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Teatrionline > Blog > Prosa > Le memorie di un impresario ovvero in principio era il Teatro
Prosa

Le memorie di un impresario ovvero in principio era il Teatro

Redazione
Ultima modifica: 21 Novembre 2012 13:52
Redazione
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Da un’ idea di Mario Moretti e Carlo Molfese

Con Antonio Coppola, Loredana Castrovilli, Maria Giordano, Emanuele Pedini

Con la partecipazione in video della compagnia del Teatro Tenda

 


Impianto scenico Toni Sarnataro 

Elaborazioni musicali Mariano Perrella

Movimenti coreografici Alessandra Puglielli progetto video audio Enrico Claro

Assistenza tecnica Maurizio Manzi

Assistente alla regia Eleonora Manzi

Regia Marco Simeoli

Guitto, buffone, pagliaccio: storia di un impresario, storia di Carlo Molfese.

Con “Le memorie di un impresario, ovvero in principio era il teatro’’, Molfese racconta la sua storia.

Questo napoletano doc, rappresenta in realtà un pezzo importante della storia recente del teatro a Roma. Fu lui che nel lontano 1976 creò il primo vero Teatro Tenda a piazza Mancini, si inventò, insomma, il primo palcoscenico popolare non fatto di mattoni, non chiuso in un palazzo, senza velluti, senza poltrone rosse. L’ idea di un teatro «mobile» e non «stabile», potenzialmente itinerante, aperto a un pubblico non borghese. In altri termini, per quell’ epoca, un’ autentica rivoluzione. Un teatro non convenzionale, che però, fino al 1984, ospitò il meglio della creatività teatrale del momento: dal classico alla sperimentazione, dalla grande tradizione alle novità drammaturgiche. Tutti, o quasi, i grandi autori e attori, i mattatori, gli affabulatori sono passati al Teatro Tenda Mancini: da Eduardo De Filippo a Gigi Proietti, da Vittorio Gassman a Massimo Troisi, da Carmelo Bene a Roberto Benigni, da Dario Fo a Domenico Modugno. Fra gli stranieri, Tadeusz Kantor con «La classe morta», Marcel Marceau e Le Grand Magic Circus di Gerome Savary,Victoria Chaplin e Jango Edwards.

Ed è questa bella avventura personale e artistica che Molfese racconta nello spettacolo. Un’ agile carrellata, divertente e ironica, attraverso i ricordi di questo eclettico artista, diventato poi impresario, tra gustosi aneddoti, poesie, molte canzoni e «macchiette». Un pirotecnico pamphlet, cui si aggiungono le testimonianze virtuali di tanti «amici» del Tenda Mancini, fra cui Federico Fellini che, in un filmato, dice tra l’ altro: «Del Teatro Tenda ho un ricordo simpatico, di qualcosa di povero, modesto, umile, provvisorio. Aveva la stessa aria che suggeriva il circo la prima volta che l’ ho visto».

Roma, in quel periodo, viveva sotto la cappa degli anni di piombo. Rammenta Molfese: «Si sparava per le strade e la maggioranza della gente se ne stava rintanata in casa. Ma noi riuscivamo a riempire il teatro, raggiungendo anche le oltre duemila presenze a sera come si è verificato per molti mesi con lo storico e ancor oggi ricordato da molti:«A me gli occhi please» con Gigi Proietti.

Quest’avventura ebbe inizio con il Teatro Tenda che prima di Piazza Mancini,si spostava in giro per Roma toccando tutti i quartieri con uno spettacolo dal titolo: “ Alle nove sottocasa “,era il teatro che andava a trovare il pubblico della città.

Molfese,riprendendo quella idea,vuole ripetere l’esperienza con un tour nei teatri romani per andare sul posto a ringraziare e salutare quel pubblico che ancora ricorda quella esaltante avventura e i moltissimi giovani che ne hanno sentito parlare e ai quali bisogna consegnare una memoria storica di quella stagione culturale e sociale tanto ricca di avvenimenti,di personalità e di grandi cambiamenti.

