Nuova Produzione del Festival di Halle
Agrippina a Las Vegas
Nuova Produzione del Festival di Halle
L’annuale Festival Händel di Halle è sempre occasione di gioia per gli appassionati di musica barocca e di Georg Friedrich Händel, nato in questa città nel 1685. La rassegna combina da sempre fedeltà storica, innovazione nelle interpretazioni e riscoperta di opere dimenticate.
Lo scorso giugno il Festival ha portato in scena una nuova produzione di Agrippina, celebre opera seria di Händel, che debuttò a Venezia nel 1709 divenne il suo primo grande successo. La vicenda si sviluppa attorno agli inganni e alle lotte per il potere che travagliano la corte dell’Impero Romano. La protagonista, Agrippina, sfrutta la falsa notizia della morte del marito, l’imperatore Claudio, per architettare un piano che porti il figlio Nerone a diventare il nuovo sovrano. Per raggiungere il suo obiettivo manipola le ambizioni e i desideri degli altri personaggi, anche loro bramosi di potere. I suoi piani si complicano quando Claudio si rivela essere ancora vivo, grazie all’intervento di Ottone, comandante dell’esercito. Da questo momento, si scatenano aspre rivalità e conflitti, sia politici che sentimentali. Walter Sutcliffe, intendente dell’Opera di Halle, ne cura la regia e ha deciso di dare all’opera un’impronta ironica e surreale, spostando l’ambientazione in un casinò di Las Vegas negli anni ’80. La lotta per il trono si trasforma in una competizione per il denaro e il successo, con un’atmosfera grottesca e caricaturale. L’idea all’inizio disorienta un po’ lo spettatore, data la distonia fra immagini e parole, ma coglie poi nel segno grazie soprattutto alle scene precise e scintillanti di Aleksandar Denić. Lo scenografo serbo ha ricreato con grande cura i dettagli tipici di Las Vegas, con luci al neon, slot machine e costumi esagerati, che enfatizzano il lato kitsch e decadente dell’ambientazione. Questo scenario, ricco di glamour e ironia, ha reso lo spettacolo particolarmente coinvolgente e ha conquistato il pubblico. Eccellente la compagnia di canto per le interpretazioni vocali e recitative. Il soprano Romelia Lichtenstein ha dipinto Agrippina come una donna scaltra e manipolatrice, con una presenza scenica carismatica e una voce potente e matura. Vanessa Waldhart, nei panni di Poppea, ha offerto un ritratto di una giovane donna determinata e affascinante, con soprano luminoso e un’interpretazione vibrante. Il controtenore Leandro Marziotte ha dato vita a un Nerone immaturo e facilmente manipolabile, mentre Christopher Ainslie ha interpretato Ottone, l’unico personaggio moralmente integro, con delicatezza e lirismo. Ki-Hyun Park, nei panni di Claudio, ha incarnato un imperatore ridicolo e vanitoso, con una voce profonda e potente di basso. Molto bene anche i comprimari. La direzione musicale è stata curata da Laurence Cummings, esperto di musica barocca,
che ha guidato l’orchestra con precisione ed equilibrio, mantenendo un’interpretazione fedele alla tradizione musicale di Händel, nonostante il contrasto con l’ambientazione contemporanea. Il pubblico ha riempito il teatro e ha accolto con entusiasmo l’originalità dello spettacolo,
applaudendo calorosamente. La serata è stata un successo e ha lasciato il pubblico con grandi aspettative per le future edizioni del Festival.
COPYRIGHT FOTO: © Matthias Horn

