Area Riservata
TeatrionlineTeatrionlineTeatrionline
Notification Show More
Font ResizerAa
  • Chi Siamo
  • Città
    • Agrigento
    • Alessandria
    • Ancona
    • Aosta
    • Arezzo
    • Bari
    • Bergamo
    • Bologna
    • Bolzano
    • Brescia
    • Brindisi
    • Campobasso
    • Caserta
    • Catania
    • Catanzaro
    • Chieti
    • Cuneo
    • Empoli
    • Enna
    • Ferrara
    • Firenze
    • Genova
    • Grosseto
    • Lecce
    • Livorno
    • Lucca
    • Mantova
    • Messina
    • Milano
    • Modena
    • Monza
    • Napoli
    • Novara
    • Nuoro
    • Olbia
    • Oristano
    • Orvieto
    • Padova
    • Palermo
    • Parma
    • Pavia
    • Pesaro
    • Pescara
    • Pisa
    • Pistoia
    • Ravenna
    • Reggio Calabria
    • Reggio Emilia
    • Roma
    • Rovigo
    • Sassari
    • Savona
    • Siena
    • Siracusa
    • Taranto
    • Terni
    • Torino
    • Tournèe
    • Trento
    • Treviso
    • Trieste
    • Udine
    • Varese
    • Venezia
    • Verona
  • Danza/Balletto
  • Opera
  • Prosa
  • Festival/Rassegna
    • Intervista
    • Libri
  • Musica
Reading: Caracalla 2016, il Nabucco di Verdi fra simbolismo e realismo
Condividi
TeatrionlineTeatrionline
Font ResizerAa
Cerca
  • Chi Siamo
  • Città
    • Agrigento
    • Alessandria
    • Ancona
    • Aosta
    • Arezzo
    • Bari
    • Bergamo
    • Bologna
    • Bolzano
    • Brescia
    • Brindisi
    • Campobasso
    • Caserta
    • Catania
    • Catanzaro
    • Chieti
    • Cuneo
    • Empoli
    • Enna
    • Ferrara
    • Firenze
    • Genova
    • Grosseto
    • Lecce
    • Livorno
    • Lucca
    • Mantova
    • Messina
    • Milano
    • Modena
    • Monza
    • Napoli
    • Novara
    • Nuoro
    • Olbia
    • Oristano
    • Orvieto
    • Padova
    • Palermo
    • Parma
    • Pavia
    • Pesaro
    • Pescara
    • Pisa
    • Pistoia
    • Ravenna
    • Reggio Calabria
    • Reggio Emilia
    • Roma
    • Rovigo
    • Sassari
    • Savona
    • Siena
    • Siracusa
    • Taranto
    • Terni
    • Torino
    • Tournèe
    • Trento
    • Treviso
    • Trieste
    • Udine
    • Varese
    • Venezia
    • Verona
  • Danza/Balletto
  • Opera
  • Prosa
  • Festival/Rassegna
    • Intervista
    • Libri
  • Musica
Have an existing account? Area Riservata
Follow US
© 2022 Foxiz News Network. Ruby Design Company. All Rights Reserved.
Teatrionline > Blog > Opera > Caracalla 2016, il Nabucco di Verdi fra simbolismo e realismo
Opera

Caracalla 2016, il Nabucco di Verdi fra simbolismo e realismo

Fabiana Raponi
Ultima modifica: 27 Luglio 2016 15:35
Fabiana Raponi
Condividi
1383
CONDIVIDI
Foto di Yasuko Kageyama
Foto di Yasuko Kageyama

Simbolico, ma al tempo stesso realistico: il Nabucco di Verdi che ha aperto la stagione lirica delle Terme di Caracalla 2016 con la firma del giovane Federico Grazzini, piace e continua a convincere il pubblico anche in una serata che ha riservato qualche sorpresa.

Luca Salsi (lanciatissimo proprio dal Nabucco diretto da Muti all’Opera) atteso come Nabocodonor è stato sostituito all’ultimo momento dal tenore Sebastian Catana (del secondo cast) e la pioggia ha minacciato per ben volte l’allestimento: alla fine tutto è filato liscio e lo spettacolo è stato portato a casa dopo tre ore e quattro atti.

Il regista aveva parlato chiaramente di un allestimento diacronico: l’idea portante è non solo quella di conciliare uno spettacolo popolare, ma di alto livello artistico, ma anche di staccarsi in un certo qual modo dal libretto.

L’idea è stata quella di partire proprio dalle rovine di Caracalla per suggerire un messaggio di speranza: sul palco si collocano per tutto l’arco dell’opera delle finte rovine (grandiose e tetre di Andrea Belli) che evocano un passato di terrore e devastazione e che suggeriscono, rappresentandolo in scena, un conflitto universale quello tra gli oppressi e gli oppressori che si sviluppa in ogni tempo e in ogni luogo. Un allestimento “diacronico” come aveva sottolineato Grazini che attraversa il tempo e lo spazio offrendo una chiave di lettura universale a una storia ciclica di oppressi e di oppressori, in questo caso ebrei e babilonesi.