Un giro per Roma e Provincia che vuole essere per Molfese una sorta di pellegrinaggio/giubileo che coincide con i 50 anni di attività come impresario.

Carlo Molfese

Molfese nasce il 26 maggio 1934 a Brienza, un piccolo paese in provincia di Potenza. Come recita il suo certificato integrale di nascita egli era: “nato occasionalmente in questo comune da genitori nomadi.”

La madre e il padre, giovanissimi attori, avevano infatti fatto tappa a Brienza con la compagnia di Carlo Titta, una gloriosa compagnia di scavalcamontagne. Sempre a Brienza avviene il suo debutto come attore a soli quattro giorni di età ne I figli di nessuno, un famoso drammone popolare.

Avviato agli studi di giurisprudenza, abbandona l’università al primo anno per seguire la vocazione teatrale.

Comincia fin da ragazzo a frequentare assiduamente la cosiddetta “università del teatro”: la Galleria Umberto I di Napoli, ritrovo di molti artisti dove, grazie a suo padre Marcello, entra in contatto con Nino Taranto, Pietro De Vico, Ugo D’Alessio, Franco Sportelli, Pupella e Rosalia Maggio e tanti altri grandi interpreti del teatro napoletano.

L’amore per Napoli è stato tale che Molfese si è sempre sentito orgoglioso della sua duplice origini: lucano di nascita e napoletano di adozione.

Il debutto vero, come attore, avviene a 18 anni nello spettacolo ‘O Zampugnaro ‘nnamurato, organizzato da suo padre in omaggio ad Armando Gill.

Dopo alterne fortune come attore di avanspettacolo e sceneggiate napoletane, nel 1958 avviene un grande incontro: Totò lo chiama per trascrivere in vernacolo napoletano le sue poesie, quelle che poi verranno raccolte sotto il titolo di ‘A livella.

Successivamente, tra il 1958 ed il 1962, altri incontri saranno significativi per la sua carriera: Amedeo Nazzari, Vittorio De Sica, Aldo Fabrizi e ancora Nino Taranto, con il quale realizza il primo grande spettacolo come organizzatore: Sette italiani da salvare, scritto da Dino Verde, che segna il ritorno di Taranto alla rivista.

Nel 1962 dopo aver provato quasi tutti i mestieri teatrali, decide di diventare impresario. Fino al ’67 dirige il Teatro delle Muse di Roma, con programmazioni per quegli anni inconsuete e chiamando artisti come Carmelo Bene, Paolo Poli, Laura Betti, Giancarlo Cobelli. Quest’ultimo mette in scena La caserma delle fate, con un protagonista che diventerà fondamentale per la sua carriera artistica e, soprattutto, per il teatro Italiano: Gigi Proietti.

Nello stesso teatro organizza anche una serie di recital di giovani cantautori come Gino Paoli, Umberto Bindi, Sergio Endrigo, Gino Negri, Fred Bongusto. In quegli anni Molfese cura anche i recital italiani di Gilbert Becaud e, insieme con Sergio Bernardini, l’ultima tournée italiana di Josephine Baker che prende il via dal Teatro Sistina di Roma.

Poi si dedica al cabaret: prima lancia il Petrolini di Fiorenzo Fiorentini al CAB 37 e in seguito, al Teatro Sancarlino, giovani emergenti come Claudio Baglioni, Lino Banfi e Vittorio Marsiglia.

Nel 1973 si concretizza l’idea di creare quello che sarà poi il Teatro Tenda, esperienza teatrale che si rivelerà importantissima e segnerà una svolta nel modo tradizionale di fare teatro. Per un’intera stagione realizza il primo decentramento culturale nei quartieri popolari di Roma con Pippo Baudo, Gianni Nazzaro e Lino Banfi. Nel 1975 ripete l’esperienza con Aldo Fabrizi in uno spettacolo dal titolo un po’ retrò: Baci, promesse, carezze, lusinghe e illusioni…. L’anno successivo il Teatro Tenda trova una sede definitiva in Piazza Mancini (sempre a Roma) e da lì una svolta significativa nella sua attività: dopo il Masaniello di Elvio Porta e un recital di Dario Fo, che segna il boom di questo attore, decide di imboccare definitivamente la strada della novità. Sono gli anni dei grandi spettacoli popolari che attirano migliaia di spettatori.

