la freddezza con cui a volte si liquida il sentimento puro, l’emozione che non riesce a trattenersi.

“Davanti al letto, per terra, è sdraiata una donna, come assassinata. L’autore vorrebbe che l’attrice desse l’impressione di perdere il sangue come una bestia ferita, di terminare l’atto in una camera piena di sangue”. La “scena del crimine” che Cocteau presenta in questa lunga didascalia è il punto di partenza, il campo d’azione della storia e al tempo stesso dell’attore/attrice che la racconta. Mentre la vicenda prosegue e si dipana nel corso della telefonata (resa in playback a sottolineare come sia un “oggetto d’arte”) si muovono in trasparenza i fantasmi di Oskar Kokoschka e Alma Mahler, ma anche di Jean Cocteau e Edith Piaf, e di muse e di artisti di ben più bassa levatura.

È un lavoro a comporre e scomporre materiali. Come afferma lo stesso Cocteau: “Non si tratta qui di risolvere alcun problema psicologico. Si tratta di risolvere questioni di ordine teatrale”.

«Non mancano bravura interpretativa, adattamento drammaturgico, felici tradimenti del testo, indovinate scorribande poetiche intorno all’opera con playback esilaranti e tecnicamente perfetti. (…) Vien voglia di vedere almeno un’altra ora e mezzo di spettacolo».

Martina Parenti, Lo Sguardo di Arlecchino

———-

Elfo Puccini Sala Bausch, corso Buenos Aires 33, Milano – Orari: lunedì/venerdì ore19:30 – Prezzi: Intero € 32.50, Ridotto € 17, Martedì € 21,50 – Prenotazioni e prevendita: tel. 02.0066.06.06, www.elfo.org

Giorgio Montanini, con il suo ultimo spettacolo “UNDICEXIMO”
“Da consumarsi preferibilmente in equilibrio” al Teatro Corsini di Barberino di Mugello
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