Il capolavoro del Novecento debutta all Costanzi
Le atmosfere incantate e fiabesche del Sogno di una notte di mezza estate di George Balanchine ammaliano il Teatro dell’Opera di Roma: un debutto assoluto al Costanzi per un capolavoro del Novecento pronto a entrare nel repertorio del Corpo di Ballo capitolino diretto da Eleonora Abbagnato.
Il Sogno è una meraviglia inaspettata per chi occhi: ispirato all’omonima commedia shakespeariana intreccia, fra la corte di Atene e la foresta incantata, le vicende di tre coppie, Titania ed Oberon, regnanti del mondo magico, e le due coppie di giovani amanti mostrando allo spettatore il labile confine fra la realtà e il sogno incanto della foresta incantate. Il nuovo allestimento del Teatro punta sulla meraviglia visiva delle scenografie e dei costumi ideati da Gianluca Falaschi, nuvole impalpabili di colori per il sontuoso abito della regina Titania, per le fate e per i folletti della foresta, tocchi lucenti per la tunica dello spirito Puck fino agli abiti strutturati di foggia neoclassica, in rosso e in blu, per riconoscere immediatamente le due coppie di amanti e i raffinati tutù decorati del secondo atto durante le nozze.
Incantevoli e maestose le scenografie (realizzate nei laboratori del Teatro) fra la foresta e il grande salone della corte ateniese che omaggiano chiaramente le prospettive e i disegni di Piranesi: le scene, come i costumi sono perfettamente divisi fra la leggerezza fluida e impalpabile del mondo magico della foresta e il mondo reale della corte.
Karen Durgaryan dirige le musiche di Mendelssohn, tra cui primeggia il Coro diretto da Ciro Visco e le voci soliste delle allieve di Fabbrica Young Artist Program Jessica Ricci e Maria Elena Pepi.

Cuore dello spettacolo resta la coreografia di Balanchine: con assoluta genialità il coreografo ha praticamente colpito due balletti in uno.
Il primo atto è squisitamente narrativo e il secondo è un balletto autonomo un puro divertissement.
Il primo atto delinea con fulminea rapidità e semplicità di fruizione le tre vicende intrecciate, la lite di Oberon e Titania e i trucchi magici di Pack che gettano lo scompiglio fra le due coppie di amanti mostrando come gli umani siano manipolati dalla magia.
Incanta la coreografia di Balanchine, fra elegante fluidità e passi di pura bellezza che agevolano con leggiadria una narrazione veloce, ma completa, offrendo con tocchi rapidi i caratteri dei personaggi: spazio alla regalità di Titania, una splendida Marianna Suriano, che si ritrova per magia a innamorarsi dell’artigiano Bottom trasformato in asino danzando un romantico passo a due. pasticcione Puck.

I danzatori mostrano pienezza e maturità interpretativa tratteggiando i loro personaggi, dall’étoile Alessandra Amato che interpreta Elena innamorata di Demetrio che però le preferisce la bella Ermia di Marta Marigliani al fiero Oberon di Simone Agrò.
Il secondo atto, che si apre sulle note della celebre Marcia nuziale, è un pretestuoso, delizioso, divertissement: è balletto puro con le coppie che danza in occasione delle nozze regali di Teseo e Ippolita dove alla purezza dei passi a due si alterna la perfetta geometria delle danza di gruppo per lasciare spazio allo straordinario virtuosismo tecnico dei danzatori. Dal palazzo reale si torna all’incanto della foresta e all’ordine ricostituito su cui cala la quiete della notte.
Un incanto fiabesco fra standing ovation e applausi del pubblico.
Fabiana Raponi

