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Teatrionline > Blog > Prosa > Dopo 100 anni “L’internazionale”
Prosa

Dopo 100 anni “L’internazionale”

Francesca Bianco
Ultima modifica: 3 Novembre 2014 14:58
Francesca Bianco
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fotoRoberto Bracco

più nessuno lo ricorda. Eppure il drammaturgo napoletano, nato nel 1861, fu famosissimo tra fine Ottocento e inizio Novecento, sfiorando più di una volta anche il Premio Nobel per la letteratura. Morì malato a Sorrento nel 1943, dopo aver rifiutato un sussidio da parte di Mussolini. Ma fu proprio la sua avversione al regime fascista (fu uno dei firmatari del Manifesto degli intellettuali antifascisti, redatto da Benedetto Croce nel 1925) a causargli una sorta di damnatio memoriae, a farlo scomparire dalle scene. Del resto proprio l’anno scorso è caduto il settantesimo anniversario della sua morte senza che la città o il mondo del teatro lo abbia ricordato. Oggi però qualcosa si muove e Bracco torna finalmente in scena con “L’internazionale” applaudito al teatro Galleria Toledo. Primo passo del “progetto-Bracco”, un recupero delle opere del drammaturgo dimenticato ad opera di Giovanni Meola e della compagnia Virus Teatrali.

La prima volta che andò in scena fu il 1915. Cento anni dopo rivive la canzonettista Mignon Floris, avvolta in una cartina dell’Europa, su di un palco privo di scenografia, fa la sua comparsa in scena tra le musiche che accompagnano gran parte delle sue movenze. Ma non è più la stessa cantante spensierata che ha collezionato amori in mezza Europa, qualcosa la turba. I suoi pensieri vanno a quei ragazzi che ha amato, ognuno di loro sta per diventare uomo andando alla guerra. Ed è per questo che Mignon scrive lettere e telegrammi. Scrive alle famiglie di quei ragazzi, scrive ai politici ai generali, a chi può fare qualsiasi cosa per fermare la barbarie della guerra. Il testo è infatti una risposta all’interventismo di quegli anni, quando si doveva decidere se partecipare o meno alla Prima guerra mondiale. La storia ruota sul confronto di Mignon con il suo amante Renzo, che resosi conto della distanza della giovane le chiede spiegazioni. Per la sua fitta corrispondenza con mezza Europa l’artista riceve una visita inaspettata: il cavalier Aprile, commissario di polizia che vede in lei una spia.

La bellezza dei costumi e la comicità di alcune parti, soprattutto con la venuta in scena del personaggio del cavaliere che strappa al pubblico più di un sorriso, rendono godibile lo spettacolo. Una messa in scena che pecca però per l’assoluta mancanza di scenografia (la cartina presente per tutta la pièce poteva essere un elemento scenico decisivo se gestito diversamente) e l’eccessiva freddezza dell’interpretazione, specie nel caso della protagonista.

con:

Sara Missaglia – ( nel ruolo di Mignon )

Luca di Tommaso – ( nel ruolo di Renzo )

Luigi Credendino – ( nel ruolo di Cavalier Aprile)

Simona Pipolo – (nel ruolo della domestica Virginia)

scene | Armando Alovisi

costumi / Annalisa Ciaramella

ass.te alla regia | Serena Russo

fotografo di scena | Alessandro Pone

progetto grafico | Irene Petagna

una produzione | VIRUS TEATRALI

presentata da | Le Pecore Nere

in collaborazione con | Factory Costumi

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