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Redazione
Ultima modifica: 8 Gennaio 2015 17:15
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fotoprogetto gennaio/aprile 2015

direzione artistica Giancarlo Cauteruccio

————–

Si inaugura il 13 gennaio alle ore 21.00, con lo spettacolo Le amanti, messo in scena dal Teatrino Giullare di Bologna, la stagione 2015 del Teatro Studio di Scandicci, che quest’anno reca il titolo ars@labor, scelto da Giancarlo Cauteruccio, parafrasando il mitico slogan pane e lavoro, in tempi di grave emergenza occupazionale.

La stagione, prodotta dalla compagnia Teatro Studio Krypton, al suo quinto anno di gestione della sala di Via Donizetti, è realizzata con il contributo di Scandicci Cultura e Regione Toscana.

L’apertura del progetto è quindi affidata alla compagnia bolognese Teatrino Giullare che indaga dal 2005 su opere teatrali del Novecento, tramite una visione inedita che sperimenta l’uso di artifici e filtri per esaltare la natura più intima dei testi.

L’ultima produzione di Enrico Deotti e Giulia Dall’Ongaro, Le amanti, tratta dal grande romanzo di Elfriede Jelinek, Nobel per la letteratura 2004 e per la prima volta in versione teatrale, arriva a Scandicci subito dopo il debutto al Festival Vie e all’interno del Festival Focus Jelinek, dedicato all’autrice austriaca per cinque mesi in Emilia Romagna.

Protagonista della storia è l’Amore con le sue angosce, protagoniste due ragazze Brigitte e Paula, che desiderano una vita migliore; ma protagonista è anche il linguaggio, provocatorio e implacabile.

Con soluzioni sceniche sorprendenti, due bambole a grandezza umana sullo sfondo di un paesaggio abitato da grotteschi personaggi chiusi in scatole di cartone, la compagnia crea un’opera delicata e feroce, fortemente visionaria.

Dal 30 gennaio al 15 febbraio (dal martedì al sabato alle ore 21.00, domenica alle ore 18.00, lunedì riposo), Giancarlo Cauteruccio, in prima nazionale, presenta il primo atto di una sua trilogia sulle città di mare: NAPOLISCIOSCIAMMOCCA.

Il progetto, pensato in tre movimenti fino al 2017, diventa un’esperienza interpretativa del regista/attore che qui adotta il linguaggio del canto.

Il viaggio inizia dalla città di Napoli, un omaggio a Eduardo De Filippo, ma soprattutto agli amici Leo De Berardinis e Antonio Neiwiller, senza dimenticare Pino Daniele, che della città partenopea è stato il cantore della sua contemporaneità.

Il canto, desiderio nascosto di Cauteruccio, in questo singolare percorso, prende finalmente corpo.

Le città di mare protagoniste della trilogia (oltre a Napoli, Genova e Trieste), i loro luoghi, paesaggi, energie vengono letti attraverso le canzoni del grande repertorio.

E per Napoli, città per eccellenza che canta e viene cantata nel mondo, vengono svelate la sua architettura e la sua criticità dal canto d’amore, bellezza, gioia, malinconia e da un grido di dolore.

L’armonia che si disgrega nel paese del sole e del mare e in una terra che spesso chiamano terra dei fuochi, rende inevitabilmente impotente e dissonante la voce e il corpo nella scena.

Il 17 e 18 febbraio (ore 21.00) è la volta di L’ultimo viaggio – La verità di Enrico Filippini, una drammaturgia originale di Giuliano Compagno e Concita Filippini, liberamente ispirata alle opere e alla vita del grande intellettuale svizzero-italiano.

Con la regia di Marco Solari e l’interpretazione di Xhilda Lapardhaja, Alessandra Vanzi e Marco Solari, affiorano pezzi di vita raccontati da un padre e da una figlia.

Il luogo è una stanza in penombra in una clinica, ma nessuna tristezza aleggia in quel posto da cui, i due sanno, il padre non uscirà vivo.

Lui è Enrico Filippini, scrittore, germanista, traduttore, giornalista per Repubblica, ha 55 anni e come nessuno ha saputo illustrare il giornalismo culturale italiano.

