Ultimo appuntamento con Augias/Canonici l'11 maggio ore 11, Gatti a Santa Cecilia il 15, 16, 17 maggio
Ultimo appuntamento domenica 11 maggio di “Musica e Guerra”, un ciclo di tre incontri in cui Corrado Augias e Aurelio Canonici affrontano il tema della guerra in relazione alla musica, raccontando insieme al pubblico il modo in cui alcuni grandi compositori hanno interpretato diversi aspetti bellici all’interno delle loro opere. Per concludere questo discorso, dopo aver affrontato il tema dell’esaltazione della guerra e del conflitto, Augias e Canonici scelgono il tema della Desolazione. In Sala Sinopoli (Auditorium Parco della Musica) alle ore 11 si parlerà del tema – tanto tragico quanto attuale – della devastazione lasciata dai conflitti, esplorando composizioni che esprimono dolore, perdita e speranza di rinascita attraverso le musiche di Beethoven, Schönberg, Messiaen e Strauss. Biglietti intero: 12€ – abbonati e under 35: 10€
Daniele Gatti torna a Santa Cecilia deliziando il pubblico romano con ben due appuntamenti nel mese di maggio che lo vedranno impegnato in alcune pagine musicali del repertorio tardo-romantico tedesco e austriaco. Il primo giovedì 15 maggio alle ore 19.30 (con repliche venerdì 16 maggio alle ore 20.30 e sabato 17 maggio alle ore 19) in Sala Santa Cecilia (Auditorium Parco della Musica), dove Daniele Gatti, di recente nominato nuovo Direttore Principale della Sächsische Staatskapelle Dresden, dirigerà l’Orchestra e il Coro dell’Accademia nel Canto delle Parche e nel Canto del Destino di Brahms, due intense pagine corali in cui il compositore riflette sul senso della vita. Entrambi i Canti sono intonazioni di testi autorevoli, che hanno conquistato Brahms al punto di desiderare di metterli in musica: il Canto del Destino è, infatti, su testo del poeta tedesco Friedrich Hölderlin, mentre il Canto delle Parche è tratto dalla nota tragedia classica Ifigenia in Tauride nella riscrittura di Goethe.
A seguire, il senso di attesa e sospensione della Nona Sinfonia (nonché ultima) del compositore austriaco Anton Bruckner, da lui dedicata «all’amato Dio» (in tedesco dem lieben Gott). L’ultimo dei quattro movimenti della Sinfonia è rimasto incompiuto a causa della morte del compositore, sopraggiunta l’11 ottobre del 1896. Anche la Sinfonia di Bruckner non è estranea a meditazioni attorno all’esistenza, delineando all’interno del programma di Gatti un fil rouge ben preciso: un percorso di riflessione attorno all’individuo.
Il 29, 30 e 31 maggio Daniele Gatti tornerà a dirigere l’Orchestra di Santa Cecilia per il pubblico ceciliano, questa volta con musiche di Richard Wagner e Richard Strauss.
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