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Teatrionline > Blog > Musica > Il bianco e nero: Mark e Winston al Lyceum di Londra per Bob Marley
Musica

Il bianco e nero: Mark e Winston al Lyceum di Londra per Bob Marley

Redazione
Ultima modifica: 27 Febbraio 2013 11:53
Redazione
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Casa del JazzGiovedì 28 febbraio alla Casa del Jazz nuovo appuntamento con “Art and Soul-Storie di Musica in Musica” curata da Alberto Castelli. “Il bianco e nero: Mark e Winston al Lyceum di Londra per Bob Marley” con: Alberto Castelli voce, Mr. DMC reggae selecter, Emiliano Wufer chitarra e voce, Jump chitarra, G- Cake basso, Simple Momy voce.

Il 18 luglio del 1975, Bob Marley And The Wailers salirono sul palco del Lyceum di Londra per un concerto destinato a passare alla storia. Da quell’esibizione fu tratto anche il celebre Live!, l’album pubblicato nel dicembre dello stesso anno che segnò un momento decisivo nella carriera del “Re del Reggae”.

Il reading che andrà in scena alla Casa de Jazz giovedì 28 febbraio racconterà la storia di quel concerto leggendario e soprattutto quella di due amici – Mark e Winston – che parteciparono giovanissimi a quell’indimenticabile serata.

Il testo della performance è stato scritto da Alberto Castelli ed è stato pubblicato in parte qualche anno fa a puntate dalla rivista Superfly.

Mark e Winston nel 1975 hanno 17 anni, uno è bianco (Mark) e l’altro (Winston) è figlio di migranti giamaicani, arrivati a Londra in cerca di una possibilità per migliorare la loro vita.

L’amicizia tra i due “kids” è cementata dalla loro passione per il reggae e soprattutto per Bob Marley. La loro è un’amicizia che supera qualsiasi differenza legata al colore della pelle e alle loro vicende personali. Partecipare a quel concerto rappresenterà un momento chiave, indimenticabile, nella loro vicenda, qualcosa che li legherà per il resto della loro vita.

Alberto Castelli racconterà quella serata, quel concerto e quell’amicizia, mentre il gruppo di musicisti che saranno sul palco al suo fianco interpreteranno alcune delle canzoni più belle e conosciute di Bob Marley.

ALBERTO CASTELLI

Quasi citando Nanni Moretti (fa chic e non impegna), Alberto Castelli è da poco uno “splendido cinquantenne”, o qualcosa del genere. Anzi, più cinquantenne da poco che splendido (“più bestial che country” – ancora Nanni Moretti).

A sedici anni, a Roma, e non necessariamente in quest’ordine, ha preso parte, confuso e felice, al ’77, ha acquistato dischi di blues in quantità industriale, ha cominciato a condurre delle trasmissioni a Radio Blu, che in quel periodo era ovviamente la radio più forte del mondo, continuando ad essere ragionevolmente certo che prima o poi avrebbe giocato a centrocampo (maglia numero 8 e scarpini Pantofola D’oro) per la A.S. Roma, suonato l’armonica nella band di Muddy Waters, prodotto almeno dieci LP per la Motown e almeno cinque per la Stax.

Dal 1983 al 1995 è stato uno dei conduttori di Rai Stereonotte (trasmissione che è tornato a condurre nel 2005, 2011 e nel 2012) e ha scritto di musica per Il Mucchio Selvaggio, Fare Musica e Rockstar. Dal 1990 al 1994 è stato il direttore di Radio Centro Suono, che in quel periodo era ovviamente la radio più forte del mondo, per poi tornare a condurre altre trasmissioni per Radio Rai e Kiss Kiss. Dal 1995 ha scritto per Musica di Repubblica, e ha collaborato con Radio Capital e Tele Norba.

Dal 1999 al 2002 ha diretto Kataweb Radio, che in quel periodo era ovviamente la web radio più forte del mondo, solo qualche anno luce avanti, poi Radio Città Futura, che anche in quel periodo non era ovviamente la radio più forte del mondo. Per Radio Rai 3 ha condotto “Fuochi – Bob Marley: Roots, Rock, Reggae” (2006) e Per la Rete 3 della Radio Televisione Svizzera in lingua italiana (RTSI) il programma “Brothers And Sisters”. Ha scritto anche per Liberazione e Rasta Snob e attualmente per Repubblica XL.

