La danza sulla terra nella leggendaria Le sacre du Printemps di Pina Bausch, il Bolero di Béjart, Within the Golden Hour di Christopher Wheeldon, il 30 e il 32 luglio alle Terme di Caracalla
Le Sacre du printemps
di Pina Bausch per la prima volta interpretata da una compagnia italiana: un evento, il 30 e il 31 luglio (ore 21.00) alle Terme di Caracalla per Caracalla Festival 2025 con la Compagnia di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma diretta da Eleonora Abbagnato.
L’evento, in occasione dei 50 anni della creazione de Le Sacre di Pina Bausch, chiude un’attesissima serata che offre uno sguardo completo sulla danza contemporanea nel trittico accanto al Bolero di Béjart e Within the Golden Hour di Wheeldon attraverso tre coreografie molto diverse per uno sguardo a 360 gradi sulla danza contemporanea. In scena, il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma con i suoi solisti e la presenza delle étoiles Rebecca Bianchi, Susanna Salvi, Alessio Rezza, dei primi ballerini Federica Maine, Marianna Suriano, Claudio Cocino, Michele Satriano, special guest Friedemann Vogel.

“Portare Le Sacre du printemps a Caracalla è un sogno che si realizza. Sono tanti anni che penso a questo titolo perché l’ho danzato per la prima volta con Pina Bausch all’Opera di Parigi nel 1997 ed è stato un momento che rivoluzionato il mio modo di essere, su come amare la danza e come amare la vera interpretazione” il commento di Eleonora Abbagnato, legatissima a questo titolo che ha interpretato tante volte in carriera e che festeggia i dieci anni come direttrice del Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma – Credo fosse arrivato il momento giusto di portare questo titolo ai miei danzatori perché li vedere crescere, cambiare, maturare, e hanno un’altra voglia e un’altra fisicità, un’altra voglia di lavorare. C’è stata un’evoluzione incredibile in questo teatro e spero che anche il pubblico capisca questa forza musicale e fisica che mettono i ballerini, personali, sofferenze e quello che ti porti dietro: questo deve arrivare al pubblico e sono sicura che sarà sorprendente anche da spettatore”.
La leggendaria Le Sacre di Pina Bausch, del 1975, è una delle più forti e suggestive riletture del capolavori di Igor Stravinskij: i danzatori si muovono sul un palco interamente ricoperto di terra (ideato da Rolf Borzik) e la coreografa trasforma il rito del sacrificio in una danza corale e ancestrale in cui le donne si passano una veste rossa, il simbolo del sacrificio che finisce per avvolgere tutti i danzatori in una drammaturgia e un impatto visivo di grande forza e intensità.
“Le Sacre è un balletto molto emozionante e c’è grande sforzo fisico – il commento di Jorge Puerte Armenta, coreografo ripetitore – è una sensazione di danza pura, di movimento, di sperimentazione dell’energia e di dialogo con il corpo. Tutto è stato provato e messo a punto e direi che la libertà inizia solo quando abbiamo quelle conoscenze e i nostri corpi cominciano a percepire quei movimenti. La terra è lì per far che qualcosa accada non è qualcosa di cui fai le prove. Vorresti che tutto fosse perfetto, ma la terra non si muove mai nello stesso modo e in quel momento si avvera ciò che deve accadere ai danzatori”.

Se la serata si conclude con la forza espressiva de Le Sacre, si apre con la leggiadria poetica de Within the Golden Hour di Christopher Wheeldon, un raffinato atto unico fra le migliori creazioni del coreografo britannico che lo definisce una “serie di piccoli dipinti o schizzi ispirati dalla musica”, poesia per quattordici danzatori sulla partitura per archi composta da Ezio Bosso e da Antonio Vivaldi, entrato nel repertorio della compagnia capitoline nella stagione 2022.2023.
Poetico l’impatto visivo che evoca la magia dell’ora dorata del titolo, subito dopo l’alba e prima del tramonto, anche grazie ai luminosi costumi firmati da Anna Biagiotti.

Cuore dello spettacolo è il trascinante, mitico Bolero di Maurice Béjart, creazione del 1961 su musica di Maurice Ravel, che segue con rigore e intensità il trascinante crescendo della partitura grazie alla tensione coreutica del collettivo maschile in scena. Béjart punta all’essenziale nella coreografia che si fregia di pochi elementi che generano massima potenza espressiva. Il ruolo centrale de La Mélodie, viene affidato ora a una donna, ora a un uomo, la guest Friedemann Vogel, già al Festival con Nuit Romaine nel 2024.

Sul podio dell’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, Ido Arad per Stravinskij e Ravel mentre le musiche di Within the Golden Hour sono su base registrata, eseguite dall’Orchestra capitolina con le parti soliste affidate a Vincenzo Bolognese (violino), Koram Jablonko (viola) e la direzione a Carlo Donadio. Il 30 e il 31 luglio, alle ore 21 info e biglietti su operaroma.it.
Fabiana Raponi

