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Teatrionline > Blog > Musical > Teatro Argentina, Lazarus, l’opera rock di David Bowie
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Teatro Argentina, Lazarus, l’opera rock di David Bowie

Redazione Roma
Ultima modifica: 13 Aprile 2023 10:41
Redazione Roma
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Dal 12 al 23 aprile sul palcoscenico del Teatro Argentina approda la sorprendente opera-rock di David Bowie scritta poco prima della sua scomparsa insieme al pluripremiato drammaturgo irlandese Enda Walsh, per la regia di Valter Malosti e l’interpretazione del cantante e frontman degli Afterhours Manuel Agnelli, nel ruolo di Thomas Jerome Newton, il turbolento migrante interstellare costretto a rimanere sulla terra.

Bowie, seppur piegato dalla malattia, con un commovente sforzo creativo, ha voluto lasciarci questo prezioso dono, una navicella spaziale lanciata verso il futuro, che si può considerare, insieme all’album Blackstar, uscito due giorni prima della morte, il suo testamento creativo. Considerato «il regalo d’addio di David Bowie al mondo», Lazarus è un inconsueto e straordinario pezzo di “teatro musicale” rock, che arriva per la prima volta in Italia grazie alla sinergia coproduttiva del Teatro di Roma con Emilia Romagna Teatro Ert / Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Teatro di Roma – Teatro Nazionale e al LAC Lugano Arte e Cultura.

Dopo la prima nazionale al Teatro Bonci di Cesena dal 22 al 26 marzo, lo spettacolo prosegue la sua lunga tournée nei principali teatri, mentre il testo della versione italiana curata da Valter Malosti sarà pubblicato con la Nave di Teseo/Baldini di Elisabetta Sgarbi.

Nel ruolo del protagonista Newton uno dei nomi di punta della musica italiana: Manuel Agnelli, cantautore e storico frontman degli Afterhours, da solista ai primi posti delle classifiche con l’album Ama il prossimo tuo come te stesso (2022), che ancora una volta dimostra la propria versatilità approdando al teatro dopo la tv, il cinema e la radio. Agnelli sarà affiancato dalla cantautrice e polistrumentista vincitrice della XIV edizione di X-Factor Italia Casadilego e dalla coreografa e danzatrice Michela Lucenti.

Un ricchissimo cast di 11 interpreti, che vede sul palco anche numerosi giovani attori/cantanti di talento: Dario Battaglia, Attilio Caffarena, Maurizio Camilli, Noemi Grasso, Maria Lombardo, Giulia Mazzarino, Camilla Nigro, Isacco Venturini; e 7 musicisti, tra i migliori della scena musicale italiana: Laura Agnusdei, Jacopo Battaglia, Ramon Moro, Amedeo Perri, Giacomo “ROST” Rossetti, Stefano Pilia, Paolo Spaccamonti. Il progetto sonoro e la produzione musicale sono di GUP Alcaro, collaboratore storico di Valter Malosti. Le luci di Cesare Accetta, le scene di Nicolas Bovey, le installazioni video di Luca Brinchi e Daniele Spanò, la cura del movimento di Marco Angelilli, la cura dei cori e le pratiche della voce di Bruno De Franceschi, i costumi di Gianluca Sbicca.

L’opera

La prima rappresentazione di Lazarus ha avuto luogo il 7 dicembre 2015 al New York Theatre Workshop di Manhattan, e quella è anche stata l’ultima apparizione pubblica di Bowie che sarebbe scomparso appena un mese dopo (il 10 gennaio 2016).