Dal 2002 al 2009 è stato il direttore responsabile di Superfly e di Taxidrivers.

Dal 2005 al 2008 ha diretto il Sunny, il quotidiano del Rototom Sunsplash Festival, e nel 2007, sempre per il Rototom Sunsplash Festival, ha ideato e diretto la “Reggae University”. Dal 2005 al 2007 ha diretto la collana Sconcerto per Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri.

Dal 1995 collabora con il Gruppo Editoriale L’Espresso, occupandosi di collane di CD (“L’Espresso Cafè”, “Jazz Italiano Live”, “Jazz e Fumetti”, “XL Hip Hop”, “XL Indie Rock” ).

Per Arcana ha pubblicato “Soul People-Ritratti della musica nera” (2004) e, insieme a Maria Carla Gullotta, “Africa Unite – Il sogno di Bob Marley” (2005), dal quale ha tratto il reading “Ho sognato Bob Marley”.

Alla fine del 2007 ha condotto “La musica dell’anima: i protagonisti” una storia del soul in 30 puntate per RadioRai 3 e nel 2008 una nuova serie di “Brothers And Sisters” per la Rete 3 della Radio Televisione Svizzera in lingua italiana (RTSI).

Dall’ottobre del 2007 al giugno del 2008 ha condotto con Andrea Silenzi (un amico vero) “Extra Large”, il programma di Repubblica XL per Radio Capital.

A dicembre dello stesso anno è stato il produttore artistico di “Introverso”, l’album di Danilo Rea (il miglior pianista dell’emisfero occidentale, e non solo) realizzato per il Gruppo Editoriale L’Espresso. Nell’estate del 2009 ha prodotto anche la nuova versione di “Introverso” (se possibile, ancora più bella della prima) che è stata pubblicata, su due CD, dalla Universal nel dicembre del 2008.

Per misteriose e irripetibili congiunzioni astrali e a conferma che “mai dire mai” dal febbraio 2008 e per due anni è tornato a dirigere Radio Centro Suono.

Nel 2009 ha prodotto 33, il “primo” album del Trio di Roma, storica formazione composta da Danilo Rea, dal contrabbassista Enzo Pietropaoli e dal batterista Roberto Gatto. Sempre nel 2009 ha scoperto che i Bud Spencer Blues Explosion, composti da Adriano Viterbini (voce, chitarra) e da Cesare Petulicchio (voce, batteria), è senza alcun dubbio il miglior duo dell’emisfero occidentale, subito dopo Batman e Robin e Nitro e Glicerina. Così è diventato il loro manager e il label manager della Yorpikus Sound, etichetta che ha pubblicato il loro due album.

Recentemente ha presentato la quinta e la sesta edizione di Generazione X, rassegna che si tiene all’Auditorium Parco della Musica di Roma.

A conferma del suo infallibile senso degli affari, nell’ottobre del 2010 ha fondato l’etichetta discografica “Ali Buma Ye! Records” , con la quale ha pubblicato “Hard Times”, il primo disco dei Black Friday, composti da Adriano Viterbini e da Luca Sapio e “Atto Terzo” di Valentina Lupi. Nel 2012 la “Ali Buma Ye! Records” ha pubblicato “Who Knows” , il primo album solista di Luca Sapio.

“Who Knows”, distribuito anche in Europa da Rough Trade, ha vinto il premo PIMI- Medimex come disco dell’anno e il premio della SIAE come miglior disco indipendente per il 2012.

Dal 2011 organizza concerti, rassegne e diverse serie di “reading” per la Casa del Jazz di Roma.

Con un certo orgoglio possiede una bicicletta “Bianchi” da corsa del 1973 e un impianto stereofonico di qualità.

Continua a comprare 33 e 45 giri (soprattutto di reggae e soprattutto della Studio One). Come Paul Weller si definisce “solo un vecchio Mod” e continua ad essere ragionevolmente certo che prima o poi…

Casa del Jazz

Viale di Porta Ardeatina, 55 – Roma

Info: 06/704731

Ingresso 5 euro

Tosca: Direzione Morabeza, tour estate 2020
Orchestra da Camera Fiorentina: Daniele Damiano
ANGELA BARALDI “3021 LIVE”
Marco Albonetti omaggia Piazzolla con “Romance del Diablo”
Valdarno Jazz Winter Festival (25° edizione)
TAGGED:alberto castelliCasa del Jazz

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