La premiazione al Teatro Ariston di Gaeta
L’8 marzo Gaeta ha reso omaggio alla Giornata internazionale della donna consegnando alla cantante Lina Senese il Premio Internazionale La Mimosa “Anna Dolci-Celletti” promosso da Italia Nostra, con la motivazione: “Per il grande talento artistico unito alla grande umanità, per aver portato alto il nome dell’Italia all’estero, per essere esempio di emancipazione femminile e di inarrestabile determinazione”.
Il premio, riservato alle donne che si sono distinte per impegno, coerenza e valore personale, negli anni è stato conferito a molte illustri rappresentanti della cultura italiana e straniera.
Istituito nel 1990 dall’Associazione Italia Nostra, prima associazione ambientalista d’Italia dal 1955, dopo il decesso di Anna Dolci-Celletti consorte del fondatore del Grande Albergo Miramare di Formia, le è stato dedicato per iniziativa del presidente regionale del Lazio di Italia Nostra Onlus Marcello Rosario Caliman.
Le origini partenopee, in Lina Senese sono impresse nella potenza sanguigna della voce e nel temperamento vulcanico, che la proietta incessantemente verso traguardi ambiziosi.
La sua carriera inizia trent’anni fa, quando lo stress emotivo per la morte della madre improvvisamente, in una tragica notte, la avvolge nel buio della retinite pigmentosa. Fino a quel momento insegnava francese e faceva traduzioni.
Inizia a cantare come testimonial per l’Associazione retinopatici esibendosi per raccogliere fondi per la ricerca, accompagnata alla chitarra dal fratello Giovanni, dando il via a una carriera da professionista. Nell’aprile del 1993 con il concerto “Serenata napoletana” si impone all’attenzione del pubblico e della critica nel sud pontino, dove si era trasferita.
Si avvia a una sequenza ininterrotta di successi in Italia e all’estero, stemperando il dolore nella magia della musica, riscuotendo ampio consenso di critica che la definisce “poetessa in musica” per la voce calda, potente, passionale e ironica che rende palpabili i sentimenti, mentre in Francia e in Belgio è nota come “la nouvelle Piaf”. La sua dolente anima francese ha riscosso il vivo apprezzamento del Presidente Emmanuel Macron che le ha scritto “Le sue interpretazioni in francese hanno la stessa forza emotiva che nella sua lingua natale”.
Le sue interpretazioni danno nuova vita alle canzoni, che assumono un’anima impetuosa, dando voce alle donne nelle due lingue che le sono congeniali per nascita e formazione culturale: napoletana e francese, accompagnate da una spiccata verve comunicativa e una vis comica capace di catalizzare la risata liberatoria anche con una barzelletta.
Ha tradotto numerose canzoni napoletane in francese e alcuni anni fa la Siae ha riconosciuto ufficialmente la sua versione di “Era di maggio”. Dieci di queste sono raccolte in un doppio CD intitolato “La mia doppia anima”.
I suoi spettacoli teatrali per il centenario della prima guerra mondiale hanno ricevuto il logo ufficiale del Centenario dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e hanno concluso le celebrazioni ufficiali francesi nella città di Frontignan.
La Rai le ha dedicato due speciali: il primo del giornalista Giuseppe Bonavolontà nel 2019 per la Festa della Musica organizzata dalla Farnesina al Cairo, dove si è esibita nello spettacolo “Napoli fra le piramidi” ed è stata madrina dell’inaugurazione del percorso tattile al Museo Egizio; il secondo a cura della giornalista Paola Severini nel programma “O anche no”.
I meriti artistici e l’impegno sociale le hanno fatto conseguire numerosi riconoscimenti: nel 1992 il Premio nazionale Megaris; nel 1995 la Croce dei Sette Valori della Croce Rossa Italiana; nel 2003 il Premio internazionale La Mimosa come donna dell’anno e il Premio nazionale Portico D’Onofrio; nel 2005 il Premio Solidarietà Associazione Rosy; nel 2008 il Premio CRC e la nomina ad Ambasciatrice di Solidarietà; nel 2015 il Premio L’uomo e gli altri; nel 2018 il Premio di solidarietà della Onlus Una mano tesa per.
Nel 2020 l’Institue of Peace and Developpement e la Gandhi Peace Foundation Nepal l’hanno insignita del titolo di Ambasciatrice mondiale per la pace per l’impegno profuso nel dare sollievo alla solitudine di tanti durante il lockdown, donando la sua voce dal balcone di casa.
“È sempre un’emozione ricevere un premio. La mia vita è stata bellissima, la malattia impone tante difficoltà ma è stata un dono della vita perché mi ha spinto a cantare, a crescere e migliorare ed essere d’aiuto agli altri e a me stessa” dichiara durante la premiazione.
Il sindaco di Gaeta Cristian Leccese con un messaggio scritto evidenzia l’impegno di Lina in ogni attività sociale, culturale e artistica di Gaeta, abbracciando e supportando la comunità come un’autentica cittadina gaetana, e rappresentando la città anche all’estero, dove il nome di Gaeta è stato abbinato ai suoi spettacoli e alle sue iniziative.
La premiazione è stata preceduta dall’incontro “La donna tra famiglia e società” con Simona Piccolo Presidente dell’Associazione Conrett Ets e la scrittrice Rosemary Ronghi.
A conclusione dell’evento, a cura del collettivo Basic Sight è seguita la proiezione di “Ama (il prossimo tuo) come te stessa”, secondo film di Gian Paolo Caliman regista emergente, giornalista e fotografo. L’opera audiovisiva affronta il tema della scelta nell’ambito di dinamiche familiari avverse, di una bambina che si interroga sulla fede cattolica e abbatte le resistenze dei genitori per crescere nella consapevolezza, infrangendo barriere culturali e religiose.
Tania Turnaturi

