Si apre una nuova settimana ricca di appuntamenti per l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia: il 27 aprile (Sala Petrassi): proseguono i Family Concert con l’ensemble coraleLabirinto Vocale, il 28, 29, 30 aprile (Sala Santa Cecilia): il direttore Tomáš Netopil in concerto a Santa Cecilia; con lui il pianista Bruce Liu.
Dopo il successo del primo concerto, prosegue la rassegna dei Family Concert domenica 27 aprile con un nuovo appuntamento: l’ensemble Labirinto Vocale, formato da professori del Coro di Santa Cecilia, si esibirà nella Sala Petrassi (Auditorium Parco della Musica) alle ore 11:30. Il concerto sarà preceduto da una breve introduzione all’ascolto alle ore 11, a cura di Massimiliano Tonsini, che potrà fornire al pubblico strumenti utili per comprendere e apprezzare al meglio il concerto.
Rivolti ad un vasto pubblico, i Family Concert sono destinati a giovani, studenti e famiglie che intendono avviare un rapporto nuovo e vivo con l’esperienza dell’ascolto musicale. Per l’occasione, sarà eseguito un vasto repertorio vocale, che andrà dalle musiche di Guillaume Dufay fino ai più moderni Aaron Copland e Igor Stravinskij.
Il Labirinto vocale è un progetto nato per volontà di un gruppo musicisti appartenenti al Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. I componenti del Labirinto provengono dalle più eterogenee esperienze musicali ma sono uniti dal gusto della sperimentazione e dello studio della vocalità d’insieme, alla continua ricerca dell’intonazione naturale. Oltre al normale repertorio madrigalistico e a un vasto repertorio di musica contemporanea, il Labirinto Vocale esegue infatti arrangiamenti originali spaziando dalle forme pop e alla collaborazione tra voce umana ed elettronica, come anche a brani composti dal gruppo stesso. All’ensemble hanno dedicato musiche compositori come Carlo Galante, Matteo D’Amico, Roberta Vacca, Francesco Marini, Daniele Corsi e Antonio Cocomazzi. Il Labirinto Vocale è composto da un organico che varia da quattro a dodici elementi e ha collaborato con Maestri del calibro di Francesco Lanzillotta, Tonino Battista, Marco Attura, Fabio Maestri, Diego Navarro e Ludwig Wicki. Con quest’ultimo ha recentemente cantato nell’ambito del “Film Music Festival” al Forum Theatre in “Cinema Choral”, un media-concerto immersivo con le pagine corali tratte dalla musica dei film più significativi dell’ultimo cinquantennio e, lo scorso gennaio, le musiche del film Il gladiatore 2. La recente esecuzione della Little Match Girl Passion di David Lang da parte del Labirinto Vocale, al Parco della Musica e al Teatro Vascello di Roma, è stata acclamata da pubblico e critica.
Un percorso nelle musiche dell’Est Europa, in compagnia del direttore ceco Tomáš Netopil e l’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, avrà luogo lunedì 28 aprile alle ore 20.30 (repliche 29 aprile ore 20.30, 30 aprile ore 19.30) in Sala Santa Cecilia (Auditorium Parco della Musica). Il direttore Tomáš Netopil, noto per la profonda passione e il legame con il repertorio Est europeo, fa il suo ritorno a Santa Cecilia dopo alcuni anni di assenza. In questa occasione condividerà il palcoscenico con il pianista Bruce Liu, vincitore del primo premio della 18ª edizione del Concorso Internazionale di Pianoforte Chopin 2021 di Varsavia. L’indubbio talento di Liu è stato inquadrato dalle parole della BBC Music Magazine, che l’ha definito un musicista ‘dotato di un pianismo mozzafiato’, nonché uno dei talenti più entusiasmanti della sua generazione.
Il concerto si aprirà con l’esecuzione di Cinque Danze Ungheresi (nn. 17-21, orchestrazione di A. Dvořák) di Johannes Brahms, che evocano la vivace e appassionata musica popolare e folcloristica d’impronta tzigana. Qualificate come ungheresi perché in quel tempo il folclore magiaro era del tutto sconosciuto, le Danze Ungheresi – composte originariamente per pianoforte e orchestrate solo in un secondo momento – sono caratterizzate da ritmi e melodie zigane, intrecciate con il virtuosismo e lo stile tipico di Brahms. A seguire, il pianista Bruce Liu sarà protagonista del Concerto per pianoforte n. 2 di Chopin, una delle opere più celebri e romantiche del compositore polacco, che lo consacrò come punta di diamante della scrittura pianistica di quegli anni. A chiudere la serata, la Sinfonia n. 9 “Dal Nuovo Mondo”, un sottotitolo apposto dall’autore all’ultimo minuto per evitare che la sua opera fosse identificata unicamente come una ‘sinfonia americana’. La sinfonia è infatti densa di influenze e suggestioni – legate soprattutto alla musica indigena e afroamericana – che Dvořák raccoglie durante il suo soggiorno a New York ma che filtra attraverso l’esperienza musicale europea. Si tramanda che Neil Armstrong abbia portato con sé proprio questa la composizione – indissolubilmente legata nell’immaginario collettivo all’idea di un ‘nuovo mondo’ – durante la celebre missione Apollo 11 del 1969, con destinazione un mondo nuovo a tutti gli effetti: la Luna. www.santacecilia.it