Lei Concita Filippini, che dopo anni si ritrova accanto a quel padre cercato e amato.

Per Filippini quei giorni saranno perfino belli nel ripercorrere le orme di ragazzo, scorci di vita, ricordando una società in cui Cultura suonava come una parola importante davvero.

Il 27 e 28 febbraio alle ore 21.00 tornano al Teatro Studio Valter Malosti e Federica Fracassi, rispettivamente regista e interprete di Corsia degli incurabili, di Patrizia Valduga.

Atto unico scritto in versi e pubblicato nel 1996, l’opera di una delle voci più significative della poesia contemporanea italiana, già messo in scena da Luca Ronconi con Franca Nuti, è un monologo che ha per protagonista una malata terminale giacente immobile in una stanza di ospedale.

Con determinazione la donna lancia le sue parole che si fanno, di volta in volta, invettiva, desiderio, scherno, preghiera, bisbiglio, confessione, provocazione, accompagnata da una partitura sonora tesa e multiforme.

Malosti crea una regia con poche luci, una scena scarna e una fitta rete di suoni interiori, emotivi, disturbati in cui spicca l’indubitabile bravura della pluripremiata attrice milanese.

Il 4 marzo (ore 21.00) il Teatro Studio ospita Genesiquattrouno, lo spettacolo vincitore del Premio In-box 2014, diretto e interpretato da due validi attori della scena italiana, Gaetano Bruno, volto anche cinematografico, e Francesco Villano.

L’indagine sulla fratellanza del lavoro, basato sulla vicenda di Caino e Abele, segna per il duo l’inizio di un’indagine verso un linguaggio teatrale che procede di pari passo con una ricerca sul movimento, che costituisce la cifra dell’intero lavoro.

Due uomini si risvegliano dentro un cerchio di frutta, eletto nell’infanzia a oasi di avventura, a riparo dal mondo.

Nel corso della piece i fratelli ripristinano giochi, le complicità, si riconoscono nella tana dell’infanzia, ma una luce strana offusca i loro sguardi e sarà compito del minore stanare il fratello più grande dal buio della sua vergogna e indurlo a riconoscere il fratricidio da poco compiuto.

Solo allora i due uomini si possono dirigere lentamente verso quella separazione che ha cambiato per sempre le loro esistenze, in una giornata di odio, in una giornata d’amore.

Un classico shakespeariano riletto da Michele Sinisi e scritto in collaborazione con Francesco M.Asselta e Michele Santeramo è in programma il 13 e 14 marzo alle ore 21.00: Riccardo III.

Il testo di Shakespeare si apre con un monologo di Riccardo che vale la bellezza di tutta l’opera e condensa l’intera vicenda. Riccardo annuncia cosa farà, il perché, e con la sua teatralità, la sua deformità alimenta in segreto il desiderio di conoscerlo.

L’attore e regista costruisce il lavoro su questo monologo e su cosa serve per realizzare i personaggi, per farli vivere agli occhi dello spettatore. Lo spettacolo non racconta una storia, la fa vedere, mentre il testo ha un ruolo musicale da sentire più volte, fino a comprenderlo sulla scena più di quanto il foglio non possa fare.

Segue il 20 e 21 marzo (ore 21.00) Alla luce di Michele Santeramo, con Silva Pasello, Sebastian Barbalan, Michele Cipriani, Francesco Puleo e Tazio Torrini per la regia di Roberto Bacci.

Una partita a carte fra quattro ciechi, ai confini della nostra notte, che raggiungono il luogo in cui si gioca la partita per poter vedere. Un croupier gestisce il gioco le cui regole sono scritte in un libro intitolato Alla luce.

Le prove da superare su cui si articola la partita potranno rendere la vista ai giocatori, ma per ciascuno, il possibile ritorno alla luce, indicherà un diverso destino. L’opera indaga la necessità umana di voler vedere narrando il difficile viaggio attraverso l’oscurità della nostra condizione.

