“ODYSSEUS – THE WORLD WE ARE” conquista il pubblico del Carnuntum Art Festival
Un folto pubblico ha gremito ieri sera la platea di Petronell-Carnuntum per assistere a “Odyssea – The World We Are”, nuova creazione firmata dal regista Mattia Sebastian Giorgetti, nell’ambito del Carnuntum Art Festival curato da Costantina Bordin, 36ma edizione.
Uno spettacolo intenso e suggestivo che ha riscosso un grande successo di pubblico e critica, confermando Giorgetti come una delle voci registiche più originali e radicali del panorama europeo.
Lo spettacolo si è svolto nella suggestiva cornice dell’Anfiteatro Romano, che nelle scorse edizioni ha ospitato registi del calibro di Tadashi Suzuki, Robert Wilson, Peter Brook ed Ellen Stewart, e che la prossima settimana accoglierà Theodoros Terzopoulos con Orestiadi.
In scena, i tre giovani interpreti Elisa Bruschi (Circe), Anna Germani (Penelope) e Alessandro Miano (Tiresia) hanno dato vita a un ensamble potente e vibrante, capace di attraversare mito e contemporaneità. L’artista Elena Tagliapietra ha arricchito la produzione con la sua video arte e con un intervento pittorico dal vivo trasformando i corpi in immagini viventi e amplificando la forza visiva del racconto.
Guest Voice over la brava Benedetta Laurà nei momenti video .
L’opera – scritta da Mattia Sebastian Giorgetti e Alessandro Miano – capovolge il mito omerico dall’interno: non più Ulisse al centro della narrazione, ma Penelope, voce che smonta l’epica e ne rivela le ferite nascoste.
Il titolo The World We Are sottolinea come il mondo che ereditiamo sia anche quello che scegliamo di non cambiare: uno spazio brutale, ma non privo di speranza.
Per Giorgetti – regista e scenografo, da oltre vent’anni collaboratore del maestro giapponese Tadashi Suzuki e protagonista di numerosi progetti internazionali – questo lavoro rappresenta una tappa fondamentale in un percorso di ricerca che intreccia mito, corpo e politica. Odysseus – The World We Are si afferma così come un rito laico, un atto poetico e politico, in cui la parola diventa carne, memoria e accusa.
Il pubblico di Carnuntum ha accolto la creazione con un lungo applauso finale, suggellando la riuscita di una serata che rimarrà tra i momenti più intensi di questa edizione del Festival.
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in collaborazione con
ART CARNUNTUM THEATRE FESTIVAL
Photo Barbara Pálffy
Anna Germani ed Elisa Bruschi