Prendono il volo dal Teatro Tenda attori come Gigi Proietti (il suo A me gli occhi, please infrange tutti i record di incasso e di presenza); Roberto Benigni (allora poco conosciuto al grande pubblico); Renato Zero (alla sua prima apparizione romana in uno spazio così ampio); I Gatti di Vicolo Miracoli (che da lì passano al cinema); La Smorfia di Lello Arena, Enzo De Caro e Massimo Troisi; Vittorio Gassmann (con i suoi 7 giorni all’asta); Lucio Dalla, Pino Daniele, Salvo Randone, Victoria Chaplin e Tadeusz Kantor.

Fra i tanti eventi del Teatro Tenda va ricordato il grande successo della serata dedicata a Eduardo De Filippo in occasione del suo ottantesimo compleanno: Lieta serata insieme ad Eduardo ed ai suoi compagni d’arte, manifestazione che vide la partecipazione di tutto il mondo del teatro italiano.

Come impresario Molfese ha poi legato il suo nome a protagonisti come Vittorio Caprioli, Domenico Modugno, Mario Scaccia, Stefano Satta Flores, Aldo Giuffrè, Giancarlo Sbragia, Giovanna Ralli, Lina Volonghi e tanti altri per un’attività produttiva di circa 60 spettacoli.

Va segnalata la realizzazione al Festival di Spoleto nel 1986 della commedia Piccoli equivoci con Sergio Castellitto ed Elisabetta Pozzi, spettacolo che segna il debutto di un nuovo autore come Claudio Bigagli.

Alla fine degli anni ottanta Molfese riapre un vecchio teatro romano, il Giulio Cesare e per l’occasione mette in scena, anche come produttore, uno spettacolo scritto da Elvio Porta: L’opera d’e muort’e famme, con protagonisti Vittorio Caprioli e Angela Pagano. Successivamente allestisce il musical Cyrano con Domenico Modugno.

Nel 1989, grazie a Gigi Proietti, torna a recitare in una sit-com televisiva di grande successo: Villa Arzilla, su Rai 2. Poi, sempre con Proietti, è il padrone di casa di Club ’92, varietà del venerdì sera, ancora su Rai 2. Di nuovo con Proietti in Italian Restaurant e poi con Renzo Arbore in Caro Totò, trasmissione televisiva dedicata al Principe De Curtis.

Nel 1992, a Villa Erba, a Cernobbio, organizza, con l’aiuto di Ghigo De Chiara, un evento (convegno – mostra – spettacolo), dedicato a Eduardo De Filippo, dal titolo: Sabato, domenica e lunedì con Eduardo nel mondo. È un incontro di grandi protagonisti internazionali che hanno allestito le opere di Eduardo in tutto il mondo. Partecipano a questo evento oltre 70 artisti in rappresentanza di oltre 30 Paesi. La manifestazione si conclude con un serata televisiva presentata da Antonio Lubrano per Rai 2, dal titolo Una festa per Eduardo.

Nel 1994 Molfese riapre il Teatro Belsito, proponendo una stagione dedicata all’operetta e al teatro napoletano con Vittorio Marsiglia.

Nel 1998 è fra i protagonisti del film di Ettore Scola La Cena, che gli vale un Nastro d’Argento assieme ai protagonisti maschili del film.

Nelle stagioni teatrali 1998/1999 è protagonista con Ugo Pagliai e Paola Gassmann della commedia di Vitaliano Brancati Una donna di casa.

Ha partecipato all’ultimo film di Ettore Scola, Concorrenza sleale.

Per la televisione ha svolto una intensa attività prima come produttore e autore, poi come attore in numerosissime fiction, attività che si è protratta fino al 2004/2005.

Alla fine del 2006 pubblica insieme a Gennaro Colangelo il libro Un Teatro a Roma, storia del Teatro Tenda di Piazza Mancini, cui fa seguito una mostra di manifesti, fotografie e documenti e successivamente un film/documentario dal titolo In principio era il Teatro.

