“Alma”: il coraggio del salto. A Firenze, una proiezione che diventa esperienza interiore
Due appuntamenti aperti a scuole e cittadinanza per vivere un’opera poetica sul dolore e la trasformazione, tra cinema, spiritualità e bellezza condivisa.
Ci sono eventi che si distinguono dagli altri per la capacità di generare riflessioni, di aprire spazi di ascolto e confronto, e di lasciare un segno che resta anche dopo. Diventano occasioni per guardare le cose da una prospettiva diversa, con più attenzione e consapevolezza. È il caso della proiezione del cortometraggio “Alma”, tratto dal libro Alma, il dolore agile di Ilaria Maria d’Urbano, in programma giovedì 22 maggio 2025 nella suggestiva Sala d’Arme di Palazzo Vecchio a Firenze, con due proiezioni, alle ore 10.00 e alle ore 18.00, aperte rispettivamente a scuole e cittadinanza.
Con il patrocinio del Comune di Firenze e in collaborazione con l’Assessorato al Welfare, l’evento è molto più di una visione cinematografica: è un invito a riflettere sul mistero della morte, sul valore dei legami, sulla forza gentile della rinascita. Un incontro tra linguaggi e visioni, un’occasione rara per confrontarsi sui temi dell’identità, della spiritualità, della memoria e dell’amore per la natura.
Il film – delicato e potente – è firmato alla regia da Camilla Cattabriga, con scenografie di Marco Dentici, Premio David di Donatello. Protagonista nel ruolo di Alma adulta è Nina Pons, mentre Ilaria Maria d’Urbano interpreta la madre, in un’opera che attraversa generazioni e simboli con tocco poetico e visionario.
Dopo ciascuna proiezione seguirà un dibattito ricco e corale, con la presenza di figure autorevoli e profondamente diverse, unite da una sensibilità comune. Il poeta Davide Rondoni porterà la sua voce intensa e teatrale; Pierpaolo Orlando, poeta e presidente della Scuola Fenysia, interverrà sul piano formativo e linguistico; Marco Luceri e Laura Della Corte, critici cinematografici, aiuteranno a decifrare il linguaggio delle immagini; la giornalista e docente Ginevra Barbetti introdurrà con alcune domande all’autrice i due incontri; Manuela Ricci Bocciolini, esperta di identità olfattiva, aprirà un’interessante finestra sensoriale.
Al fianco degli artisti, anche le voci del mondo spirituale e terapeutico: Bernardo Gianni, abate di San Miniato al Monte, rifletterà sul senso del dolore e della rinascita alla luce del sacro, mentre gli psicoterapeuti Nicola Paulesu (anche assessore al welfare) e Lara Pelagotti approfondiranno i temi legati all’elaborazione del lutto e alla trasformazione interiore.
Il racconto di Alma – il cui nome significa “anima”, ma anche “salto”, “soffio”, “nutrimento” – è il filo conduttore di un viaggio che coinvolge il corpo, il cuore e la mente. Il cortometraggio ha già ricevuto prestigiosi riconoscimenti, tra cui il Premio Migliore Cortometraggioe il Premio Panalight al festival “Primo Piano sull’Autore – Pianeta Donna”, e ha incantato giurie e pubblico con la sua eleganza formale e la profondità emotiva.
Organizzato dall’Associazione culturale “Ahah! L’esperienza della scoperta”, questo evento invita tutti – giovani, adulti, curiosi, educatori – a fermarsi, ascoltare, e forse anche cambiare sguardo.
Perché, come insegna Alma, a volte il dolore può essere anche agile, se lo si attraversa con la grazia di chi sa trasformarlo in bellezza.

