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Teatrionline > Blog > Danza/Balletto > Van Gogh
Danza/Balletto

Van Gogh

Redazione
Ultima modifica: 25 Novembre 2013 20:17
Redazione
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foto27 -28 novembre h 21

MDA PRODUZIONI DANZA-PETRILLO DANZA

VAN GOGH

Physical performance with adaptable installation

da un’idea del Dott. Renzo Ovidi

coreografia Loris Petrillo

drammaturgia Massimiliano Burini

interprete Nicola Simone Cisternino

musiche: diepenbrock, handel , ibsen , wagner , bach

disegno luci : Loris Petrillo

durata 60′ circa

Ispirato da un’idea del Medico Chirurgo nonché caro amico Dott. Renzo Ovidi,secondo il quale Vincent Van Gogh,notoriamente considerato un pittore pazzo morto suicida, in realtà non era quel folle che la storia ci ha presentato bensì un uomo affetto da sindrome carenziale affettiva di probabile origine familiare, Loris Petrillo crea la sua nuova opera utilizzando la coreografia non come mezzo descrittivo, ma conferendole una funzione espressiva istintiva in grado di suscitare emozioni.

Così come Van Gogh non narra attraverso la pittura fatti o descrive luoghi, ma è interessato piuttosto al significato di ciò che rappresenta, Loris Petrillo elude dal racconto biografico del personaggio per creare lui stesso opere corografiche a Van Gogh dedicate.

Dall’acquisizione incrociata della lettura specificatamente clinica del Dott. Ovidi da una parte, e quella poetica e teatrale del Regista Drammaturgo Massimiliano Burini dall’altra,Petrillo rielabora un’idea personale del caso, che sviscera attraverso la fisicità dell’unico performer in scena in una sequenza di quadri coreografici e teatrali. In un ordine temporale casuale,ma incastonati secondo l’istinto creativo di chi li ha realizzati,ciascuno dei quadri rievoca un sentimento o uno stato patologico del Pittore: la sindrome depressiva generata dal forte bisogno di affetto; la ricerca di comunicazione con suo fratello Theo; la vocazione alla professione di predicatore; l’angoscia e l’inquietudine che trasformano egli stesso in un corvo; l’entusiasmo del periodo luminoso e bucolico ad Arles; lo scompenso morale che lo conduce in una strada tortuosa fatta di crolli,collassi e cadute morali; l’autolesionismo come incapacità di subliminare la propria sofferenza; la totale crisi personale che lo condurrà alla scelta estrema di morire.

Van Gogh ,uno spettacolo versatile nella sua struttura registica che si colloca perfettamente nel contenitore palcoscenico,ma si adatta benissimo,grazie alla sua impostazione installativa,in contesti scenici alternativi ed itineranti. La scena è neutra ,come una tela incontaminata che va via via riempiendosi di elementi,immagini ,azioni e sguardi che rievocano tutta la natura del personaggio secondo la lettura personale del coreografo Loris Petrillo.

VINCENT VAN GOGH

I colori della sofferenza

Nonostante la storia ce lo abbia presentato come un pittore pazzo, Vincent Van Gogh oggi sarebbe considerato una personalità borderline,collocabile cioè in un territorio di confine ai margini tra nevrosi e psicosi.

Da una attenta analisi delle sue opere si può dimostrare come una personalità borderline depressa e frustrata nella sua sfera affettiva, può essere spinta al suicidio.

Ma per giungere ad una valutazione clinica è necessario conoscere la storia di Vincent Van Gogh e confrontarla con le principali opere di quel momento.

Il suo principale bisogno era l’affetto. Un affetto che non ha mai ricevuto dalla sua famiglia, tranne che dal fratello Theo. Questo genera in lui una sindrome depressiva che lo condurrà a facili scompensi e a mostrare la sua vera natura borderline.

In questo caso la pittura non è un elemento compensativo terapeutico ma l’esternazione della sua sofferenza, e quindi, gli fa da specchio creando scompensi sempre più gravi nella sua già fragile struttura borderline.

V.G. riesce ad esprimere la sua sofferenza, non usando parole ma attraverso i colori. Le sue opere sono un continuo manifestarsi dei propri sentimenti e del suo stato patologico:l’entusiasmo,la malanconica,lo scompenso.