A luglio del 2007 è invitato da Simona Marchini a concludere il Festival di Todi con lo spettacolo Le Memorie di un Impresario.

Alla fine dell’estate dello stesso anno gli vengono assegnati due riconoscimenti molto significativi: il Premio Charlot ed il Premio Franco Enriquez.

Filmografia

Villa Arzilla (1990) – TV

  • Italian Restaurant (1994) – TV

  • La Cena (1998), regia: Ettore Scola

  • Il Maresciallo Rocca (1998) – TV

  • Concorrenza sleale (2001), regia: Ettore Scola

  • Amedeo Nazzari, un divo italiano (2001) – Documentario TV

  • Le Ragazze di Miss Italia (2002) – TV

  • La Repubblica Di San Gennaro (2003), regia: Massimo Costa

  • Raccontami una storia (2003) – TV

  • Un medico in famiglia 4 (2004) – TV

  • Il veterinario (2005) – TV

  • L’amore non basta (2005) – TV

Il regista: Marco Simeoli

Attore, regista e autore si è diplomato al Laboratorio di Esercitazioni Sceniche di Roma diretto da Gigi Proietti dopo aver seguito vari seminari di recitazione tra cui quello su L’uomo e l’attore tenuto da Orazio Costa, lo Stage internazionale di Commedia dell’Arte” tenuto da Antonio Fava, su L’attore che canta il musical tenuto da Penny Fuller e ancora con Ennio Coltorti, Alvaro Piccardi, Elisabetta Pozzi, Yves Lebreton e i fratelli Colombaioni. Ha seguito corsi di doppiaggio presso la Fonoroma, di musica con Germano Mazzocchetti e canto con Donatella Pandimiglio. Cofondatore del gruppo “I Picari” col quale ha realizzato una ventina di spettacoli, una sit-com e ha ricevuto nel 2006 il Premio Petrolini, ha lavorato in teatro, in cinema ed in televisione con Gigi Proietti, Ennio Coltorti, Bruno Corbucci, Vittorio Marsiglia, Luigi Squarzina, Marina Malfatti, Regina Bianchi, Carlo Lizzani, Valter Lupo, Sergio Japino, Gianfranco D’Angelo, Francesco Tavassi, Rosario Galli, Compagnia “Attori e Tecnici”, Johnny Dorelli, Giancarlo Sammartano, Riccardo Cavallo, Renato Greco, Tommaso Paolucci, Gino Landi, Armando Trovajoli, Giorgio Albertazzi, Daniele Salvo, Pier Francesco Pingitore, Alessandro Capone, Vittorio Sindoni, Luca e Paolo, Luca Manfredi, Giorgio Capitani, Stefano Reali, Pino Quartullo, Ammendola&Pistoia, Ettore Scola, Raffaele Verzillo, Fausto Brizzi, Carlo Vanzina. Le sue ultime regie Sweeney Todd il musical e Il caso Majorana show.

Le sue ultime apparizioni televisive sono state nelle fiction Distretto di polizia 8 (Can.5), Camera cafè (Italia 1) e Butta la luna (Rai Uno). Al cinema nel film EX regia di Fausto Brizzi. Nel 2006 è uscito per la Dino Audino editore un suo libro dal titolo Mettere in scena uno spettacolo e dal 2008 è autore regista e interprete dello spettacolo Napoli è ‘na parola che propone in vari teatri e città.

 

Teatro Greco

Via R. Leoncavallo, 10 – ROMA

Tel. 06 8607513 – promozioneteatrogreco@yahoo.it – www.teatrogreco.it

Orario botteghino: tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 16,30 alle 19. Mercoledì riposo

Parcheggio convenzionato con il Teatro Greco in V.le Arrigo Boito n°49.

BIGLIETTI: Polt.ma intero € 18,00- Polt.ma ridotto € 15,00 – Poltrona Intero € 15,00 – Poltrona ridotto € 10,00

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Horse Head
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