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Prosa

Chi ha paura di Virginia Woolf?

Redazione
Ultima modifica: 8 Marzo 2016 09:24
Redazione
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Foto di Diego Steccanella
Foto di Diego Steccanella

produzione Tieffe Teatro Milano

di Edward Albee

traduzione Ettore Capriolo

con Milvia Marigliano, Arturo Cirillo, Valentina Picello, Edoardo Ribatto

scene Dario Gessati

costumi Gianluca Falaschi

luci Mario Loprevite

regia Arturo Cirillo

————-

Mercoledì 9 marzo alle ore 20.30 la Stagione di Prosa 2015-2016 del Teatro Goldoni di Venezia prosegue con il capolavoro assoluto del drammaturgo americano Edward Albee, Chi ha paura di Virginia Woolf?. Un dramma sociale a tinte forti che fotografa una coppia nell’America degli anni ’60 tra recriminazioni e segreti inconfessati, interpretato da Milvia Marigliano, Valentina Picello, Edoardo Ribatto e Arturo Cirillo, impegnato anche nella regia. Lo spettacolo è prodotto da Tieffe Teatro Milano e resterà in scena fino al 13 marzo; sarà poi al Teatro Verdi di Padova dal 16 al 20 marzo.

Giovedì 10 marzo al termine della replica pomeridiana (inizio ore 16.00) si svolgerà l’incontro con il pubblico.

Chi ha paura di Virginia Woof? è un testo straordinario di uno degli autori che hanno fatto la storia teatrale del Novecento e che ora risorge a nuova vita grazie al talento di Arturo Cirillo, attore e regista tra i più interessanti della scena nazionale. Martha e George sono una coppia di mezza età che ha invitato a casa Honey e Nick, due giovani sposi che hanno appena conosciuto. In un vorticoso crescendo di dialoghi serrati, con la complicità della notte e dell’alcool, il quartetto si addentra in una sorta di “gioco della verità” che svela le reciproche fragilità individuali e di coppia. Il risultato della serata è un gioco al massacro, una sfida collettiva alla distruzione di sé e degli altri, che rende ogni personaggio, allo stesso tempo, vittima e carnefice.

Chi ha paura di Virginia Woolf? di Edward Albee debutta a Broadway nel 1962. Del 1966 è la versione cinematografica, diretta da Mike Nichols, con Elizabeth Taylor e Richard Burton nei ruoli di Martha e George. Il titolo della pièce gioca con le parole della canzoncina Chi ha paura del lupo cattivo? (Who’s Afraid of the Big Bad Wolf?) ed è il motivetto che Martha e George canticchiano ogni tanto, dall’inizio alla fine dello spettacolo.

————–

Note di regia

Il testo Chi ha paura di Virginia Woolf? credo sia una potente macchina attoriale, cioè penso che esista fortemente in funzione del teatro. Come certa drammaturgia contemporanea, penso a Spregelburd per esempio, non è tanto nella sua lettura che si coglie la vera qualità della scrittura ma nella incarnazione umorale e psicologica che avviene quando si incomincia a lavorare con gli attori. Un teatro che usa un linguaggio naturalistico ma che non si preclude una possibilità più astratta, anzi direi che la sottende. Già il “basso continuo” dato dallo stato di alterazione alcolica presuppone una forma di recitazione “sporca”. Come anche invita verso una estremizzazione la valenza fortemente simbolica dei quattro personaggi, con la coppia più giovane specchio e parodia di quella più anziana, accomunate da un problema di genitorialità. Un testo bulimico ed estremo, sismico, che mi ha fatto pensare ad una scena smossa essa stessa, sconnessa, che ti scivola sotto i piedi. Una scena che va in pezzi, si spezza, crolla, come il nostro Occidente incapace di uscire da se stesso e vedere il mondo. Il tutto a ritmo di batteria, colpi su colpi.

Il testo di Albee è una spietata riflessione sulla nostra cultura, sul nostro egocentrismo, sul nostro cinismo, e sull’amore. Come in un gioco al massacro, come in un interrogatorio o in una tortura, siamo in un stanza, un salotto, in una notte di sabato, dove pian piano si dà inizio ad un sacrificio, un esorcismo. Giocando e recitando ci si trova davanti alla propria distruzione, allo stato di noia che nasce dopo la perversione, a quel non sapere più cosa fare dopo aver fatto fuori tutto. Nel distruggere l’altro si distrugge se stessi, e poi ci si trova soli con l’altro, due solitudini a confronto, senza più difese, senza più riti che ci proteggono, senza più teorie analitiche che ci consolano; soli e spaventati da tutto quello che la nostra mente non ci voleva far vedere. Soli davanti alle proprie paure, come un bambino nel bosco, o di notte con i propri incubi. E poi, forse, quando sta per nascere l’alba immaginare di potersi prendere cura di sé, e dell’altro, con dolcezza e morbidezza.

Arturo Cirillo

————–

Calendario spettacoli

9 marzo 2016 20:30

10 marzo 2016 16:00

11 marzo 2016 20:30

12 marzo 2016 19:00

13 marzo 2016 16:00

————–

Biglietti

Platea: interi € 29; ridotti € 26; giovani € 17

1° ordine: interi € 25; ridotti € 22; giovani € 14

2° ordine: interi € 24; ridotti € 21; giovani € 13

3° ordine: interi € 18; ridotti € 15; giovani € 10

4° ordine: interi € 12; ridotti € 10; giovani € 8

————–

Info biglietteria

– lun – ven 10.00 – 18.30

 

– nei giorni di spettacolo: aperto anche il sabato dalle 10 alle 19, chiuso il giovedì pomeriggio, un’ora prima dell’inizio di ogni spettacolo (solo per acquistare biglietti della rappresentazione in corso)

 

– vendita online su www.teatrostabileveneto.it

 

– Attraverso la rete di vendita VeneziaUnica: presso i punti vendita di Piazzale Roma, Ferrovia Infopoint, Rialto linea 2, Tronchetto, Lido Santa Maria Elisabetta, Mestre, Sottomarina, Dolo; online www.veneziaunica.it/teatrogoldoni; prevendita telefonica tramite call center Hello Venezia 041.2424

————–

Info teatro

041.2402014

biglietteria.teatrogoldoni@teatrostabileveneto.it

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