Le lettere scritte al fratello dichiarano con estrema lucidità questi suoi altalenanti stati d’animo che oggi cureremmo con un percorso psicoanalitico, analizzando questa sindrome carenziale affettiva di probabile origine familiare che forse, non salverebbe soltanto la vita di Vincent Van Gogh che in tutta la sua breve vita non ha fatto altro che chiedere silenziosamente aiuto ma forse anche quella del suo amato fratello Theo. Per concludere, in base a questa chiave di lettura si può dire che le sue opere sono un diario non scritto dove senza dire o scrivere una parola, è espressa tutta la sua natura.

Dott.Renzo Ovidi

NEL SILENZIO DI UN CAMPO DI GRANO CON CORVI

Briciole di grano

il vento le violenta al mio passaggio

la strada è segnata

la percorro verso il nuovo domani

insieme ai neri corvi miei compagni

lascio la luce per il buio in cui mi annullo.

Vincent Van Gogh è un uomo che nella sua intera vita non ha mai venduto un quadro. Per tutta la sua esistenza ha cercato di essere utile all’umanità. Non gli è stato mai possibile. Il suo animo cosi pieno di energia si è proiettato tutto nell’arte, quella figurativa,quella della tela, quella del colore. Non era la sua mente ad essere tormentata, malata o deviata. Quello che era malato era il suo animo. L’anima di Vincent Van Gogh soffriva, era ferita. Una ferita che non riusciva a trovare una consolazione,una pace. Voleva essere amato,ascoltato,voleva esser d’aiuto, perche sentiva dentro di sè una forza che lo spingeva verso gli altri.

Tutto era sensazione, sinestesia. L’arte assume cosi un ruolo catartico. Autodidatta sente l’impulso di veicolare questa energia in un gesto,che potesse mostrare il suo mondo interno,questa irrefrenabile energia. Ecco che le forme iniziano a muoversi,a perdere i contorni netti,perche il corpo diventa azione attraverso il suo gesto e il colore esplode con pennellate sempre più vorticose. Sinestesia di movimento e colore,musica che si percepisce dalle opere,armonia,ritmo,tempo,movimento.

La performance si snoda sul rapporto dell’energia emotiva dell’artista in relazione con il colore.

L’avventura di Van Gogh si concentra sul rapporto del suo profondo stato emotivo sviscerando la sensazione attraverso il movimento del corpo.

La drammaturgia del colore ha segnato la vita di Van Gogh, ne ha definito i passaggi e le opere. Sarà il colore che rievocherà la vita di Vincent,e il movimento delineerà i suoi cambiamenti emotivi e il suo evolversi.

Massimiliano Burini

Biglietteria stagione danza

intero € 15,00

ridotto € 12,00

Abbonamenti

carnet 10 spettacoli a scelta (prosa+danza) € 100,00

carnet 5 spettacoli a scelta (prosa+danza) € 60,00

Botteghino:

dal martedì al venerdì dalle 9 alle 21.30 orario continuato

lunedì dalle 9 alle 18,00

sabato dalle 16 alle 21,30

domenica dalle 16 alle 19

Teatro Vascello _ Via Giacinto Carini 78 _ Zona: Monteverde ROMA

Teatro Vascello

Via Giacinto Carini 78

Cap 00152 Monteverde Roma

www.teatrovascello.it

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UNO SPAZIO DI LIBERTA’ DOVE L’IMMAGINAZIONE DIVENTA REALTA’

Come raggiungerci: Il Teatro Vascello si trova in Via G. Carini 78 a Monteverde Vecchio a Roma sopra a Trastevere, vicino al Gianicolo. Con mezzi privati: Parcheggio per automobili lungo Via delle Mura Gianicolensi, a circa 100 metri dal Teatro. Parcheggi a pagamento vicini al Teatro Vascello: Via Giacinto Carini, 43, Roma tel 06 5800108; Via Francesco Saverio Sprovieri, 10, Roma tel 06 58122552; Via Maurizio Quadrio, 22, 00152 Roma tel 06 5803217. Con mezzi pubblici: autobus 75 ferma davanti al teatro Vascello che si può prendere da stazione Termini, Colosseo, Piramide, oppure: 44, 710, 870, 871. Treno Metropolitano: da Ostiense fermata Stazione Quattro Venti a due passi dal Teatro Vascello

Coop. La Fabbrica dell’Attore (ONLUS) iscritta all’Albo delle Cooperative n.A138933 Partita Iva 00987471000 C.F. 01340410586

via Giacinto Carini n.78 00152 Roma tel. 065881021 fax 065816623 E-mail: amministrazione@teatrovascello.it www.teatrovascello.it

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