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Teatrionline > Blog > Prosa > Carosello italiano ovvero cosa vuol dire sentirsi italiani?
Prosa

Carosello italiano ovvero cosa vuol dire sentirsi italiani?

Redazione
Ultima modifica: 27 Maggio 2016 08:45
Redazione
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fotoin scena Laboratorio Teatrale Integrato Piero Gabrielli

drammaturgia Attilio Marangon


regia Roberto Gandini


scena Paolo Ferrari – costumi Loredana Maria Spadoni

musiche Roberto Gori – eseguite in scena da Roberto Gori e Attilio Marangon

con Veronica Aprile, Silvia Bartolomei, Melissa Cahigan, Michela Caponi, Maura Ceccarelli, Francesco De Miranda, Federico Fedele, Camilla Forti Bernini, Carlos Carcia, Maddalena Giorni, Matteo Leporelli, Sara Libertucci, Fabrizio Lisi, Edoardo Lombardo, Vittoria Mazzetti di Pietralata, Francesca Nicosia, Alessandro Nobile, Gabriele Ortenzi, Fabio Piperno, Emmanuel Rotunno, Sara Tosato, Livia Travia, Angelica Zaki, Lucia Zorzoli

coordinamento pedagogico Carla Dantimi – consulenza specialistica Maria Irene Sarti


assistente alla regia Luciano Pastori – supporto ai ragazzi Giulia Tetta

Produzione Teatro di Roma

————

Giovedì 2 giugno (ore 21) al Teatro Argentina è di scena l’identità nazionale raccontata attraverso un “carosello” teatrale per riflettere sul senso di appartenenza al nostro Paese e sul significato di sentirsi italiani, nel giorno in cui l’Italia celebra la nascita della Repubblica.

Con CAROSELLO ITALIANO – ovvero cosa vuol dire sentirsi italiani? i giovani attori con e senza disabilità del Laboratorio Teatrale Integrato Piero Gabrielli, diretti da Roberto Gandini, portano sul palcoscenico 70 anni di Repubblica, una storia di impegno e passioni, di contrasti e sofferenze, declinata attraverso le vicende dell’Eneide che diventa metafora di migranti e profughi in fuga, epopea di una cultura e società che affonda nei temi del “confine” e della “terra straniera”.

Lo spettacolo, dedicato alla Festa della Repubblica Italiana, è una produzione Teatro di Roma, in replica il 3 e 4 giugno (ore 10.30) e il 5 giugno (ore 19).

«Durante i primi incontri laboratoriali, abbiamo pensato che per parlare dell’italianità avremmo dovuto domandarci innanzitutto cosa voleva dire per noi sentirci italiani e ci siamo resi conto che il compito era difficile, anche perché negli ultimi tempi la cronaca ci imponeva rapidi e continui capovolgimenti di significato rispetto a parole come nazione, identità culturale, regole di convivenza civile – racconta il regista Roberto Gandini che riflette sul concetto di “italianità” – Diventava allora più facile ragionare sui nostri difetti, capire quel che siamo, magari usando lo sguardo degli stranieri, ripensando ai preconcetti che all’estero si hanno sugli italiani, piuttosto che trovare quei tratti comuni che ci fanno sentire un popolo. E allora, partendo dalle osservazioni di Carlos e Melissa, due ragazzi del Laboratorio i cui genitori non sono nati in Italia, proprio attraverso il loro modo di vedere un po’ distaccato, abbiamo trovato le idee per lo spettacolo. E subito sono emersi i nostri difetti: pressappochismo, trasformismo, esterofilismo, e alla fine sono diventati una scena a più quadri». Infatti, sono dodici i quadri che danno forma allo spettacolo e che traggono ispirazione dalla letteratura per ragazzi, come nel caso della storia risorgimentale La piccola vedetta lombarda di Edmondo De Amicis da Cuore, oppure dal Dizionario dei gesti italiani di Bruno Munari, dal quale è nata La canzone dei gesti, un tratto imprescindibile che caratterizza il popolo italiano. Ad aiutare e guidare lo spettatore nel compito di riflettere e raccontare l’Italia troviamo Enea, lo straniero in fuga dalla guerra, che fonda una nuova civiltà dopo aver superato difficoltà sovrumane. Così l’Eneide è metafora per raccontare un aspetto della nostra cultura che ci accomuna a tanti altri popoli: l’emigrazione e l’immigrazione. «Delle tante vicende dell’Eneide abbiamo scelto quelle a cavallo fra il V° e il VI° libro e cioè la morte di Palinuro e la discesa nell’Ade – continua Roberto Gandini – Quel Palinuro che scivola sul fondo del mare da un “barcone”, ci sembrava attuale, ci sembrava parlasse di oggi, come succede ai classici che, come dice Calvino, non hanno mai finito di dire quel che hanno da dire».