E se la schiavitù torna ciclicamente in diversi momenti storici è pur vero che non si tratta di una semplice attualizzazione, ma di un discorso più ampio che non può essere in nessun modo limitato.

Ecco perché tutto appare in bilico fra passato, presente e futuro (perché l’oppressione è ciclica) e perché i costumi (tetri di Valeria Donata Bettella) non possono essere identificati in un periodo storico preciso (con l’esercito che sembra arrivare dal futuro) offrendo una lettura simbolista.

Il realismo resta eccome perché diventa poi quasi impossibile non pensare ai campi di concentramento equiparando gli ebrei del VI secolo a.C. oppressi dal Re babilonese Nabucodonosor agli ebrei dell’Olocausto quando il coro intona il celeberrimo e solenne Va’ pensiero in un vero e proprio campo di prigionia dietro le sbarre con lo sguardo perso dimesso a rimpiangere la patria perduta e l’agognata libertà.

Intendiamoci: non c’è alcuna deviazione eccessiva della drammaturgia perché Grazzini è rimasto tutto sommato fedele a un certo di tipo di regia tradizionale compresi i movimenti scenici, la rilettura del libretto appare un po’ forzata perché il regista ha concentrato l’azione sull’evoluzione di Nabucco, dall’ambizione alla follia e dalla follia alla conversione, ma eliminando del tutto l’intervento divino (vedi il fulmine) che lo punisce per la sua superbia e sostituendolo con un gesto violento dell’ambiziosa figlia Abigaille.

Ora, si capisce che l’allestimento sia al di là del tempo e dello spazio, ma una visione del genere non può non stridere almeno un po’ in un libretto dove pullulano sacerdoti, appelli alle divinità, solennità e quando altro riducendo tutto al libero arbitrio umano.

Un po’ decontestualizzati e gratuiti i movimenti coreografici Marta Iagatti mentre le luci di Alessandro Carletti e i video di Luca Scarzella proiettati sulle alte torri laterali (a richiamare l’incendio del tempio o a suggerire l’orrore del pogrom) contribuiscono a creare un clima tetro e visionario che rispecchia il dolore dell’oppressione.

La parte del leone è stata del Coro, bravissimo e intenso, preparato dal maestro Roberto Gabbiani e ben collocato in scena dal regista e il cast è stato duttile e all’altezza della situazione dal convincente Nabucco di Sebastian Catana alla superba Abigaille di Csilla Boross, all’autorevole Zaccaria di Vitalij Kowaljow fino alla comprensiva Fenena di Alisa Kolosova e all’Ismaele del tenore Antonio Corianò ben orchestrati dal direttore John Fiore al suo debutto per un’opera all’aperto. Applausi, applausi e ancora applausi per un’opera che piace sempre e convince il pubblico delle Terme di Caracalla. Ultime repliche, in alternanza con Il Barbiere di Siviglia e Madama Butterfly, sabato 30 luglio, martedì 2, venerdì 5 e martedì 9 agosto (con la direzione del maestro Donadio).

Terme di Caracalla 2019, l’Aida intimista di Denis Krief
“La Traviata” di Giuseppe Verdi
Lo Zoo di vetro
Tamerlano
Messa da Requiem

Sign Up For Daily Newsletter

Be keep up! Get the latest breaking news delivered straight to your inbox.
[mc4wp_form]
By signing up, you agree to our Terms of Use and acknowledge the data practices in our Privacy Policy. You may unsubscribe at any time.
Condividi questo articolo
Facebook Copy Link Print
Articolo precedente Festival Quartieri dell’Arte (20° edizione)
Articolo successivo Volcan Trio in concerto
Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Social

9.8KLike
3.6KFollow
35Subscribe

Sostieni Teatrionline

spot_img

News

Festival Barocco Alessandro Stradella 2026
Concerto Viterbo
CucuFestival 2026
CucuFestival 2026 inaugura al Parco delle Leggende di cesuna
Vicenza
“Capo arte teatro festival”, ora i burattini protagonisti
Catanzaro Festival/Rassegna
CASTELLO IN MUSICA 2026
Concerto Featured Vicenza

Privacy Policy – Cookie Policy
Email: redazione@teatrionline.com

Articoli recenti

  • Festival Barocco Alessandro Stradella 2026
  • CucuFestival 2026 inaugura al Parco delle Leggende di cesuna
TeatrionlineTeatrionline
Follow US
© A.C.I.D.I. Associazione Culturale Informazione Diffusione Innovazione APS - Codice Fiscale 94310120483 - Via Jacopo Nardi 21 - 50132 Firenze - SEO BY SIMONE ROMPIETTI SR WEB
Gestisci Consenso
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}
Bentornato!

Accedi al tuo account

Username or Email Address
Password

Lost your password?