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Reading: Teatro dell’Opera di Roma, “Biancaneve” di Angelin Preljocaj
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Danza/BallettoRecensioni/Articoli

Teatro dell’Opera di Roma, “Biancaneve” di Angelin Preljocaj

Fabiana Raponi
Ultima modifica: 30 Aprile 2019 10:01
Fabiana Raponi
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Biancaneve
Foto di Yasuko Kageyama
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Biancaneve
Foto di Yasuko Kageyama

Una giovane bellissima, la gelosia di una regina, una mela avvelenata: dimenticate la zuccherosa versione della Disney, perché Biancaneve di Angelin Preljocaj, è un balletto romantico e contemporaneo che pur rispettando fedelmente la celeberrima fiaba dei fratelli Grimm, si muove fra attualità e fiaba. In scena per la prima volta al Teatro dell’Opera di Roma dal 3 al 9 maggio, Biancaneve è la quarta creazione del coreografo franco-albanese che approda al Costanzi dopo Le Parc ed Empty Moves Part I, II e III nel 2016 e Annonciation nel 2017 e che unisce a una linea drammaturgia particolarmente chiara, tutta l’energia che contraddistingue il lavoro creativo del Maestro.

Presentato nel 2008 alla Biennale de la Danse de Lyon, premiato ai Globes de Cristal, Biancaneve continua a riscuotere consensi da ogni dove e si conferma uno dei maggiori successi del coreografo che unisce danza, fiaba e moda, con gli splendidi costumi dell’enfant terrible Jean Paul Gaultier ad arricchire la produzione.

“La nostra étoile Rebecca Bianchi sarà una candida e stupefacente Biancaneve, e il nostro primo ballerino Claudio Cocino un principe coraggioso e dolce al tempo stesso – ricorda la Direttrice del corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma, Eleonora Abbagnato, entusiasta del ritorno di Preljocaj nella Capitale – Tutti i primi ballerini e i solisti contribuiranno a rendere speciale questa Biancaneve con il nostro corpo di ballo sempre più dinamico e vivace”.

Biancaneve, creazione insolitamente narrativa per Preljocaj, nasce dopo il lavoro scientifico e formale di Empty moves su musica di John Cage.

“Alterno il lavoro autentico fra il laboratorio di ricerca e il desiderio di voler raccontare e sono profondamente legato alla storia e al racconto – spiega il coreografo raccontando la genesi della sua Biancaneve – Ma quale fiaba scegliere? Sono rimasto molto affascinato da Biancaneve anche perché è una storia profondamente connessa a un’altra epoca”.

Il punto di partenza del coreografo è stata proprio l’osservazione della donna e della sua volontà di ricoprire diversi ruoli nella società lasciandogli la possibilità di riflettere sulle donne e il loro potere seduttivo legato anche al trascorrere del tempo.

“Qui ci sono due figure principali, Biancaneve e la regina cattiva, ma non si tratta proprio della madre, ma di una donna particolare perché è proprio la donna che voglio descrivere – spiega Preljocaj – Adesso grazie alla scienza, alla dieta e alla chirurgia si vive più a lungo e meglio e fascino e seduzione possono rimanere inalterati anche con il passare degli anni: ma chi è più seducente? Sono tornato sulla questione anche riprendendo lo psicoanalista Bruno Bettelheim che riguardo a Biancaneve ha parlato di un Edipo rovesciato, una interpretazione ancora molto attuale”.

Lavorando sulla drammaturgia, Preljocaj lascia tutto avvolto nel mistero concedendo allo spettatore una libera interpretazione sulla reale identità della regina cattiva: ciò che muove l’attenzione del coreografo è la storia che porta in scena “un conflitto fra una donna matura e una donna giovane che forse è sua figlia o forse no e ripropone un concetto di psicoanalisi dove la madre vuole uccidere la figlia giovane e bella che si trova già nelle fiabe dei Grimm e di Perrault”.

E se la fiaba offre un sostrato che può essere interpretato anche con una lettura psicoanalitica, restano in scena tutti gli elementi della fiaba originale per un balletto trasversale adatto a ogni tipo di pubblico, dai piccoli agli adulti.

I nani? Ci sono, ma sono nani speciali che perdono la propria funzione protettiva nei confronti di Biancaneve e vengono trasformati in sette uomini, monaci votati alla castità senza che sia posta la questione di tipo morale. Biancaneve resta il simbolo della purezza che diventa pericolosa per la Regina quando si innamora e diventa una donna, il Principe mantiene una funzione liberatrice. E nonostante tutto, nella fiaba romantica e moderna riletta da Preljocaj persiste un leggero erotismo, anche nel ballo fra Biancaneve e il Principe, e all’interno dei tanti livelli della storia dove si concretezza una proiezione della donna moderna.