A più di 50 anni dal romanzo originale The Man Who Fell to Earth di Walter Tevis (lo stesso autore del libro che ha dato origine ad una fortunata serie televisiva: La regina degli scacchi / The Queen’s Gambit), e a 40 dall’omonimo film di Nicholas Roeg, che ha visto Bowie nella sua miglior prova come attore, l’artista britannico ha scelto di riprendere in Lazarus le fila dell’infelice storia del migrante interstellare Newton, costretto a rimanere sulla Terra. Ha scritto insieme a Walsh un labirintico sequel de L’uomo che cadde sulla terra, «forse – commenta Malosti – per concludere anche quel capitolo rimasto in sospeso, per liberare o liberarsi di quel personaggio, così come aveva fatto nel video di Blackstar con l’altrettanto malinconica epopea del Major Tom di Space Oddity e ancor prima con Ziggy Stardust, di cui ha inscenato la morte alla fine del tour del 1973, riponendo poi il manichino coi vestiti di Ziggy nella magnifica mostra David Bowie is, in una teca-sarcofago simile a quella di Biancaneve o a una camera di ibernazione».

Nella versione di Bowie e Walsh, l’alieno è ancora prigioniero sulla Terra, sempre più isolato nel mondo, chiuso nel suo appartamento, in preda alla depressione e vittima dei suoi fantasmi e della dipendenza dal gin: un moribondo che non riesce a morire. In questa situazione disperata Newton riceve segnali dal passato attraverso la TV, capta visioni del futuro generate dalla sua mente, mescola realtà e sogni ad occhi aperti. Vari personaggi (fantasmi? proiezioni mentali?) si aggirano nello spazio claustrofobico dell’appartamento di Newton (o nel continuum devastato della sua mente?). Ma per Bowie la figura dell’alieno rappresenta tutti i “diversi”, o meglio quelli che la società considera tali. «Bowie – afferma Malosti – era un’antenna sensitiva dello spirito del tempo e delle arti, percepiva umori e atmosfera, e poi digeriva e rimescolava tutto in una sintesi geniale, direi alchemica, visto il suo interesse per questa materia, in cui l’androginia e l’energia dionisiaca fanno esplodere l’interiorità e l’identità in mille frammenti e altrettante maschere. Alla luce della sua morte – prosegue il regista – tendiamo a leggere tutto ciò che Bowie ha creato nei suoi ultimi anni come allegoria autobiografica, specialmente quando ci viene data una serie di indizi apparentemente ovvi come quelli che troviamo in Lazarus. Ma Bowie, come sempre nelle sue creazioni e nei suoi alter ego, sta usando la persona di Newton, mobilitandola come veicolo per una serie di temi costanti che troviamo nella sua musica: l’invecchiamento, il dolore, l’isolamento, la perdita dell’amore, l’orrore del mondo e la psicosi indotta dai media. Newton è allo stesso tempo Bowie e non è Bowie».
Lo spettacolo include numerosi brani fra i più celebri di Bowie e quattro inediti scritti appositamente, legati in modo da costruire una frammentata e affascinante drammaturgia parallela, tra cui il capolavoro che dà il titolo all’opera.

 

Interpreti / Personaggi
Manuela Agnelli – Newton
Casadilego / La Ragazza/Marley
Michela Lucenti / Elly
Dario Battaglia / Valentine
Attilio Caffarena / Michael
Maurizio Camilli / Zach
Noemi Grasso
Maria Lombardo coro delle Teenager
Giulia Mazzarino
Camilla Nigro / Maemi / Donna giapponese
Isacco Venturini / Ben

 

TEATRO ARGENTINA

Largo di Torre Argentina, 52 – 00186 Roma

www.teatrodiroma.net
Biglietteria Teatro di Roma: tel. 06.684.000.311

biglietteria@teatrodiroma.net
Orario biglietteria Teatro Argentina: lunedì dalle 11 alle 17 e dal martedì alla domenica dalle 11 fino a inizio spettacolo. Si ricorda che da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo la biglietteria sarà attiva esclusivamente per la replica del giorno.
Biglietti: da € 40 a € 25 | con TdR Card € 132 / 6 ingressi al Teatro Argentina o 12 ingressi al Teatro India e al Teatro Torlonia

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