recensione
Il Delirio a due della coppia di comici Nuzzo/Di Biase
La commedia di Eugène Ionesco, perfetto esempio della corrente del teatro dell’assurdo, rivive in scena in una veste tutta nuova grazie ai comici Corrado Nuzzo e Maria Di Biase, che hanno registrato due sold out nelle date bolognesi al Teatro Celebrazioni. Diretti da Giorgio Gallione e forti di un’empatia ultraventennale (in scena e nella vita), i due interpretano gli strambi personaggi di Ionesco con semplicità e simpatia. Del resto, il loro stile è da sempre caratterizzato dal linguaggio surreale, e per certi versi, come dicono loro stessi a fine spettacolo, la commedia sembra scritta proprio per loro. Sono aderenti alla coppia che interpretano, impegnata in un dialogo che non porta da nessuna parte su argomenti futili e importanti, ma sempre sterili, mentre fuori sembra imperversare una guerra che non lascerà superstiti. Paradosso e grottesco si miscelano in uno spettacolo che chiude fra quattro mura i due interpreti, vittime/carnefici di un’incomprensione di fondo che non può trovare sollievo. Non per questo mancano momenti di comicità assoluta, in cui i due emergono per il loro stile riconoscibile in movenze e scambi di battute/oggetti in un marasma che porta via con sé tutto quello che incontra, comprese le quattro mura che li attorniano. Ionesco scriveva questo testo mentre nel mondo imperversava la Guerra fredda, oggi la guerra è vera, come ricordato da Biase a fine spettacolo, e le conseguenze che sta portando nel mondo e nei suoi nuovi assetti sono già devastanti. I due riescono a fare di Delirio a due una perfetta macchina tragicomica che travolge gli spettatori, portandoli alla “follia”, in un tripudio di applausi finali, più che meritati.
Erika Di Bennardo

