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Teatrionline > Blog > Featured > “Ucciderò il gatto di Schrödinger”, Gabriella Greison torna a teatro
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“Ucciderò il gatto di Schrödinger”, Gabriella Greison torna a teatro

Fabiana Raponi
Ultima modifica: 22 Aprile 2021 11:52
Fabiana Raponi
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Come rendere accessibile la fisica attraverso il linguaggio teatrale? La giusta chiave di lettura sembra averla trovata Gabriella Greison, non a caso fisica, scrittrice, attrice performer, che debutta in diretta streaming dal Teatro Nuovo di Salsomaggiore Terme sabato 24 aprile con Ucciderò il gatto di Schrödinger, il nuovo, sorprendente spettacolo diretto da Marco Caronna e tratto dal suo ultimo romanzo edito da Mondadori.

Per la Greison, già ribattezzata dalla critica la rockstar della fisica, si tratta di un ritorno a teatro che prosegue un percorso inaugurato da qualche stagione a questa parte per rendere accessibile e comprensibile a tutti un argomento un po’ ostico come la fisica quantistica la Greison scrive romanzi di fisica romanzata con la precisa peculiarità di scrivere romanzi con la fisica a far da sfondo. La sua nuova scommessa si chiama Ucciderò il gatto di Schrödinger, spettacolo teatrale pronto per una tournée di dieci date in tutta Italia (non appena la riapertura delle sale teatrali lo consentirà), che parte dal celebre paradosso del gatto di Erwin Schrödinger, il fisico austriaco premio Nobel per la Fisica nel 1933, per poter raccontare una metafora di vita.

Abbiamo parlato con Gabriella Greison che ha voluto raccontare qualcosa in più sul suo spettacolo.

Gabriella, il tuo ritorno a teatro passa attraverso “Ucciderò il gatto di Schrödingerr”, tratto dal tuo omonimo romanzo per Mondadori e diretto da Marco Caronna. Di che cosa parla lo spettacolo?

Lo spettacolo teatrale nasce da una mia esigenza di creare qualcosa di nuovo che potesse prendere le sembianze di una rinascita. In un periodo tremendo come quello che stiamo vivendo, con l’informazione che ruota interamente intorno al virus, con i messaggi martellanti che ci arrivano che richiamano continuamente alla realtà del virus che ci ha costretti a una vita diversa, con la televisione che non fa altro che ricordarci del virus, con tutte le persone intorno che hanno una loro idea sul virus, io avevo necessità di parlare d’altro. Non ne potevo più. Avevo bisogno di parlare di vita, di crescita, di cambiamento. Perché dobbiamo tenere a mente che dobbiamo vivere e non solo sopravvivere. Per questo ora più che mai serve ricordarlo con storie, con racconti di fantasia. Per volare da altre parti. 

Intorno a me, con gli anni, ho creato un reticolo di cultura in cui posso esprimermi, e tutti insieme la pensiamo alla stessa maniera, condividiamo valori e sentimenti belli. Era necessario mostrarli, ora più che mai. Perché la svolta sia valida per più persone possibili. 

Lo spettacolo l’ho tratto dal mio romanzo omonimo, e racconta proprio il momento di svolta di una ragazza di 28 anni, Alice. La svolta alla sua vita, Alice riesce a prenderla grazie agli incontri che fa nei sogni con il fisico Erwin Schrödinger (premio Nobel in fisica nel 1933 e tra i creatori della meccanica quantistica). Un riferimento per lei fondamentale per non perdersi in un mondo (il nostro) dove tutto è messo in discussione da tutti, dove viviamo frastornati dall’informazione a senso unico, e dove appunto le priorità invece sono altre. 

Infine, questo ritorno a teatro per me è una esigenza di espressione di cui non riesco a fare a meno. E una speranza che presto riaprano. Noi, con la nostra produzione Imarts, siamo pronti per farlo girare in tour. Questo è il mio ottavo lavoro a teatro, e sono molto fiera del risultato.  

Fisica, scrittrice, attrice: ci spieghi in parole semplici che cos’è il paradosso del gatto di Schrödinger?

L’esperimento mentale del gatto di Schrödinger è uno dei pilastri su cui poggia la nascita della teoria che racconta la meccanica quantistica. È l’esperimento mentale più famoso al mondo, fuori dagli ambienti scientifici, perché viene continuamente nominato come metafora. Nel mio percorso di scrittura di storie che riguardano il XX Secolo, mi sono dedicata a questo esperimento perché è una tessera fondamentale del grande puzzle che sto costruendo con i miei lavori che consta di 8 romanzi pubblicati di ricostruzione storica basati sulla fisica quantistica. Ho raccontato Einstein, ho raccontato la sua prima moglie, ho racconto Niels Bohr, ho raccontato Heisenberg, ho raccontato le grandi donne della scienza, come Marie Curie, Hedy Lamarr, Lise Meitner, e ora dovevo per forza affrontare lui, Erwin Schrödinger. 