Questo viaggio, intrapreso per capire quel che siamo partendo da quello che sembriamo, dagli stereotipi a quelli che sono i denominatori comuni che ci fanno sentire un popolo, viene proposto dai ragazzi con e senza disabilità del Piero Gabrielli che, con i loro entusiasmi e le loro fragilità, ci suggerisco un modo diverso di stare insieme, di sentirci italiani. «Il titolo dello spettacolo è venuto cercando una musica per un balletto – continua Roberto Gandini – È saltata fuori la sigla dell’antica trasmissione televisiva “Carosello”, alla quale abbiamo aggiunto “italiano”, anche per non confonderlo con il film di Ettore Giannini “Carosello napoletano”. Una poesia di Giorgio Caproni “Falsa indicazione” ci ha ispirato lo sketch in versi “L’alberello”: “Confine” diceva il cartello. / Cercai la dogana. Non c’era. / Non vidi dietro il cancello / ombra di terra straniera. Altri spunti ci sono venuti ripescando dal passato del nostro paese, storie d’italiani che hanno perso la vita, diventando “Màrtiri”, non avendo, il più delle volte, nessuna vocazione al martirio».

Il Laboratorio Teatrale Integrato Piero Gabrielli è un’attività promossa, finanziata e organizzata da Roma Capitale – Dipartimento Politiche Sociali, Sussidiarietà e Salute, dall’Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio e dal Teatro di Roma. Dal 1994 ad oggi, il progetto è riuscito a mettere insieme 22 laboratori pilota, 260 laboratori decentrati, 344 incontri di diffusione, 179 spettacoli, 567 repliche in teatri e scuole, 55 video, coinvolgendo un totale di 175.437 spettatori, 19.939 ragazzi di cui 5.375 con disabilità, 3.640 docenti, 661 scuole, 695 teatranti.

Nell’anno 2016 le scuole coinvolte sono state 10; in tutte si è tenuti un Laboratorio Blog e in 8 di esse è stato svolto anche il Laboratorio di Scene e Costumi, per un totale di 28 laboratori. Si sono svolti inoltre 16 Incontri di Diffusione presso le scuole di Roma Capitale e 18 incontri con gruppi di studenti a cura degli attori della Piccola Compagnia Piero Gabrielli sul tema “Grammatica della Fantasia da Gianni Rodari.

Promosso nel 1994 dal Teatro di Roma titolato al suo ideatore e fondatore, affidato al coordinamento di Roberto Gandini per il settore artistico, il Piero Gabrielli è considerato tra i più importanti programmi di “integrazione” e “socializzazione”. Nel 2007 l’esperienza teatrale di alcuni ragazzi che avevano partecipato ai progetti del laboratorio, prendendo parte a spettacoli come La sirena di Rodari, La tempesta di Shakespeare e Il Purgatorio di Dante, è confluita in una nuova sfida: la nascita della Piccola Compagnia. Con la costituzione di questo gruppo, il “Piero Gabrielli” ha inaugurato una nuova prospettiva nel campo della ricerca teatrale con la disabilità, sperimentando le possibilità lavorative di questi ragazzi disabili e non, che affrontano il teatro con modalità professionali, in condizioni di reale autonomia. Con i suoi allestimenti, adattabili agli spazi più diversi, anche non teatrali, la Piccola Compagnia diffonde lo spirito del “Piero Gabrielli” sia nelle scuole di ogni ordine e grado di Roma, sia sui palcoscenici dei maggiori teatri italiani ed esteri.

————

Il Laboratorio Teatrale Integrato Piero Gabrielli è un’attività promossa, finanziata e organizzata da Roma Capitale – Dipartimento Politiche Sociali, Sussidiarietà e Salute / U.S.R. per il Lazio / Teatro di Roma

ingresso libero con prenotazione obbligatoria
tel. 06.58333672  |  laboratoriogabrielli@teatrodiroma.net

————-

INFO TEATRO DI ROMA _ Teatro Argentina _ Largo di torre Argentina, 52 Roma

Biglietteria Teatro di Roma: tel. 06.684.000.314/311 – www.teatrodiroma.net

Orari spettacolo: 
giovedì 2 giugno ore 21 I venerdì 3 e sabato 4 giugno ore 10.30 I domenica 5 giugno ore 19

Durata spettacolo: 60 minuti

Info e prenotazioni:
ingresso libero con prenotazione obbligatoria
tel. 06.58333672  |  laboratoriogabrielli@teatrodiroma.net

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