“Credo che i racconti con tutti i loro insegnamenti siano importanti per affrontare la vita: per questo si può parlare di storia a livello archetipico – sottolinea il coreografo che ha visto in Biancaneve tutti gli elementi di un potenziale thriller – All’inizio il bambini hanno una visione pura del mondo e il racconto aiuta il bambino a diventare adulto”.

Per un balletto insolitamente narrativo, Preljocaj non rinuncia alla sua cifra stilistica unendo il classico e il moderno nella coreografia alla ricerca di un equilibrio.

“Si tratta più che altro di una questione di composizione perché posso mettere insieme un arabesque e un passo più moderno, ma è la composizione che riesce a trasmettere qualcosa di preciso – sottolinea il coreografo – ogni movimento coreografico è  legato alla drammaturgia e a ogni personaggio e ne riflette la personalità. Biancaneve segue dei movimenti puri e ariosi e molto circolari, per la Regina ho pensato a movimenti più ancorati al suolo e più forti, nella parte iniziale del ballo fra Biancaneve e il Principe mantengo linee precise per esprimere il potere e ribadire la gerarchia mentre nella foresta, luogo clandestino per eccellenza, la gestualità diventa più carnale e sensuale”.

“Per noi rappresenta un nuovo approccio alla danza moderna – spiega Claudio Cocino, primo ballerino che interpreterà il principe confermando come il Corpo di Ballo si prepari a una nuova sfida sulle punte – Ci dedichiamo completamente al suo linguaggio: essendo ballerini classici ci impegnano a riproporre i passi nel suo linguaggio proprio come li intende il maestro”.

Ad arricchire questa fiaba romantica e moderna con le scene astratte e realistiche di Thierry Leproust, gli incredibili costumi firmati da Jean Paul Gaultier che ha partecipato attivamente al processo creativo scegliendo e creando gli abiti legati a ogni personaggio e alla coreografia.

Entusiasta di poter lavorare su Biancaneve, la sua fiaba preferita, lo stilista ha realizzato i costumi attraverso tre fasi diverse realizzando in una settimana 250 modelli e poi contribuendo concretamente alla crescita e alla costruzione del balletto.

Tutti i costumi scelti sono stati ripensati e riadattati per ogni danzatore e ogni artista indossa un costume unico, in linea con la propria personalità: se Biancaneve indossa un abito bianco con un tessuto morbido e arioso, la Matrigna si presenta con tessuti rigidi, pelle e colori scuri da femme fatale.

L’atto unico di Biancaneve si consuma sulle note di Mahler (su base registrata): dopo aver completato la drammaturgia, il coreografia scoperto gradualmente Mahler e ha capito di trovarsi davanti a un compositore della natura “scoprendo singole pepite d’oro che si nascondevano nelle sue sinfonie” e con l’Adagietto che rappresenta uno dei momenti più forti della coreografia.

“C’è sempre qualcosa che esce dalla nostra pelle involontariamente da quello che siamo e ogni interprete finisce per donare qualcosa di sé stesso – conclude il Maestro – Questo accade non solo con il singolo danzatore, ma la compagnia e con i suoi ritmi diversi. Un’opera si nutre dei propri interpreti e della loro stratificazione. Mi interessa vedere le coreografie e come vengono reinterpretate: la versione di Roma sarà vivace perché non possiamo dire che gli italiani non amino l’amore. Ogni coreografia viene personalizzata un base alla compagnia e questo mi dà fiducia dell’umanità e ci consente di leggere tutte sue sfumature”.

In scena, Étoiles, Primi Ballerini, Solisti e Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma: nel ruolo di Blanche Neige si alterneranno Rebecca Bianchi (2, 3, 4, 7 e 9 maggio) e Giorgia Calenda (5 e 8 maggio), nel ruolo del Principe Claudio Cocino (2, 3, 4, 7 e 9 maggio) e Giacomo Castellana (5 e 8 maggio), nel ruolo della Regina Virginia Giovanetti (2, 3, 4, 7 e 9 maggio) e Annalisa Cianci (5 e 8 maggio).

Dopo l’Anteprima giovani di giovedì 2 maggio ore 19.00, la Prima andrà in scena venerdì 3 maggio ore 20.00, poi altre cinque repliche (sabato 4 maggio ore 18.00; domenica 5 maggio ore 16.30; martedì 7 maggio ore 20.00; mercoledì 8 maggio ore 20.00; giovedì 9 maggio ore 20.00). Info operaroma.it

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