Lo spettacolo Dracula parte dalla rilettura del classico di Bram Stoker per trasformarsi in un rituale scenico che squarcia il velo dell’immortalità per toccare la sua più profonda maledizione. Frutto della regia visionaria di Andrea De Rosa, Direttore Artistico della Stagione del TPE, e del potente testo del pluripremiato drammaturgo Fabrizio Sinisi, questa produzione si impone come un evento fondamentale del teatro contemporaneo. È la conferma definitiva che il Teatro Astra, guidato dalla sapiente mano di De Rosa, è oggi un epicentro di ricerca scenica e poetica a livello nazionale ed europeo. L’elemento più sconvolgente e riuscito di questa produzione è l’uso rivoluzionario dello spazio. Il Teatro Astra viene letteralmente aperto e capovolto, trasformato in un’architettura che non ospita, ma incarna l’orrore. Non è più una sala, ma l’anima oscura dei personaggi, un luogo infernale di visione in cui lo spettatore è immerso senza vie di fuga. Lo scenario diviene una sala operatoria dei nostri animi inquieti, un incubo pulsante che si estende dalle assi del pavimento fino alle graticce infestate di spettri, presenze mostruose e navi maledette invase dai topi. Questa rottura spaziale crea un’immersione fisica: si è circondati dal dramma, da una pioggia nera di sangue che cola dall’alto e dalla violenza emotiva di cuori divelti. Il ribaltamento totale dello spazio scenico, con sedute poste in verticale e supporti neri attaccati alla parete di fondo, costringe il pubblico a confrontarsi con una prospettiva distorta, che spazia dal fondale profondo su più piani all’uso delle altezze vertiginose del teatro come luogo di azione semi-nascosto, immergendolo totalmente nel proprio infernale mondo di visione. Al centro di questa apocalisse si staglia l’interpretazione magistrale e totalizzante di Federica Rosellini nel ruolo di Dracula. L’attrice, furia prodigiosa del nostro teatro, incarna l’oscuro Conte non solo con la voce e la presenza, ma con un corpo immortale in rutilante sofferenza. La Rosellini utilizza lo spazio capovolto in modo acrobatico e simbolico, compiendo un’azione scenica che è insieme ascesa e dannazione: si arrampica alle pareti, sfruttando le sedute in verticale e i supporti come appigli in una disperata fuga dalla propria condizione eterna. La sua performance è una fusione di forza, eleganza e agonia, restituendo la fragilità e la mostruosità di un essere condannato a esistere oltre il tempo umano. Il testo di Fabrizio Sinisi è un labirinto intellettuale ed emotivo che rifiuta la linearità. Si muove con una libertà formidabile a livello diacronico, attraversando tempi, spazi e modalità sceniche. Non si limita a raccontare gli eventi, ma disseziona emozioni, visioni e stati di coscienza. È un’alternanza sapiente di luce e ombre in cui il linguaggio si fa tagliente e poetico, elevando la storia di Dracula a una riflessione sull’eternità e sul desiderio umano. A questa complessità drammaturgica si unisce una magistrale cura dell’ecosistema sonoro, frutto del lavoro magistrale del tre volte Premio UBU G.U.P. Alcaro, dove il suono è esso stesso un personaggio. La musica, amplificata da subwoofer potenti strategicamente disposti in scena, non è semplice accompagnamento, ma una forza fisica che penetra i corpi del pubblico. Le basse frequenze martellanti simulano il battito cardiaco, il terrore e l’agonia. L’ossessione del Vampiro per l’amore è il motore di questa sofferenza eterna. L’oscuro Dracula, pur nella sua disumana condanna, ritrova quel sentimento intenso e selvaggio che lo rende vulnerabile e lo spinge alla ricerca di una fine. La scena finale è di intensità struggente: un dialogo intenso alla ricerca dell’alba perduta. È qui che si gioca la partita decisiva tra la condanna del non-morto e il richiamo della passione primordiale. L’atto conclusivo genera un lampo di luce catartica che, sciogliendo l’incantesimo e dissolvendo il mostro, celebra l’ultima, disperata vittoria del sentimento. Un finale memorabile che commuove e squarcia l’oscurità. Con Dracula, Rosellini si conferma una realtà imprescindibile del nostro teatro contemporaneo e, con De Rosa alla regia, questa produzione segna un punto altissimo per la stagione del TPE. Assolutamente da non perdere.
Visto il 14 novembre 2025
Teatro Astra – Torino
Dracula
Liberamente ispirato al romanzo di Bram Stoker
Testo: Fabrizio Sinisi
Regia: Andrea De Rosa
Con: Michelangelo Dalisi, Marco Divsic, Michele Eburnea, Chiara Ferrara, Federica Rosellini
Spazio Scenico: Andrea De Rosa, Luca Giovagnoli
Luci: Pasquale Mari
Cura dell’Ecosistema Sonoro: G.U.P. Alcaro
Costumi: Graziella Pepe
Assistente alla Regia: Marco Corsucci
Produzione: TPE – Teatro Piemonte Europa

