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Teatrionline > Blog > Prato > L’ISPETTORE GENERALE
PratoProsa

L’ISPETTORE GENERALE

Redazione
Ultima modifica: 25 Gennaio 2025 09:57
Redazione
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sabato 1 febbraio, ore 21 domenica 2 febbraio, ore 16

Rocco Papaleo fa rivivere la grande satira senza tempo di Gogol’ con il personaggio del Podestà dai toni

tragicomici, in uno spettacolo corale e divertente con tanti rimandi all’attualità.

sabato 1 febbraio, ore 21 – domenica 2 febbraio, ore 16
Rocco Papaleo in – L’ISPETTORE GENERALE
di Nikolaj Gogol’

con Elena Aimone, Giulio Baraldi, Letizia Bravi, Marco Brinzi, Michele Cipriani, Salvatore Cutrì, Marta Dalla Via, Marco Gobetti, Daniele Marmi, Mauro Parrinello, Michele Schiano Di Cola, Marco Vergani

adattamento e regia Leo Muscato
musiche originali Andrea Chenna
scene Andrea Belli
costumi Margherita Baldoni
luci Alessandro Verazzi

produzione Teatro Stabile di Bolzano, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, TSV – Teatro Nazionale

Prato, 25 gennaio 2025 – Forte con i deboli e debole con i forti. Stivali alti, divisa zarista e case innevate non tradiscono l’ambientazione russa dove si muoverà l’attore Rocco Papaleo, tra i volti più popolari della commedia italiana: sarà il corrotto Podestà nel grande classico di Nikolaj Gogol’ riadattato e diretto da Leo Muscato, «L’ispettore generale», che segna il primo appuntamento di febbraio al Politeama Pratese, sabato 1 febbraio (alle 21) con replica domenica 2 (alle 16). Nel solco dei grandi classici della letteratura, la stagione della Fondazione Politeama Pratese propone dunque dei più grandi capolavori della drammaturgia russa, scritto quasi 200 anni fa ma tragicamente più attuale di quanto si possa immaginare: una commedia degli equivoci pronta a conquistare il pubblico con il suo umorismo senza tempo mentre si prende gioco delle piccolezze morali di chi detiene il potere e, per questo motivo, si ritiene intoccabile. Una farsa travestita da tragedia o, meglio, una tragedia travestita da farsa, che affronta in chiave satirica il tema della corruzione e porta con sé molti elementi del nostro presente. Rispetto all’opera originaria, il regista Leo Muscato ha sintetizzato i cinque atti in uno unico, pur mantenendo un certo rigore filologico. Il risultato è uno spettacolo corale che si nutre di toni giocosi e di un’ironia graffiante, sostenuto da una compagnia affiatata di dodici attori capitanata da un tragicomico Papaleo (Elena Aimone, Giulio Baraldi, Letizia Bravi, Marco Brinzi, Michele Cipriani, Salvatore Cutrì, Marta Dalla Via, Marco Gobetti, Daniele Marmi, Mauro Parrinello, Michele Schiano di Cola, Marco Vergani) e ben amalgamata nei ruoli, tutti in scena contemporaneamente.
E pensare che, quando questa commedia andò in scena a Pietroburgo il 19 aprile 1836, alla presenza dello zar Nicola I, non fu accolta con entusiasmo e scatenò anzi molte polemiche. La trama si basa su un equivoco: Chlestakov (Daniele Marmi, il poliziotto Cioni nella serie tv «I delitti del BarLume») è un frivolo viaggiatore di passaggio che viene scambiato per un alto funzionario dello Stato spedito dallo zar per indagare sulla condotta dei funzionari cittadini. È lui l’ispettore generale del titolo, al centro di un malinteso che scatena conseguenze nefaste per i “notabili” del piccolo villaggio, primo tra tutti per il Podestà (Rocco Papaleo). Non era la prima volta che sulle scene russe venivano rappresentati gli abusi quotidiani dei burocrati statali. Ma tutti i testi precedenti erano basati sulla contrapposizione fra il bene e il male, con personaggi positivi e negativi. Ne «L’ispettore generale» invece i personaggi sembravano essere tutti negativi: per gli spettatori dell’epoca era inconcepibile una denuncia così feroce della burocrazia corrotta nella Russia zarista. Prodotto dal Teatro Stabile di Bolzano, «L’ispettore generale» ci conduce in un mondo in cui l’ingiustizia e il sopruso dominano l’esistenza, in una società che trasforma gli uomini in corrotti e corruttori, approfittatori, sfruttatori, imbroglioni. E noi un po’ li compatiamo e un po’ ridiamo di loro perché, come scriveva Rabelais, “meglio è di risa che di pianto scrivere, che rider soprattutto è cosa umana”, come si legge nelle note del regista Leo Muscato. Il costo del biglietto d’ingresso varia da 28 a 40 euro, riduzione del 50 per cento per under 30 e del 10 per cento per soci Coop. È possibile acquistare i biglietti anche attraverso i circuiti Ticketone o Boxoffice oppure direttamente in biglietteria aperta il martedì, giovedì, venerdì e sabato dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16 alle 19, il mercoledì dalle 10.30 alle 12.30 (chiusa nel pomeriggio). Prima dello spettacolo serale, a partire dalle 20 possibilità di aperitivo con buffet su prenotazione (15 euro) scrivendo a  bar@politeamapratese.it  o inviando un messaggio su WhatsApp al
numero  +393887897303 . Informazioni:  www.politeamapratese.it

Teatro Politeama Pratese  |  Via Garibaldi 33  |  59100 PRATO
+39 0574 603758  |  ufficiostampa@politeamapratese.it  |  www.politeamapratese.it

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