27, 28 e 29 ottobre | Mattatoio e Teatro Vascello
Chi ha il diritto di interpretare il corpo di una donna? Chi decide se un gesto è un sintomo o una forma di espressione, quali corpi rendere visibili e quali condannare all’oblio? Attorno a queste domande si incontrano Can Can di Giovanni Ortoleva e Irene Mantova, in programma il 27 e 28 ottobre al Mattatoio, in prima nazionale, con la produzione della Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse e La Medium di Marta Cuscunà, al debutto il 28 e 29 ottobre al Teatro Vascello, in corealizzazione con La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello e in collaborazione con Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa (coproduttore dello spettacolo). Due creazioni che, attraverso l’illusionismo, il teatro di figura e la danza, attraversano la storia della medicina e della rappresentazione del corpo femminile, riportando alla luce vicende in cui lo sguardo degli altri diventa uno strumento di controllo, ma anche il punto di partenza per riconquistare la propria voce.
A fungere da fil rouge tra entrambi gli spettacoli è un luogo emblematico: la Salpêtrière di Parigi, il grande ospedale-manicomio che nell’Ottocento divenne uno dei principali centri di studio della neurologia e della psichiatria. Qui i corpi delle donne venivano osservati, classificati e fotografati, trasformati in oggetti di indagine scientifica e rappresentazione. Da questa storia prendono forma due percorsi diversi e complementari: quello di Hersilie Rouy, che attraverso la scrittura e l’illusionismo si oppose alla propria cancellazione, e quello di Jane Avril e Irene Mantova, che attraverso la danza e la performance trasformano il corpo da oggetto dello sguardo altrui in strumento di espressione e autorappresentazione.
Con Can Can, Giovanni Ortoleva intreccia la storia di Irene Mantova, performer a cui è stata diagnosticata l’epilessia a venticinque anni dopo una lunga esperienza di crisi rimaste senza spiegazione, con quella di Jane Avril, la celebre ballerina di can can immortalata da Toulouse-Lautrec. Ricoverata da adolescente alla Salpêtrière per epilessia, Jane Avril avrebbe trasformato un corpo sottoposto allo sguardo clinico in uno strumento di espressione artistica, diventando una delle protagoniste della vita culturale parigina. La sua vicenda incontra quella di Irene in un dialogo tra epoche diverse, accomunate dalla possibilità di riscrivere il significato attribuito al proprio corpo. Ortoleva attraversa le immagini che hanno costruito l’immaginario dell’epilessia: dalle fotografie delle pazienti realizzate sotto la direzione del neurologo Jean-Martin Charcot ai documenti scientifici, fino ai video di chi oggi condivide online la propria esperienza delle crisi. In scena, Irene Mantova si confronta con questi materiali attraverso il movimento, alternando riproduzione e deformazione, danza e parodia, pathos e ironia. Ciò che per lungo tempo è stato considerato un sintomo incomprensibile, oggetto di paura e fascinazione, diventa così materia coreografica. Senza negare la sofferenza, Can Can si sottrae all’obbligo di raccontarla soltanto come tragedia. Il corpo della performer diventa il punto di partenza di un racconto personale e artistico, capace di mettere in discussione le immagini ereditate dalla storia e il confine tra curiosità e controllo, tra testimonianza e spettacolarizzazione.
Con La Medium, Marta Cuscunà riporta invece alla luce la storia di Hersilie Rouy, compositrice e maestra di musica nata a Milano nel 1814, figlia dell’illusionista Charles Rouy, celebre per il numero della “Donna invisibile”. Indipendente e anticonformista, nel 1854 Hersilie venne internata ingiustamente in manicomio e trascorse quattordici anni negli istituti psichiatrici francesi, privata della propria identità e della possibilità di decidere della propria vita. Durante la prigionia, però, Hersilie non smise di lottare. Trasformò le tecniche di illusionismo apprese dal padre in strumenti di sopravvivenza, ricorrendo a identità fittizie, messaggi segreti e astuzie teatrali per resistere ai propri carcerieri. Attraverso la scrittura documentò gli abusi subiti, facendo della propria esperienza una denuncia pubblica contro il sistema manicomiale. Dopo la liberazione, portò avanti una battaglia che contribuì a scuotere l’opinione pubblica francese e a mettere in discussione le pratiche coercitive degli istituti psichiatrici.
Liberamente ispirato a Incantagioni di Mariano Tomatis, La Medium restituisce questa vicenda attraverso un universo scenico in cui la magia perde la sua funzione di semplice meraviglia e diventa un gesto di resistenza. Illusionismo, sedute spiritiche, macchinari, voci fuori campo e materiali d’archivio si intrecciano con la tradizione popolare delle guarattelle napoletane, in un incontro tra artigianalità teatrale e ricerca tecnologica. Il confine tra apparizione e sparizione diventa così una metafora del potere: se per secoli il corpo femminile è stato utilizzato come strumento dell’illusione, Cuscunà ribalta le regole del gioco e affida alla magia la possibilità di smascherare ciò che è stato nascosto. Hersilie non è più una figura da far scomparire, ma una donna che si appropria dei meccanismi dell’inganno per resistere, denunciare e riaffermare la propria esistenza. La sua storia diventa il racconto di una libertà negata e riconquistata, ma anche una riflessione sulla violenza di genere e sui meccanismi che, ieri come oggi, stabiliscono chi può prendere parola e chi rischia di essere dimenticato.