Riuscendo a controllare le proprie emozioni, si potrà vedere con gli occhi l’apparenza delle cose del mondo, ma il mistero della loro profonda realtà resterà inconoscibile comunque.

Diecisottozero è il titolo della Festa per i 10 anni di Teatro Sotterraneo, gruppo di punta della nuova performing art nazionale, che il 27 e 28 marzo è a Scandicci con una due giorni di appuntamenti.

Una festa che parte dall’immaginario della compagnia per parlare di cultura e fine del mondo, rappresentazione del proprio tempo e punto di vista del superstite.

Gli artisti ne parlano il 27 marzo alle ore 18.00 in un Corso di sopravvivenza, attraverso un incontro con tre pensatori, Goffredo Fofi, Stefano Laffi, Enzo Ferrara e rappresentano la Catastrofe con due produzioni distanti nel tempo.

Gli spettacoli proposti sono il 27 marzo alle ore 21.00 il famoso e glorioso Post-it del 2007 e il 28 marzo alle ore 21.00 il più recente Be normal!.

In Post-it un volume cubico neutro, metri 5×5, una guaina di teli neri. Quattro performer aggrediscono la scatola teatrale da tagli e aperture.

Partendo dalla formula svelare occultando Teatro Sotterraneo imposta un funerale consapevole di stare sulla scena. Il lavoro agisce per sottrazione: l’azione all’azione, il parlato al parlato, le cose alle cose, un sistema di frammentazioni entro cui i corpi si muovono in modo costretto – dagli spazi, dai materiali, dall’obiettivo di togliersi.

Post-it è un recesso, un dimenticatoio dove cercare e verificare ogni possibile Fine.

Be normal! parla del fatto che oggi la normalità non è più normale. I giovani vi hanno rinunciato da un pezzo e per noi – scrivono gli artisti del Sotterraneo – è diventato un concetto leggendario come Atlandide.

Be normal! mette in luce tecniche di resistenza giornaliera che stanno fuori dalla normalità. Si tratta di un lavoro fisico e ritmato, in cui corpo e parola convivono nel tentativo di raffigurare la corsa ininterrotta e la lotta continua di una generazione che procede per tentativi.

Con ironia e senso dell’assurdo che caratterizzano i lavori del collettivo, si mette in scena una giornata impossibile, in cui dal risveglio alla notte, due attori attraversano un numero surreale di situazioni e contesti a cui sono chiamati a sopravvivere, quasi come avatar di un video game, colpo su colpo, morendo e andando avanti, vincendo e perdendo, cadendo e rialzandosi, per ottenere un lavoro, per partecipare a un rituale, o anche solo per compiere un piccolo gesto quotidiano carico di senso.

La giornata del 28 marzo si chiude con un dj set che parte alle ore 23.00.

Nel centenario della Prima Guerra Mondiale, Teatro Studio Krypton vara una seconda produzione in calendario dal 10 al 18 aprile.

Questo il titolo: 15/45 tre studi sulle guerre – Un progetto in tre atti sul desiderio della libertà, testi di Giuliano Compagno, Francesco Graziani e Lorenzo Bertolani, interpretati da Patrizia Schiavo, Roberto Gioffrè e un attore in via di definizione.

Cauteruccio mette in scena tre testi di drammaturgia contemporanea dedicati ad altrettanti protagonisti di vicende storiche legate alla grande guerra e al secondo conflitto mondiale: Maria Plozner Mentil, Bruno Neri e Jacopino Vespignani, figure emblematiche dal punto di vista umano e biografico, ma poco note e ricordate.

Il 10 e 11 aprile (ore 21.00) va in scena Hanno sparato a Maria!, in cui Giuliano Compagno riporta alla luce la storia di Maria Plozner Mentil, una giovane friulana di 32 anni, incarnata da Patrizia Schiavo, che durante la Prima Guerra Mondiale decide di arruolarsi diventando portatrice carnica.

Per mesi e mesi sale e ridiscende le montagne per trasportare cibo, vestiti, munizioni e medicine ai soldati sulle montagne. Il 15 febbraio viene colpita da un cecchino austriaco e muore l’indomani.