Schrödinger ha ideato questo esperimento mentale in una lettera ad Einstein con l’idea di far crollare la teoria di Copenaghen che stava nascendo dalle menti di Bohr, Heisenberg e gli altri. Ma furono loro stessi ad appropriarsi dell’esperimento per avvalorare la loro teoria, proprio in questo risiede il paradosso. 

La fisica quantistica racconta il mondo dell’infinitamente piccolo, mentre Schrödinger con questo esperimento ha voluto immaginare cosa succede nel mondo reale, quindi ha pensato di mettere un gatto in una scatola, con un dispositivo contenente un veleno mortale e un nucleo atomico radioattivo. Quando il nucleo atomico radioattivo decade è un evento che non si sa con precisione, si può solo sapere che c’è una certa probabilità che avvenga, dopo un certo periodo di tempo. L’unica cosa che si sa è che quando decade, il veleno viene immesso nella scatola e il gatto muore istantaneamente. Ecco, Schrödinger dice che fino a quando non si guarda nella scatola, il gatto è vivo e morto nello stesso tempo. Mentre Bohr e Heisenberg dicono che è l’osservatore a decidere (guardando nella scatola) lo stato di salute del gatto. Capite che da queste loro deduzioni si aprono mondi metaforici bellissimi. Il gatto di Schrödinger è quindi la coesistenza degli opposti. 

Parlaci di Alice vestita come Uma Thurman in Kill Bill. Come nasce questo personaggio e perché uccidere il gatto come recita il tuo titolo?

Alice si veste con la tuta di Kill Bill perché non è una combattente. Esattamente con il gatto, in lei convivono sempre sentimenti e esigenze contrastanti e opposte. Sono più di 80 anni che questo esperimento viene citato ovunque per esprimere un ambivalenza. Chiunque lo cita, in politica, in economia, film, serie tv, cartoni animati, le persone in strada. Sono ossessionata da questo gatto, se inizi a farci caso ti accorgi che lo citano di continuo. Per questo, volevo farla finita. Ci penso io ad ucciderlo. Ironicamente. Nella realtà, faccio prendere una strada ad Alice. Finalmente fa una scelta. E cambia.  

Tre motivi per seguire in streaming “Ucciderò il gatto di Schrödinger”

Avevamo voglia di dare speranza, abbiamo creato uno spettacolo che apre una porta verso la normalità, e fa volare finalmente oltre. Il debutto in streaming lo abbiamo deciso affinché risulti chiaro questo segnale, che non ci stava arrivando da nessuno in alto, quindi ce lo siamo creati noi. Per dire che possiamo sempre metterla a terra noi una linea di demarcazione affacciata verso il bello, ci aspetta, basta solo metterla in atto. E poi per dire che con la fisica quantistica si può fare tutto nella vita, sta solo a noi decidere da che parte stare. 

Come nasce la tua passione per la fisica e come nasce l’idea della divulgazione scientifica attraverso il teatro?

Ho creato questo mio percorso teatrale dopo 10 anni di studio, ho creato un mio modo di stare sul palco, ho capito come parlare, come riempire gli spazi, mi sono creato un mio modo di esprimermi. Ho avuto maestri formidabili. Ho lasciato la carriera accademica scientifica perché avevo esigenza di esprimermi al di fuori, ma utilizzando tutte le basi solide su cui poggia il mio bagaglio di cultura, che attinge appunto dalla fisica dell’infinitamente piccolo, la meccanica quantistica, e dilaga in seguito nella letteratura. I miei lavori si basano tutti sulle mie ricerche sul posto, su viaggi in America e in Europa, su incontri, su archivi, su paper, su interviste, su tutti i miei contatti che nel corso degli anni mi sono costruita. Sono amica del nipote di Bohr, del figlio di Heisenberg, del nipote di Schrödinger, ho contatti con gli archivi più importanti al mondo, e ogni libro che scrivo è una necessità forte prima di tutto. I miei spettacoli, 8 in totale, tutti monologhi, li ho portati anche fuori dai confini, italiani a San Francisco, Vienna, Zurigo. 

Il percorso teatrale l’ho costruito per raccontare le storie della fisica a tutti, perché solo con il teatro dal vivo si arriva a tutti. Io racconto storie, tutto qui. E il palco è l’unico luogo dove mi piace stare per sentirmi viva.  

Prossimi progetti? 

I miei progetti sono sempre legati al racconto della fisica quantistica, al racconto delle donne della scienza, oppure al racconto dei fisici del XX Secolo. Questo continuerò a fare. Sul mio sito ‘www.GreisonAnatomy.com‘ e sui miei social aprirò nuove sezioni, in modo da essere live ancora più spesso. Ed essere contagiosa. 

****

Appuntamento con Ucciderò il gatto di Schrödinger in streaming dal Teatro Nuovo di Salsomaggiore Terme sabato 24 aprile (ore 21, biglietti e streaming disponibili al link: https://internationalmusic.it/uccidero-il-gatto-di-schrodinger/).

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