C’è un silenzio tagliente, quasi materico, che accoglie lo spettatore tra i velluti del Teatro Gobetti. Una tensione epidermica che non scaturisce dall’azione, ma dal collasso stesso della parola. La Mirra di Vittorio Alfieri, riletta e diretta da Giovanni Ortoleva, si spoglia di ogni polvere accademica per farsi indagine chirurgica sul più inconfessabile dei tabù: l’amore incestuoso tra padre e figlia. Ortoleva prende l’endecasillabo alfieriano e lo trasforma in un piano-sequenza teatrale, un dispositivo claustrofobico in cui il linguaggio si sgretola sotto il peso di un desiderio indicibile. Il palcoscenico smette di essere il mero luogo della rappresentazione per diventare l’arena di un corpo a corpo estenuante tra ciò che brama esplodere e ciò che l’istituzione familiare costringe a reprimere. Gli interpreti in scena – Marco Cacciola, Monica Demuru, Marco Divsic, Mariangela Granelli e Lorena Nacchia – abitano questa faglia sottilissima con un rigore assoluto. Non c’è consolazione nella loro fisicità, ma solo un tormento denso, che si muove a scatti tra silenzi siderali e improvvise fratture emotive. Affiancati dalle scene di Federico Biancalani e tagliati dalle luci di Massimo Galardini, gli attori cuciono addosso ai propri personaggi una gabbia invisibile, dove la tragedia individuale diventa la lente per osservare la disintegrazione di un intero sistema valoriale. Non c’è giudizio morale, logica rassicurante o facile risoluzione in questa co-produzione del Teatro Metastasio di Prato e dello Stabile di Torino. C’è solo un’umanità così francamente impudente e ferita da mettere a disagio e, al contempo, muovere alla complicità. Un attacco frontale emotivo che lascia la platea immersa nel bisogno primordiale di fare i conti con i propri personali silenzi.
Visto il 27 febbraio 2026
Teatro Gobetti – Torino
Mirra
di Vittorio Alfieri
adattamento e regia di Giovanni Ortoleva
con Marco Cacciola, Monica Demuru, Marco Divsic, Mariangela Granelli, Lorena Nacchia
scene Federico Biancalani
costumi Aurora Damanti
light designer Massimo Galardini
musiche e sound design Pietro Guarracino in collaborazione con Davide Martiello
assistente alla regia Caterina Rossi
Teatro Metastasio di Prato, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale

