Sul podio Diego Mathuez, il 7 agosto alle ore 21.30 alle Terme di Caracalla
I celeberrimi Carmina Burana di Carl Orff chiudono il Caracalla Festival 2025: data unica, giovedì 7 agosto alle ore 21.30 alle Terme di Caracalla di Roma per l’ultima serata del festival Tra Sacro e umano curato da da Damiano Michieletto.
È proprio il superamento nel dicotomico dualismo tra la cultura alta e la cultura popolare, concetto alla base del cartellone del festival, che è anche alla base di quello che viene considerato il capolavoro di Orff: rappresentato per la prima volta con grande successo l’8 giugno 1937 allo Staatsoper di Francoforte e subito acclamato dal pubblico è fra le più amate e celebri pagine del repertorio sinfonico-corale trainato dall’incipit O Fortuna.

Testo dei Carmina Burana, scelti da Orff, sono un gruppo di canti goliardici di ispirazione profana contenuti in un manoscritto anonimo conservato nella biblioteca del convento Benediktbeuren in Baviera: protagonista assoluto è l’uomo, le sue gioie e i suoi dolori, sempre all’insegna della Fortuna. La musica, di immediato impatto, ritmo incessante e accattivante ascolto, accompagna storie di felicità e d’amore, di allegria e di dolore che vengono ispirate alla natura e al vino, alla vita e alla morte.
I Carmina Burana, distinti in un prologo, e in tre parti dedicate alle Primavera, ai canti da taverna e all’amore, saranno diretti dal venezuelano Diego Matheuz, musicista tra i più affermati della prima generazione emersa da El Sistema di Abreu. Protagonista sul palco, il Coro della Fondazione capitolina diretto da Ciro Visco, solisti saranno il soprano Giuliana Gianfaldoni, il tenore Levy Sekgapane e il baritono Vito Priante, che al Caracalla Festival ha anche interpretato Leporello nel nuovo allestimento del Don Giovanni secondo Vasily Barkhatov. Sul palco anche anche la Scuola di Canto Corale del Teatro dell’Opera di Roma.
Info e dettagli su operaroma.it.
Fabiana Raponi