Il secondo atto Berni – storia di Bruno Neri, il calciatore partigiano, scritto dal giornalista Rai Francesco Graziani, è interpretato da Roberto Gioffrè e debutta il 14 aprile alle ore 21.00, con replica il 15.

Quando Bruno Neri viene ucciso dai tedeschi sull’Appennino Tosco – Emiliano, è solo Berni, si fa chiamare così da quando ha deciso che è il momento di combattere i tedeschi.

Neri è uno dei calciatori più noti del campionato italiano, ha giocato per anni con la Fiorentina, poi col Grande Torino, in mezzo anche varie partite con la nazionale di Vittorio Pozzo.

Neri preferisce passare il suo tempo libero più in un museo che in un bar, ha messo su un’officina meccanica a Milano. Tuttavia al culmine della guerra lascia ogni cosa e si gioca il suo ultimo scampolo di gioventù contro i tedeschi.

Ultimo atto il 17 e 18 aprile (ore 21.00) Jacopino Vespignani – la sapienza del coraggio è una drammaturgia originale di Lorenzo Bertolani che racconta la vicenda umana e le scelte di grande coraggio di un uomo di 36 anni, chiamato il 30 luglio del 1942 a diventare Commissario Prefettizio a Tredozio, un paese sull’Appennino tosco emiliano. In un momento difficile e caratterizzato dalla lotta partigiana contro gli occupatori nazifascisti, Vespignani seppe salvaguardare e difendere la sua comunità grazie al coraggio dei suoi atti.

Nel testo si immagina Vespignani nell’intimità della sua casa, all’indomani del ricevimento di una onorificenza a cinquant’anni dalla liberazione, spunto per riattraversare i momenti salienti di quel periodo: i suoi rapporti coi partigiani, la notte trascorsa in cella in attesa di una sentenza di vita o di morte, l’interrogatorio al cospetto del comandante delle SS, il tentativo di salvare le vite di tanti combattenti catturati. Ad ascoltarlo sua moglie Rosetta, che con lui ha condiviso scelte, coraggio e sapienza.

Altra prima nazionale sul palcoscenico di Via Donizetti il 28 aprile alle ore 21.00,con repliche il 29 e il 30: Cappuccetto Osso della compagnia toscana Gogmagog, scritto e diretto dall’artista visiva milanese Marcella Vanzo, che ne cura anche le scene.

E’ la seconda occasione di collaborazione artistica tra la poliedrica Vanzo e il gruppo, che in precedenza avevano già condiviso il progetto Quei 2, da Il diario di Adamo ed Eva di Mark Twain.

Protagonisti di questa nuova produzione che mixa Cappuccetto Osso e Lupo, Taxi Driver e i Fratelli Grimm in un cocktail spasmodico sono Cristina Abati, Carlo Salvador e Tommaso Taddei.

A partire da quest’anno Teatro Studio Krypton ingloba nel suo cast artistico la giovane artista barese Sarah Vecchietti che dirigerà per la compagnia due lavori dedicati ai ragazzi.

Adottando le tecniche del teatro nero, la Vecchietti crea magici spettacoli che le hanno valso l’invito, unica in Italia, al Festival Mondiale del Teatro di Figura nel 2013 a Jacarta.

In viaggio tra cielo e mare è in cartellone il 5 marzo alle ore 10.00, mentre la nuova produzione L.A.I.K.A.: l’avventura incredibile di un kane astronauta, debutta in prima nazionale il 30 marzo alle ore 10.00 con replica il 31.

Il progetto di Teatro Studio Krypton è sostenuto da Ente Cassa di Risparmio di Firenze. La compagnia inoltre ringrazia e segnala la collaborazione di Unicoop Firenze anche per l’anno 2015.

————–

BIGLIETTI intero 14.00 euro, ridotto 12.00 euro, studenti 8.00 euro, teatro ragazzi 5.00 euro

Teatro Studio

Via G.Donizetti, – 58 Scandicci (FI)

Info e prenotazioni – nuovo numero biglietteria 055 7356443

biglietteria@teatrostudiokrypton.it – www.teatrostudiokrypton.it

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