Biografie – Giovanni Ortolena / Can Can
Giovanni Ortoleva è regista e autore. Laureato in Scienze e Tecniche di Psicologia Cognitiva presso l’Università di Trento, si diploma in Regia Teatrale alla scuola Paolo Grassi di Milano. Nel 2018 viene premiato dalla Biennale di Venezia con la menzione speciale come “Regista Under 30” ed è invitato a presentare i suoi due primi spettacoli, “Saul” (da A. Gide, di R. Favaro e G. Ortoleva) e “I rifiuti, la città e la morte” (di R. W. Fassbinder), nelle edizioni 2019 e 2020 del festival veneziano.
Da allora realizza spettacoli in veste di regista, curando personalmente la scrittura o collaborando con autori contemporanei, tra i quali R. Favaro e F. Bellini. Il suo lavoro si concentra sulla rilettura del nostro patrimonio culturale, inteso come riattraversamento critico di storia, storie e biografie. Tra le produzioni più recenti, “La signora delle camelie”(da A. Dumas, di G. Ortoleva), “Dramma industriale” (di R. Favaro), “Mirra” (di V. Alfieri).
Nel 2025 riceve il premio dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro per il suo percorso da regista. Dal 2022 al 2024 è regista residente del Teatro della Tosse di Genova, dal 2025 al 2027 ne diventa artista associato. Dal 2024 è docente di recitazione dell’Accademia Nazionale di Arte Drammatica Silvio D’Amico di Roma. Del suo lavoro ilNew York Times ha scritto che “mostra una promessa e un’immaginazione degni di nota.”
Irene Mantova nasce a Città della Pieve (Pg) nel 1996. Nel 2021 si diploma in ANAD “Silvio d’Amico” con “Hotel Goldoni” di Antonio Latella. Dopo il diploma lavora in produzioni come “Pene d’Amor perdute” di Massimiliano Farau, “Late Hour scratching poetry” presso La Biennale di Venezia. E’ co-regista in “Joanna Karol Paul” di Giulia Massimini (Teatro Basilica, Rm), e nel 2023 organizza una rassegna di nuove drammaturgie, “Lune Nuove” presso Zalib (Rm). Prende poi parte al Biennio d’alta formazione dell’ANAD “Silvio d’Amico” diretto da Antonio Latella formandosi con registi italiani come Giovanni Ortoleva, Leonardo Manzan e registi internazionali come Thom Luz e Nathalie Béasse, partecipando con i saggi provenienti da questa formazione al Festival di Spoleto e alla Biennale di Venezia – Teatro.
Nel 2025 è vincitrice del bando “Powered by REF” e partecipa in due occasioni al RomaEuropa Festival: con il proprio lavoro “612-ter”, di cui è autrice e attrice, e come attrice in “Real Estate Drama”, regia di Antonella Lo Bianco.
Nel Dicembre 2025 debutta in “Misura per Misura”, per la regia di Giacomo Bisordi e la produzione Teatro di Roma
Biografie – Marta Cuscunà / La Medium
Marta Cuscunà è nata a Monfalcone, città segnata insieme dalla storia del cantiere navale e dalle conseguenze dell’amianto. Autrice e performer di teatro visuale, nella sua ricerca intreccia attivismo, drammaturgia per figure e scrittura scenica. Il suo percorso si forma a partire da Prima del Teatro – Scuola Europea per l’Arte dell’Attore, dove incontra maestri come Joan Baixas, José Sanchis Sinisterra e Christian Burgess. Dopo le prime esperienze internazionali tra Italia, Spagna e Regno Unito, avvia un percorso autoriale che la porta a firmare e interpretare lavori come È bello vivere liberi!(2009), La semplicità ingannata (2012) e Sorry, boys (2015), tappe centrali di una ricerca che coniuga teatro civile, ironia e dispositivi visuali. Negli anni successivi approfondisce il rapporto tra immaginario mitico, tecnologia e drammaturgia per figure in lavori come Il canto della caduta, Earthbound e Corvidae. Sguardi di specie. Dal 2009 al 2019 ha fatto parte di Fies Factory / Centrale Fies. Dal 2021 è artista associata al Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa.
Orari
Giovanni Ortoleva – Can Can | Mattatoio
Martedì 27 e Mercoledì 28 ottobre | ore 21
Marta Cuscunà – La Medium | Teatro Vascello
Mercoledì 28 e Giovedì 29 ottobre | ore 21
INFO E BIGLIETTERIA
promozione@romaeuropa.net | 06 45553050
Via Dei Magazzini Generali 20/A, 00154, Roma

